Diamanti dalle ceneri del caro estinto


di Tommaso Romanin

BOLOGNA – Un ciondolo con un diamante ricavato dalle ceneri, per portare per sempre sul cuore il caro estinto. Viene dalla Svizzera l”ultimo grido’, del settore funerario. Un’idea che fino a domenica, insieme ad una sfilza di bare, carri funebri, urne e ogni altra novità su cimiteri e affini sarà al Tanexpo di Bologna, la fiera che ospita 200 espositori da molti paesi. E’ la cremazione ad andare sempre più per la maggiore. Così, c’é chi trova modi originali per valorizzare le ceneri e ‘mettere in luce’ i parenti defunti. Come il gruppo Algordanza, dal cantone dei Grigioni, che riesce, con un processo chimico, a trasformarle in pietre preziose sintetiche, di diversi tagli e grandezze.

Ogni diamante, spiega Christina Sponza, responsabile marketing, a seconda della composizione chimica dei resti, ha sfumature di colore diverse. Una pietra che rimarrà unica, come unica era la persona che non c’é più. Un’altra opportunità è quella di contribuire, dopo aver cessato di respirare, a preservare il polmone del pianeta. Affidandosi ad Amazon’s Green Tribute, società colombiana, si può acquistare un fazzoletto di terra in Amazzonia, dove le ceneri verrano sparse. Impedendo, per 20 anni, che quel pezzetto venga deforestato. Un occhio all’ambiente arriva poi dalla provincia di Udine, con le eco-bare in bambù o cartapesta colorata del gruppo ‘Futura’. Anch’esse per la cremazione e hanno diversi vantaggi, tra cui le ridotte emissioni e l’impatto sociale, visto che sono confezionate in Bangladesh. E all’uomo che da sempre si inventa modi per mantenere viva la memoria di chi è sottoterra, una mano ora arriva dal digitale. Cornici, resistenti al sole e alla pioggia, potranno essere sistemate sulle lapidi. Al posto della monotona e fissa foto, proporranno ai passanti immagini e anche video delle diverse epoche della vita, regalando un vero e proprio ricordo ‘mobile’.

Sempre per innovare l’immagine tradizionale di cimitero, un gruppo della facoltà di architettura di Valle Giulia a Roma, ha progettato ‘Facetomb’. Maxipannelli con il volto dei morti, al posto della copertura delle tombe: un modo, spiegano i ricercatori perché “i defunti ci mettano la faccia”. Non mancano infine i gadget, di cui fanno incetta i curiosi: dai taglieri, ai portachiavi, alle scatole di caramelle a forma di cofani, fino all”elisir di lunga vita del becchinò, un intruglio di erbe portato dalla Germania. Sull’etichetta: “Risveglia lo spirito vitale, dona allegria e conforto e rinforza il sistema immunitario”. Se non fosse per il lavoro di chi lo consiglia, suonerebbe come un auspicio.

fonte ANSA

Torino: nel Po le ceneri dei defunti


ceneri defunti fiumeProgetto in nuovo regolamento comunale

Il fiume Po, come il Gange, presto accoglierà le ceneri dei defunti. E’ questo un progetto dei tecnici del Comune di Torino che avrebbero già individuato due zone per consentire la dispersione dei resti dei cremati. La possibilità sarebbe prevista dal nuovo regolamento che l’amministrazione della città della Mole ha approvato alcuni mesi fa. Le aree adibite saranno le sponde dell’antico Eridano e quelle della Dora.

(Infophoto)

Il vicesindaco Tom Dealessandri, intervistato dal quotidiano La Repubblica, assicura che “tra qualche settimana tutto sarà pronto” e la dispersione delle ceneri in acqua potrà prendere il via.

La pratica tanto cara all’induismo non presenta particolari problemi igienici, spiega il vicesindaco, anche se dovranno essere rispettati alcuni criteri: “E’ necessario individuare un luogo in cui si possano spargere le ceneri in direzione diverse a seconda del mutare del vento e questo dovrà avvenire a una certa distanza dalle case”.

Nonostante qualche titubanza della Chiesa cattolica che, pur non ostacolando la pratica della cremazione, teme si scivoli verso una dimensione troppo individuale della preghiera e della fede, il fenomeno sembra destinato ad avere successo.

fonte tgcom