Catena su Facebook: la moda del colore di reggiseno


reggisenoDa qualche giorno i frequentatori di si stanno scervellando: ma cos’è questa storia dei colori? Invece di leggere i soliti messaggi, sulle pagine del social network si moltiplicano gli enigmatici post composti da un’unica parola: “nero”, oppure “bianco”, o “beige”. E a scrivere così sono soltanto le donne. Gli uomini no.

Ora il mistero è stato scoperto. Fra gli utenti di sesso femminile sta girando un messaggio che invita a indicare come aggiornamento di stato il colore del indossato in quel momento. Solo il colore, niente altro. E il messaggio dice anche: “Sarà divertente vedere quanto tempo ci metteranno gli uomini prima di domandarsi perché le donne hanno un colore nel loro status”.

Non è certo il primo caso di . Così vengono chiamati in America i messaggi che si trasmettono come virus su e in generale sulla rete. La particolarità questa volta è che il fenomeno nasce con l’intento di escludere metà della popolazione mondiale. L’inventore del gioco ha voluto dargli un valore sociale, come spesso succede con i messaggi virali: scrivendo il colore del proprio si aderirebbe a una non meglio precisata campagna per richiamare l’attenzione sulla prevenzione del .

Non è chiaro chi sia stato il primo a lanciare il passaparola. Sicuramente tutto è partito dagli Stati Uniti. Qualche blogger sostiene anche di aver rintracciato il focolaio iniziale, che sarebbe da collocare nella città di Detroit. Una portavoce della fondazione Susan G. Komen per la lotta ai tumori al seno ha fatto sapere che la sua istituzione non ha avuto alcun ruolo nell’iniziativa, ma l’ha giudicata “un ottimo modo per far crescere la consapevolezza fra le donne: speriamo che reagiscano andando a farsi una ”.

da www.blitzquotidiano.it

Chi si chiama Alessandro ha una vita più lunga


Chi si chiama Alessandro ha una vita più lunga
di Matteo Clerici

Da tempo, si ritiene che il nome scelto per una persona influenzi il suo destino, scolpendo personalità, scelte future e risultati successivi.

Ora, alcuni scienziati sostengono che il nome possa allungare o accorciare la vita del proprietario.

Più precisamente, lo afferma una ricerca della Wayne State University (Detroit, USA) diretta dai dottori Ernest Abel e Michael Kruger e pubblicata da “OMEGA: Journal of Death and Dying”

I ricercatori hanno studiato circa 10.000 persone “arrivate”: atleti professionisti, medici e avvocati nati tra il 1875 e il 1930 dando particolare attenzione ai loro nomi. Essi hanno così scoperto come la vita più lunga spettava a chi aveva un nome di battesimo che inizia per A; seguivano poi i soggetti con B,C, D. In dettaglio, i “nominati” con la A vivevano 73,4 anni in media quelli con la D 69,2 anni, tutti gli altri.

Ma il nome pesa anche sulla professione. Il tandem Abel-Kruger sostiene che i Lawrence (“law” significa legge) finiscono per diventare principi del foro, mentre le Dennises hanno un destino da dentiste, visto il gioco di assonanze.

Va però notato come tale studio ha valore se si legano nomi a voti. Negli USA lettere da A a D coincidono con i voti, una scala di valori che influenzerebbe la qualità della vita di chi ha il nome che inizia con “un’insufficienza”.

Ciò detto, per i ricercatori la scelta del nome da dare ad un neonato è operazione delicata.- affermano gli autori: “Lo studio suggerisce che i nomi hanno un’influenza superiore a quanto potessimo pensare”. Il motivo è che “L’alfabeto è una sorta di gerarchia che usiamo per compilare elenchi e ordini”, continuano, e questo “Potrebbe incidere su vari fattori come la longevità, la salute e le opportunità personali”.

da www.newsfood.com