L’ultimo sogno, film tv e coincidenze della vita


di Loretta Dalola

http://lorettadalola.wordpress.com/2010/07/04/lultimo-sogno-film-tv-e-coincidenze-della-vita/

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In Italia tutti ladri, lo conferma anche il cinema


di Loretta Dalola

http://lorettadalola.wordpress.com/2010/06/21/in-italia-tutti-ladri-lo-conferma-anche-il-cinema/

Il miglior cinema italiano oggi a Taormina per i “Nastri d’Argento 2010”


di Daniela Domenici

Si è da poco conclusa la conferenza stampa tenuta dalla giornalista Laura Delli Colli per presentare la serata che avrà luogo tra poche ore nella magica cornice del teatro antico di Taormina per assegnare i “Nastri d’Argento 2010” scelti, com’è consuetudine ormai da molti anni, dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani.

L’evento ha avuto luogo in uno dei saloni del Grand Hotel Atlantis Bay di Taormina, cornice assolutamente perfetta per accogliere i migliori nomi della nostra cinematografia e i tanti giornalisti, fotografi e cineoperatori accorsi per intervistarli e fotografarli; a tutti prima della conferenza è stato offerto un “welcome brunch” raffinatissimo.

La serata al teatro antico verrà presentata da Alessandra Martines e sarà ripresa dalle telecamere della Rai ma andrà in onda in differita per non farla coincidere con le partite di calcio di questi giorni: un evento di questa portata nella seconda serata estiva merita un pubblico attento, non distratto da altri programmi.

La giornalista Delli Colli si è soffermata, nella sua presentazione, sul fatto nuovo di quest’anno: la presenza di numerosi ex-aequo in molte categorie, segno questo della migliore qualità dei film in concorso che ha portato i giurati giornalisti a scegliere di premiare due concorrenti in alcuni ambiti.

Ed ecco a chi sono stati assegnati i Nastri d’Argento 2010 in ogni categoria:

–      Regista del miglior film: Paolo Virzì per “La prima cosa bella”

–      Migliore commedia: “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek

–      Regista esordiente (ed ecco il primo ex-aequo): Valerio Mieli per “Dieci inverni” e Rocco Papaleo per “Basilicata coast to coast”

–      Produttore: Simone Bachini e Giorgio Diritti di Arancia Film con Rai Cinema per “L’uomo che verrà”

–      Soggetto: Carlo Verdone, Francesca Marciano e Pasquale Plastino per “IO, loro e Lara”

–      Sceneggiatura: Fracesco Bruni, Fracesco Piccolo e Paolo Virzì per “La prima cosa bella”

–      Attore protagonista (secondo ex-aequo): Elio Germano per “La nostra vita” e Christian De Sica per “Il figlio più piccolo”

–      Attrice protagonista (altro ex-aequo pur se nello stello film): Stefania Sandrelli e Micaela Ramazzotti per “La prima cosa bella”

–      Attore non protagonista (quarto ex-aequo) Ennio Fantastichini per “Mine vaganti” e Luca Zingaretti per “Il figlio più piccolo” e “La nostra vita”

–      Attrice non protagonista (quinto ex-aequo) Isabella Ragonese per “La nostra vita” e “Due vite per caso” ed Elena Sofia Ricci e Lunetta Savino per “Mine vaganti”

–      Fotografia: Maurizio Calvesi per “Mine vaganti”

–      Scenografia: Gianfranco Basili per “L’uomo che verrà”

–      Costumi: Gabrirlla Pescucci per “La prima cosa bella” e “Agorà”

–      Montaggio: Massimo Fiocchi per “Happy family” e “Lo spazio bianco”

–      Sonoro in presa diretta.(sesto ex-aequo): Carlo Missidenti per “L’uomo che verrà” e Bruno Pupparo per “La nostra vita”

–      Colonna sonora: Rita Marcotulli per “Basilicata coast to coast”

–      Canzone originale: “Sogno” eseguita da Patty Pravo per “Mine vaganti”.

Emozionante trovarsi vicino a “mostri sacri” come Ennio Morricone o Stefania Sandrelli, Christian De Sica o Carlo Verdone, Ferzan Ozpetek o Ennio Fantastichini ma anche giovani promesse come Elio Germano, Laura Chiatti, Cristiana Capotondi tanto per citarne alcuni dei tanti presenti oggi a Taormina.

Cinema: 90 anni fa nasceva Alberto Sordi, storia di un italiano


di Alessandra Magliaro

E’ stato seduttore e vedovo, marchese e sceicco, cialtrone e commissario, soprattutto Alberto Sordi, che il 15 giugno avrebbe compiuto 90 anni, è stato un italiano. Si è sempre detto, ormai è un luogo comune, e lui stesso ne ha avuto visione completa quando accanto a Giancarlo Governi ha realizzato negli anni ’80 ‘Storia di un italiano’, un programma televisivo ormai di culto.E proprio in questi giorni esce, per Armando Curcio editore, ‘Alberto Sordi l’Italiano’ (pp. 224, 14,90) scritto da Governi, giornalista, scrittore (autore di biografie bestseller di Totò, Coppi, Anna Magnani) ed ex dirigente Rai. ”Mentre preparavamo quella trasmissione – racconta all’ANSA Governi – emergeva ogni giorno di più che Sordi con i suoi film aveva raccontato la storia d’Italia, era entrato e uscito dai fatti storici con personaggi pienamente figli del loro tempo, basta pensare a quei ruoli nei film degli anni ’60 in cui si raccontava il miracolo economico o all’Italia buia e senza speranze di ‘Un borghese piccolo piccolo’. Una galleria straordinaria che non smette di affascinare”.
Il libro, dice Governi, “é il risultato di alcuni anni di frequentazione con Sordi in occasione di quella trasmissione. Mentre sceglievamo gli spezzoni dei suoi film, lui mi raccontava tutto, aneddoti, storie, ricordi. Io prendevo appunti e filmavo anche. Ho almeno 30 ore di girato con lui e se un editore volesse pubblicarlo integralmente io ci sto. Accadeva negli anni ’80 all’allora Safa Palatino, di proprietà Rizzoli, poi Gaumont e ora di Mediaset. Stavamo nel ristorante interno, c’era una processione di gente che lo veniva a salutare”. Il libro, che esce in questi giorni per i 90 anni dalla nascita, racconta questi incontri, ma si ferma a ‘Un borghese piccolo piccolo’.
Il progetto televisivo di una quinta serie di ‘Storia di un italiano’, più volte annunciato da Sordi e da Governi, non si riuscì mai a fare, “ma c’é da dire che negli ultimi anni, tranne per quella bella storia sulla vecchiaia che fu ‘Nestore l’ultima corsa’, Sordi aveva perso anche per via dell’età la capacità che aveva avuto infallibile di captare gli italiani, capire il suo tempo”. Nella prima parte del libro Governi ricostruisce gli ultimi anni di Sordi, racconta il declino artistico e quell’inverno di malattia, di bronchite e polmonite che finì per portarlo via il 25 febbraio del 2003 a 82 anni con tutta Roma a rendergli omaggio per giorni.
Nel libro anche le testimonianze inedite, i racconti su di lui di alcuni amici che Governi ha intervistato: Ettore Scola (che gli dedicò il film ‘Gente di Roma’), Furio Scarpelli, Luigi Magni, Carlo Verdone, Giovanna Ralli. Ettore Scola va controcorrente: “Il luogo comune vuole che abbia rappresentato l’italiano medio, ma io credo che non sia vero: il suo italiano era tutt’altro che medio. Estremo, paradigmatico, esagerato, pazzo. C’era l’italiano medio nei suoi film, ma era vittima del protagonista. Lui aveva questa grande missione: quando si parlava di che film interpretare, se il personaggio non era abbastanza negativo o espressione di un male dell’uomo lo interessava meno; il personaggio positivo, il personaggio eroe, proprio non era nelle sue corde. Ho parlato di missione perché lui ha fatto vedere tutta questa bellissima galleria di italiani estremi, ognuno con un suo difetto (il vigliacco, l’approfittatore, il bugiardo, il seduttore, il corrotto, lo stupido)”.

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“Mamma Randagia” diventa un mediometraggio


di Antonella Cristofani

Sono andata ad assistere al mediometraggio di Mamma randagia di Thomas Otto Zinzi, autore e regista teatrale del lavoro, con dentro il piccolo fastidio della prevenzione. È un problema mio, non deve influenzare nessuno, ma l’emozione che mi regala il teatro, respirare la stessa aria degli attori che in quel momento stanno recitando solo per chi è presente, assistere perciò alla unicità di questa rappresentazione, anche se è una delle tante repliche, ma che non potranno mai essere tutte identiche, è per me preferibile al cinema che comunque ti offre un prodotto in scatola, rimaneggiato, ottimizzato e poi riprodotto per sempre. Ciò premesso e con questo stato d’animo ho assistito a Mamma randagia nel suo percorso creativo. La regia di questo film è questa volta di Piero Nicosia che è anche l’attore protagonista insieme ad Anna Malvica.

Ebbene, alla fine ho dovuto cedere il passo al mezzo per me meno prediletto. Il cinema ha regalato a Nicosia una faccia che sta al posto giusto, su uno schermo. Alla Malvica ha aggiunto anche  questa seconda qualità. Ero incredula, credevo che la sua personalità teatrale sarebbe stata mortificata dalla cinepresa e invece ho scoperto che la recitazione quando è sapientemente dosata, professionalmente trattata emoziona ugualmente perché la bravura autentica non teme alcun mezzo di comunicazione, anzi lo ignora.

Benvenuti nel mondo cinematografico ad Anna Malvica e a Piero Nicosia.

Biografia artistica della mia amica Anna Màlvica


Anna Màlvica, nome d’arte di Anna Maria Bolignari, attrice cantante, nasce e Roma il 28/12/1941.

Diploma magistrale nel 1958 e nel 1964 si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” (suoi compagni di corso in quegli anni Giancarlo Giannini, Gabriele Lavia, Roberto Herlitzka).

Negli anni dell’Accademia, per la regia del suo grande maestro Orazio Costa Giovangigli, prende parte agli spettacoli estivi di San Miniato dove recita con Tino Carraro, Gianni Santuccio, Evy Maltagliati, Fosco Giachetti, Anna Miserocchi, ecc.

–      Nel 1965 è al teatro di Palazzo Durini a Milano col regista Giovanni Poli, maestro della Commedia dell’Arte.

–      Nel 1966 è al teatro Stabile dell’Aquila, con Silvano Agosti come regista, in uno spettacolo di burattini della Maria Signorelli che vince un premio per l’Italia a Bucarest e poi in altri spettacoli diretti da Polo Giuranna e Giacomo Colli.

–      Nel 1966 e poi di nuovo nel 1968 e nel 1974 tragedie greche a Siracusa con attori come Sergio Fantoni, Elena Zareschi, Valentina Fortunato, regie di Davide Montemurri e Giuseppe Di Martino.

–      Sempre nel 1966 è nel “Manfredi” di Byron con Enrico Maria Salerno e la regia di Mauro Bolognini al teatro dell’Opera di Roma.

–      Nel 1967 “Amo così la vita”, recital di poesie e canzoni al teatro del Leopardo di Roma per la regia di Claudio Remondi.

–      Sempre nel 1967 “La dodicesima notte” di W. Shakespeare a Portovenere con Luigi Vannucchi e Giuliana Lojodice dove interpreta il ruolo di Maria, la regia è di F. Torriero .

–      Nel 1968 “Lutero” di Osborne per la regia di Beppe Menegatti, nel ruolo della moglie di Lutero, con Virginio Gazzolo.

–      Sempre nel 1968 con la compagnia Morelli-Stoppa in “Vita col padre” al teatro Eliseo di Roma per la regia di Sandro Bolchi.

–      Nel 1969 il “Peer Gynt” di Ibsen con Elena Zareschi e Carlo D’Angelo nel ruolo di Kari.

–      Nel 1970 al teatro Sangenesio di Roma fonda con R. Campese e L.Tani la Compagnia dell’Atto (“Il vento e i giorni” di Balducci) con Roberto Herlitzka e Carmen Scarpitta.

–      Sempre nel 1970 al Piccolo Teatro di Milano “Santa Giovanna dei Macelli” con Valentina Cortese e Glauco Mauri per la regia di Giorgio Strehler (nel ruolo di una corifea dei Cappelli Neri).

–      Nel 1971 con la compagnia di Arnaldo Ninchi “Jacques o le sottomissioni” di E. Ionesco e “Gli innamorati” di Goldoni (co-protagonista).

–      Nel 1971 con la compagnia E. Aldini – M.Piave – Del Prete in “Nozze di sangue” per la regia di Beppe Menegatti.

–      Nel 1972 col teatro Stabile di Catania “Morte di Danton” con Leo Gullotta; “L’eredità dello zio canonico” con Turi Ferro (co-protagonista: la cugina Maddalena)

–      1973/1974 due stagioni teatrali con lo Stabile dell’Aquila: “La pazza di Chaillot” (nel ruolo di Giuseppina) per la regia di G. Cobelli; “La figlia di Jorio” (nel ruolo di Favetta) sempre per la regia di Cobelli con Piera degli Esposti e Tino Schirinzi.

–      Dal 1974 resta al teatro Stabile di Catania dove recita da 36 anni.

–      Regie di : Lamberto Puggelli, Armando Pugliese, Giuseppe Di Martino, Filippo Crivelli, Roberto Guicciardini, Jean Claude Penchenant (sempre in ruoli da protagonista).

–      Nel 1978 c’è l’incontro tra Tony Cucchiara e lo Stabile catanese e nasce “Pipino il Breve”, uno dei musicals più amati nel mondo che la vede protagonista storica in veste di cantante attrice da 30 anni nel ruolo della regina Belisenda d’Ungheria.

–      Anna Màlvica ha interpretato ben 9 musicals di Cucchiara: Pipino il Breve, Barunissa di Carini, Caino e Abele, Storie di periferia, Stasera musical 1 e 2, Stracci, La fanciulla che campava di vento, Don Chisciotte di Girgenti (con Lando Buzzanca) e il più recente (2009) Troglostory che si spera venga ripreso a breve.

–      Nel gennaio del 2000 ottiene un grande successo nel musical “Lisistrata” di Prosperi – Verdinelli nel ruolo della protagonista al teatro Greco di Roma.

–      Nel 2002/2003 teatro Biondo di Palermo “San Giovanni Decollato” e “L’aria del continente” la vedono protagonista con Tuccio Musumeci.

–      Nel 2008 si trasferisce per due mesi a Roma e nasce il progetto “Mamma Randagia”, spettacolo teatrale di Thomas Otto Zinzi con Piero Nicosia, regia dell’autore che è stato rappresentato in tre teatri e da cui, nel 2009, è stato tratto un corto cinematografico con lo stesso titolo.

–      Ha interpretato per il cinema il ruolo della protagonista nel film “Kaos” dei fratelli Taviani nell’episodio “Male di luna”.

–      Nel film “Popcorn e patatine” con Nino D’Angelo interpreta una delle protagoniste.

–      Per la TV “Il bell’Antonio” nel ruolo di Rosaria, protagonista, la madre di Antonio, Daniele Liotti) per la regia di M. Zaccaro.

–      Sempre per la TV tra i protagonisti di “I siciliani” per la regia di Vittorio Sindoni e Giuseppe Fava.