Polpo Paul, coccodrillo e gatto Pedro: lo zoo degli indovini


Il polpo Paul è diventato una star, ma la finale tra Olanda e Spagna ha scatenato anche il panda Lin Ping, il coccodrilloHerry e persino il gatto Pedro. L’intera fattoria degli animali è scesa in campo per la corsa al vaticinio più originale, dopo quelli del cefalopode dell’acquario di Oberhausen che hanno fatto il giro del mondo: Paul, appunto, che mangia sempre il mollusco nella vasca di plexigas contrassegnata dalla bandiera della squadra che poi vince la partita ai Mondiali, disdegnando invece l’animaletto nella vasca con bandiera della squadra che, puntualmente, perde. Il ‘tedescò, per Sudafrica 2010, è andato sempre dalla parte giusta, scatenando le invidie degli zoo del pianeta: e così sono arrivati gli imitatori del polpo. In una cittadina olandese, Amersford, sconosciuta ai più, nel locale zoo Marjo Hoedemaker. il custode, ha deciso di ripetere l’esperimento-polpo prima con un lemure, armato di arance e peperoni rossi (metafora ortofrutticola di Olanda e Spagna), e la scimmia ha mangiato le arance. Poi, non contento, si è diretto verso il recinto dei cammelli, stavolta con le carote al posto delle arance e gli stessi peperoni. E anche i cammelli hanno mangiato le carote, cioè Coppa sollevata al cielo a Johannesburg da Giovanni Van Bronckhorst.

Infine la giraffa George, messa davanti a un pomodoro rosso e un misto di carote e arance. E il lungo collo di George ha scelto quest’ultimo. E siccome non bisogna farsi mancare nulla, gli ultimi pronostici portano la firma, o meglio il verso, del pappagallo Mani, celebrità di Singapore, e del coccodrillo australiano Harry. Il primo ha sentenziato, come i tre dello zoo olandese, per Robben e Sneijder; il secondo, Harry, 700 chili ben distribuiti, si è mangiato il pollo con la bandiera spagnola, accodandosi al polpo. Non è dato sapere se poi si è pentito del suo pronostico, con quel pianto per il quale è finito miseramente in un modo di dire.

da http://www.blitzquotidiano.it

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Depressione: combattila con un abbraccio


di Matteo Clerici

Depressione: combattila con un abbraccio
» Coccole carezze e gentilezze varie contro i disturbi dell’umore, come la depressione.

E’ il consiglio di una ricerca, opera di studiosi canadesi e pubblicata dal quotidiano “The Globe and Mail”.

Gli scienziati hanno revisionato i dati raccolti dal Canadian Community Health Survey, indagine sulla salute dei cittadini condotta nel 2007. Essi hanno così scoperto come i soggetti che ricevevano con più frequenza manifestazioni fisiche d’affetto avevano, con più probabilità, una salute mentale migliore dei “trascurati”.

Come spiega il dottor Jack Jedwad, direttore direttore della sede di Montreal dell’Association of Canadians Studies: “Tra le persone che ricevono attenzioni e dimostrazioni di affetto e coloro che invece non ne ricevono, ci sono differenze sostanziali ed evidenti. Ecco perché raccomando di ricevere molti abbracci”.

Gli scienziati canadesi, infatti, mostrano come il 60% dei soggetti che si dichiaravano felici e sereni erano quelli che godevano di maggior affetto da parte di altre persone e che ricevevano molti abbracci.

da www.newsfood.com