Cose di Sicilia


di Daniela Domenici

La foto è di Nino Ermes

Una scalinata nel cuore del centro storico di Catania, tanti tavolini fuori dai numerosi locali che si affacciano su queste scale pieni di avventori che amano questo angolo della città etnea, turisti e “autoctoni” che passeggiano e si fermano ad ascoltare quattro artisti che hanno immaginato e creato uno spettacolo “open space”, “en plein air” come se ci trovassimo nella parigina Montmartre o sulla scalinata della romana Trinità dei Monti: “Cose di Sicilia”, un melange, un mix, di brani tratti da testi teatrali soprattutto di Martoglio e di canti tipici della tradizione non solo catanese ma siciliana in genere, il tutto condito dall’accompagnamento di strumenti musicali come la chitarra, le nacchere e i tamburelli.

I quattro baldi “moschettieri” protagonisti di questo spettacolo ieri sera sulla scalinata Alessi davanti al pub Nevsky vicino alla via Crociferi, un “concentrato d’arte a Catania, sono, in semplice ordine alfabetico, Cinzia Caminiti, Cosimo Coltraro, Alice Ferlito e Emanuele Puglia che hanno voluto dare un ulteriore “colpo di colore” alla loro performance con l’abbigliamento: le due donne in “total black”, i due uomini in “total white”.

Avevamo già applaudito questi quattro artisti durante la scorsa stagione teatrale in vari spettacoli separatamente o insieme ma l’idea di “Cose di Sicilia” che ha saputo valorizzare i talenti, sia recitativi che canori, di ognuno di loro ci è piaciuta molto, ci ha colpito favorevolmente la perfetta intesa sia musicale che recitativa tra di loro, frutto sia di un’amicizia di lunga data che di lunghe prove.

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“Cose di Sicilia…di tutti li culuri…di tutti i mutuperi!!! al teatro Canovaccio di Catania


di Daniela Domenici

L’associazione culturale catanese “Schizzid’Arte” presenta “Cose di Sicilia: …di tutti li culuri! … di tutti i mutuperii!!!, un recital di brani e canti tratti dalla cultura popolare siciliana da domani 8 aprile 2010 al teatro Canovaccio di Catania.

Questo recital consiste di quattro quadri e dei canti tra i più rappresentativi della tradizione siciliana per raccontare l’animo della gente di Sicilia di fronte alla dura lotta per l’esistenza.

E’ un ennesimo lavoro di ricerca in ambito etno-antropologico svolta da anni (quasi venticinque ormai) da Cinzia Caminiti, attrice, cantante, interprete e ricercatrice e da lei portata avanti allo scopo di riproporre, divulgare e tramandare le tradizioni siciliane e di tenere viva la memoria storica di un popolo. Ciò anche grazie all’uso del dialetto usato non come espressione di una civiltà povera e subordinata ma come esaltazione di una lingua carica di storia.

In scena Cinzia Caminiti e Alice Ferlito che racconteranno l’ineluttabilità, l’inoppugnabilità, l’inesorabilità del destino voluto da Dio e l’atteggiamento di questo popolo siciliano rispetto agli eventi che lo “attraversano” grazie alle storie morali e alle parità tratte dai “testi sacri” dei nostri più importanti ricercatori, alle leggende legate alla tradizione del Venerdì Santo in Sicilia, alle poesie di produzione anonima e d’autore.

Le musiche e i canti popolari e “colti”, scelti tra i più emblematici e apprezzati dal pubblico, saranno eseguiti dal vivo da Stefano La Rosa, Michele Gagliano e Anna Spoto e interpretati dalle due attrici e sono anch’essi il risultato di una fruttuosa ricerca svolta in questi anni dai componenti musicisti dell’Associazione; sono parte integrante e fondamentale di tutto lo spettacolo e la delicatezza del personale e nuovo lavoro di arrangiamento, facendo da contrappunto all’asprezza del narrato, ci riporta a una dimensione di intensa poesia.

Quattro quadri e i canti tra i più rappresentativi della nostra tradizione per raccontare, quindi,  cose di Sicilia e per sentirne …di tutti li culuri! …di tutti i mutuperii!!!