Il papa accetta le dimissioni del vescovo accusato di pedofilia


di Loretta Dalola

Benedetto XVI (bontà sua) ha accettato le dimissioni di Monsignor Mixa coinvolto nella vicenda degli abusi sessuali sui minori, su di lui pendono anche accuse sulla sottrazione di fondi destinati all’istituto per l’accoglienza dei bambini per comprarsi preziose stampe antiche, bottiglie di vino costose e anche un solarium.

Mixa ammette: “Ero e sono ben consapevole delle mie proprie debolezze”. “Compio questo passo con fiducia irremovibile nei confronti della grazia di Dio e sono fiducioso che il Padre in cielo conduca la Chiesa di Augusta verso un buon futuro”

Fatemi capire, cosa dovrebbero fare le vittime?  Esaltarsi e gioire per questa sua timorata assunzione di responsabilità?  E magari, essere pure  grati  al Papa per questa gentile concessione?

Mi sembra il minimo, visto che il pedofilo, sia esso prete o no, è una persona con gravi problemi, che in modo irrazionale, deviante e purtroppo molto dannoso per gli altri, cerca sé stesso e la sua perduta identità sessuale.  Nel caso in cui il pedofilo sia un prete, la situazione è  ancora più complessa perché si scontra con l’influenza psichica di quella teologia che è stata oggetto dei suoi studi, della sua formazione e della sua vita.

L’omertà della chiesa, e le sue solite negazioni dell’evidenza, oltretutto, impediscono a questi preti di essere curati, supportati da specialisti della psicologia, magari portati in psicoterapia. Evidentemente la chiesa preferisce tenersi dei preti pedofili, che continueranno a fare vittime innocenti, piuttosto che correre il rischio di confrontarsi con delle menti liberate.

Chiedere perdono e soprattutto essere fiduciosi nel Padre Eterno – non basta,  occorre assolutamente evitare che i casi si ripetano. Una posizione chiara, precisa e forte, da parte della Chiesa potrebbe essere un  segnale concreto per  non favorire o tollerare la tragedia della pedofilia.

Anche perchè quando Gesù diceva :”Lasciate che i pargoli vengano a me”…credo avesse ben altre intenzioni…

da http://lorettadalola.wordpress.com

Deputati: 47 casi di doppi incarichi incompatibili col mandato


camera-dei-deputati Gli incarichi non si possono accumulare, lo scrive a chiare lettere l’articolo 122 della Costituzione. Eppure i Parlamentari italiani il “vizietto” di ricoprire cariche incompatibili con il loro mandato non riescono a perderlo.

Il Comitato per le incompatibilità della Giunta per le elezioni della Camera, infatti,  ha accertato, nei primi due anni di attività della legislatura corrente, 47 casi di doppi incarichi svolti da , in contrasto con il mandato parlamentare. A renderlo noto è stato il presidente della Giunta, .

La , fino ad ora, ha esaminato 100 casi: 47 sono risultati incompatibili mentre solo 18 si sono state giudicate compatibili. In altri 35 casi, invece, la Giunta ha preso atto delle dimissioni dei diretti interessati.

Tra le cariche incompatibili ben 42 consistevano in cariche regionali (consigliere regionale o assessore regionale) la cui incompatibilità è direttamente prevista dall’articolo 122, secondo comma, della Costituzione.

Il Comitato ha quindi vagliato la deroga all’incompatibilità dell’incarico parlamentare con quella di sindaco di città con oltre 20000 abitanti, accogliendola come valida. Spiega Migliavacca: ««Dopo una approfondita ed articolata istruttoria è emerso l’orientamento maggioritario favorevole all’accertamento della compatibilità, secondo un indirizzo inaugurato dalla Giunta nella XIV legislatura e motivato con il fatto che nell’ordinamento italiano è assente un’esplicita norma di legge che preveda l’incompatibilità. Sulla questione la sarà chiamata a deliberare in una seduta che sarà convocata alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa natalizia.

da www.blitzquotidiano.it