Sara Errani fermata dalla cinese Na Li al torneo WTA di Varsavia


di Daniela Domenici

E’ appena terminato il match tra l’azzurra Sara Errani, 35eesima nel ranking mondiale, e la cinese Na Li, 12esima nella stessa classifica. Nei precedenti due incontri che le hanno viste di fronte ha sempre vinto l’atleta cinese quindi il compito per la tennista bolognese si è presentato arduo in partenza per il grande “gap”, il divario tra le due posizioni.

Il primo set se lo aggiudica la cinese in 36’ 11” di gioco con il punteggio di 6 a 2, nessun ace nè double fault da parte di entrambe le atlete.

Nel secondo set sin dall’inizio netto predominio della Li che si porta sul 4 a 0, al quinto game la Errani conquista il suo primo e unico punto grazie a una palla break ma la Li “ricambia” subito rubandole il servizio e portandosi prima sul 5 a 1 e poi sul 6 a 1 aggiudicandosi anche questo set e il match nel tempo complessivo di gioco di 1h 07’ 41”.

Arte: 82 opere degli Uffizi volano in Cina, da mercoledi’ in mostra a Shanghai


 Da Firenze in Cina: 82 opere della collezione della Galleria degli Uffizi partono per un tour in cinque musei del paese della Grande Muraglia, per una durata complessiva di 18 mesi. La prima tappa della mostra ”From the Collections of the Uffizi Gallery. The Genres of Painting: Landscape, Still Life and Portrait Paintings” si inaugura allo Shanghai Museum mercoledi’ 10 marzo. Dal 19 giugno le opere saranno esposte al Liaoning Provincial Museum di Shenyang, dal 2 ottobre al Guangdong Museum of Art di Guangzhou, dal 15 gennaio 2011 al Sichuan Museum di Chengdu e, infine, dal 2 maggio alla Central Academy of Fine Arts di Pechino (fino al 2 agosto 2011). Le 82 opere, selezionate in base al tema dei generi della pittura e suddivise in tre sezioni principali (Paesaggio, Natura morta e Ritratto) coprono un ampio arco temporale, che va dalla fine del XV secolo alla seconda meta’ del XX, delineando un percorso chiaro e approfondito che racconta l’espressione figurativa in Italia e in Europa in quei secoli, grazie anche al cospicuo numero di autori rappresentati in mostra, oltre 50. Fra i dipinti prescelti spiccano per notorieta’ l”’Adorazione dei Magi” del Botticelli, la ”Venere della pernice” di Tiziano e ”La Leda e il cigno” del Tintoretto. I visitatori cinesi avranno l’opportunita’ unica di ammirare, nel loro paese, opere di protagonisti dell’arte europea, italiana e fiorentina, tra i quali Lorenzo di Credi, Guercino, Filippo Napoletano, Claude Lorrain, Francesco Albani, Canaletto, Gaspar van Wittel, Bartolomeo Bimbi, fino ad arrivare ai piu’ recenti Giulio Aristide Sartorio e Giacomo Balla.

fonte Adnkronos

A Torino nascono le “guide migranti”


Al via a Torino il primo corso di formazione per “guide migranti”, cittadini di origine straniera che condurranno i turisti a conoscere le proprie comunità di origine nei quartieri più multietnici della città.  20 i partecipanti da Marocco, Senegal, Perù, Romania, Albania, Cina, ma anche italiani provenienti dalla Sicilia e dalla Calabria

«I migranti sono attori chiave nello sviluppo del turismo responsabile  a partire dalla loro capacità di essere ponte tra due territori e due culture» spiega Enrico Marletto, dell’agenzia Viaggi Solidali, che per prima promuove “le passeggiate migrande a Torino” e che organizza il percorso formativo per guide migranti. Uno o più giorni alla scoperta dei luoghi più caratteristici del “meticciato” torinese.

Talvolta per fare il giro del mondo non occorrono ottanta giorni, ma solo qualche ora. E’ questa la grande opportunità che fornisce il grande mercato torinese di Porta Palazzo, dove i contadini delle campagne e delle valli piemontesi, vendono fianco a fianco con i coltivatori cinesi, le donne marocchine con le borse ricolme di pane e mssemen appena sfornato, i macellai e formaggiai romeni che affettano parizer e caçkaval, e i pescatori siciliani che urlano pesce, pesce fresco bella ragazza, in un intreccio unico di sapori e profumi. O San Salvario, il quartiere più multietnico della città che sperimenta una positiva forma di integrazione tra le seconde generazioni di immigrati e con la nascita di numerose associazioni culturali.

Le nuove guide migranti saranno, in qualche modo, dei “mediatori culturali” del turismo, affiancando le guide tradizionali alla città e introducendo i viaggiatori alla cultura, la gastronomia e le tradizioni delle proprie comunità di origine.  Il percorso prevede una serie di incontri teorici con esperti per approfondire le tematiche del turismo responsabile ed alcune uscite sul territorio alla ricerca delle tracce della propria cultura. Un programma variegato di attività che vanno dalla ricerca di prodotti alimentari nel mercato al lavoro di censimento dei luoghi di aggregazione culturale e religiosa della città.   

Nella parte relativa alla formazione dei viaggiatori, il percorso “guide migranti” è sostenuto anche da Fondazioni4Africa: i migranti senegalesi, fra cui alcuni dell’Associazione Culturale Trait d’Union, saranno formati per gestire gli incontri con i viaggiatori che partiranno per il Senegal: a giugno ci sarà il primo test di questi incontri. 

Fondazioni4Africa è un’iniziativa che vede impegnate per la prima volta  insieme quattro tra le principali  fondazioni italiane di origine bancaria: Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariparma, Fondazione Cariplo e Fondazione Monte dei Paschi di Siena.  Il progetto Fondazioni4Africa prevede due interventi, nel Nord Uganda e nel Senegal, finanziati con le risorse messe a disposizione dalle quattro Fondazioni, alle quali ha già deciso di unirsi anche la Fondazione Umano Progresso per un impegno complessivo di 11,1 milioni di euro per i primi 3 anni.

da www.vita.it

 

Cina: stop al primo concorso di bellezza gay


 La polizia ha bloccato oggi il primo concorso di bellezza per omosessuali della Cina, che si sarebbe dovuto svolgere a Pechino. E’ intervenuta all’ ultimo momento, quando tutti i preparativi erano gia’ stati completati in un popolare locale nel centro della capitale. L’inizativa aveva l’ obiettivo di ”far conoscere meglio” i problemi della comunita’ gay cinese.Si stima che i gay ,in Cina, siano tra i 36 ed i 48 milioni, in gran parte non dichiarati.

fonte ANSA

A Pechino primo concorso di bellezza gay


 Il primo concorso di bellezza per omosessuali della Cina si tiene oggi a Pechino. Gli organizzatori prevedono che circa 200 persone parteciperanno all’evento, che si terrà nel Lan Club, un popolare locale notturno della capitale.

“Il concorso – ha dichiarato Ben Zhang, uno degli organizzatori – servirà a far conoscere meglio al pubblico i problemi degli omosessuali e a farli capire meglio”. Il vincitore del concorso di bellezza rappresenterà la comunità gay della Cina alla competizione internazionale “Mr.Gay”, che si svolgerà in febbraio ad Oslo. Nel dare notizia dell’ iniziativa, l’ agenzia governativa Nuova Cina afferma che “decine di mezzi di comunicazione internazionali” hanno annunciato che si occuperanno dell’ evento.

L’ agenzia aggiunge che il organizzatori “non hanno avuto problemi col governo”. Ospite d’ onore sarà la sociologa Li Yinhe, dell’ Accademia delle Scienze della Cina, che ha studiato in modo approfondito le condizioni dei gay in Cina. L’ omosessualità è stata cancellata nel 2001 dalla lista delle malattie mentali e dal 1997 non è un reato, ma nella società permangono forti pregiudizi verso le unioni tra persone dello stesso sesso. Secondo la stessa Li Yinhe, i gay in Cina sono tra i 36 ed i 48 milioni, in grande maggioranza non dichiarati.

fonte ANSA

Psichiatria. Basaglia da Trento a Pechino


di Sara De Carli

Sarà inaugurato il 20 gennaio il centro di Haidian frutto della collaborazione con l’Italia Si parte domani da Trento. Destinazione Pechino. Una delegazione italiana, guidata da Renzo De Stefani, direttore del DSM di Trento e presidente dell’associazione Le parole ritrovate, andrà a Pechino ad inaugurare il primo centro di
salute mentale territoriale della Cina. L’inaugurazione è fissata per il 20 gennaio, e quella sarà la data d’inizio della rivoluzione basagliana in Cina. Con marchio italiano.

 Il centro Ba Li Zhuang, il centro di salute mentale territoriale che vuol dimostrare che si può curare la malattia mentale anche fuori dai manicomi è il primo esito di un progetto a cui lavorano – dal maggio 2008 – gli psichiatri del Dsm di Trento, guidati da De Stefani, e l’associazione La panchina, grazie a un finanziamento di 80mila euro della Provincia autonoma di Trento che ha permesso la formazione in Italia di ben quaranta operatori cinesi.

 Si parte con una quindicina di operatche gestiranno il centro. L’obiettivo è il superamento graduale dell’ospedale psichiatrico. Ci sarà un centro di salute mentale aperto 7 giorni su 7, che farà da filtro leggero all’utenza in crisi, oggi di norma inviata all’ospedale psichiatrico e prenderà in carico l’utenza leggera; un day hospital; un centro diurno; attività di “fareassieme”. Fin da subito si proverà a coinvolgere i famigliari, secondo il modello trentino degli UFE-Utenti familiari esperti. «L’idea è anche quella di coinvolgere le scuole, lo sport, i media. I dirigenti che hanno seguito questo progetto – l’Ospedale numero 6 e l’Università di Pechino – vogliono usare il centro come grimaldello per dimostrare al paese che si può fare psichiatria di questo tipo, fuori dai manicomi», spiega De Stefani.

 Che succede dopo il 20 gennaio? «Continueremo a seguire l’avventura, per almeno altri due anni continueremo a seguire la formazione. Abbiamo chiesto un nuovo finanziamento alla Provincia, siamo in attesa di sapere se sarà approvato. Se funziona, i cinesi sono intenzionati a esportare il modello di Haidian a tutta la Cina, e allora…».

 In Cina ci sono circa 18 milioni di malati mentali, curati nei manicomi.

 da www.vita.it

Cina: aperto primo bar per gay con autorizzazione governo


Dopo un rinvio di tre settimane, il primo bar per gay della Cina approvato dallo Stato ha aperto i battenti a Dali, una località turistica nella provincia meridionale dello Yunnan. Secondo l’agenzia Nuova Cina, che ha dato la notizia, all’ inaugurazione erano presenti una settantina di persone, in maggioranza gay, tra cui dieci volontari venuti da altre città della Cina.

“Il loro arrivo – ha dichiarato il proprietario del bar, Zhang Jianbo – mi è stato grande aiuto”. Zhang, che ha 36 anni, è anche il direttore del Dipartimento Dermatologico dell’ Ospedale numero 2 di Dali e il fondatore della locale Associazione per la Prevenzione dell’ Hiv/Aids. Secondo Nuova Cina un finanziamento di 120mila yuan (12 mila euro) concesso dal governo locale all’ Ospedale numero 2 per le sue iniziative contro l’ Aids era stato confuso dalla stampa con un investimento del governo nel bar per gay. Il locale rimane il primo in Cina ad essere aperto con l’ esplicito consenso delle autorità di governo.

L’ apertura, prevista inizialmente per il primo dicembre, è stata rinviata “per proteggere la privacy dei volontari e dei clienti” dopo la curiosità mostrata dai mezzi di comunicazione cinesi e stranieri per l’ avvenimento, afferma l’ agenzia. Zhang Jianbo ha precisato che il locale verrà usato tra l’ altro per “promuovere la conoscenza dell’ Aids e che preservativi verranno distribuiti gratuitamente ai clienti.

fonte ANSA

Il Rinascimento? Tutto partì dal viaggio di un esploratore cinese


Ad innescare il fu la flotta dell’ammiraglio cinese , salpata alla volta dell’Europa durante il regno di : ad affermarlo è , ex comandante di sottomarini della Marina inglese, attraverso il libro “1434″.

aveva grande interesse a rimpinguare le proprie casse moltiplicando i commerci con le esportazioni, dalle ceramiche più pregiate fino alle conoscenze enciclopediche: per questa ragione organizzò una spedizione a , all’epoca considerata l’epicentro dei commerci.

Gavin, già autore del best seller “1421, l’anno in cui la scoprì il mondo”, lancia la provocatoria ricostruzione storica attraverso un’indagine condotta in più Continenti con la metodologia di un investigatore privato ed afferma, accompagnando attraverso il libro il lettore nei luoghi, di avere le prove.

Il punto di partenza dell’indagine storica sono le dettagliate mappe che possedeva , frutto di esplorazioni risalenti al 1280. Quelle cartine erano basate sul fatto che – come afferma uno studio dell’Università di Xiamen pubblicato quasi in contemporanea con il libro – i cinesi erano in grado di misurare longitudine e latitudine con una notevole approssimazione rispetto alla realtà.

È proprio grazie a questa cartografia molto avanzata che quando assegna a Zeng He il compito di salpare verso gli consegna la mappa che consente di attraversare via nave l’Egitto quattro secoli prima della costruzione del .

All’epoca c’era solo un piccolo canale navigabile solo tra giugno e settembre a causa dello straripamento del Nilo. Grazie a questo passaggio, che l’autore di “1434″ ricostruisce attraverso le mappe di Google Earth, Zeng He riesce ad arrivare nel Mediterraneo e a fermarsi a , un’isola che si trova nell’Adriatico ed oggi croata, non distante da .

Menzies come metodo di analisi e per dimostrare che le sue teorie sono vere, ha perlustrato e vi ha trovato espressioni mongole nel dialetto locale nonché impronte cinesi nell’agricoltura attorno ai villaggi di Vrbanj, Svirce e Bogomolje dove uno studio del Dna dei residenti ha svelato la presenza di particolari cromosomi che distinguono in genere le popolazioni di origine cinese e vietnamita.

A portare quindi la prima mappa del globo in Croazia fu proprio l’esploratore cinese: questa mappa fu poi copiata dal veneziano Albertin di Virga e ritrovata per caso da un antiquario viennese a Srebrenica, in Bosnia, nel 1911.

Da , la flotta imperiale è sbarcata a : per provarlo, secondo l’autore del saggio, è un dipinto di Pisanello, datato fra il 1433 e il 1438, conservato a Verona, nel quale è raffigurato con dovizia di particolari un ammiraglio mongolo con l’uniforme dell’epoca assieme a soldati cinesi, bufali d’acqua tipici dell’Asia e soprattutto delle navi le cui sembianze sono assai simili a quelle di Zheng.

Per essere sicuro di poter considerare il dipinto la «prova decisiva», è andato al museo del Louvre, a Parigi, incrociando la raffigurazione dell’ammiraglio mongolo con altre della stessa epoca.

Nella seconda parte del libro, viene descritto l’impatto dell’arrivo di in Italia, la cui delegazione incontrò tanto il Doge che, in occasione di una tappa romana, il Pontefice Eugenio IV.

A documentare gli incontri, sarebbero tre prove: le carte geografiche, i da Vinci e la ristrutturazione dei canali acquatici della Lombardia.

Fra le mappe vi sono quelle servite a Martin Alonso Pinzon, capitano della spedizione di Colombo che scoprì le Americhe, a varcare l’Atlantico perché adoperò una carta disegnata dall’astronomo fiorentino Paolo del Pozzo Toscanelli che a sua volta aveva consultato le mappe di .

Secondo l’autore poi, le ruote addentellate delle catene mobili, delle macchine volanti e dei cannoni mobili ed altre illustrazioni tratte dal Codice di Madrid e dal Codice Atlantico disegnate da Leonardo sono assai simili a quelle fatte da Su Sung nel 1090 e da Shan Hai Kuag Chu nel II secolo.
 

Altri disegni cinesi descrivono anche l’arte della canalizzazione dell’acqua che a seguito dell’arrivo delle navi cinesi a venne ripetuta in Lombardia, attorno all’area di Milano, con il risultato di collegare Pavia e il fiume Po in maniera da creare le condizioni per le coltivazioni di riso, che fino a quel momento non esistevano nella Penisola.

L’ipotesi di un altamente influenzato da questo viaggio cinese sembra molto affascinante ma, per ammissione stessa dell’autore, non è in grado di ricostruire come e quando i componenti delle delegazioni cinesi trasferirono le loro conoscenze a Roma, e Firenze.

Il libro insomma è una ricostruzione di decine di scoperte conosciute come risorgimentali ma che sarebbero state portate in Italia dal Lontano Oriente grazie al viaggio realmente accaduto dell’ammiraglio cinese.

da www.blitzquotidiano.it

GOLF: l’Italia vince la sua prima World Cup


Sorprendente vittoria dell’Italia nella World Cup di golf, una sorta di Coppa Davis per nazionali. Il team azzurro, formato dai fratelli Molinari, ha battuto Svezia e Irlanda. È il primo titolo mondiale per i nostri colori in 55 anni.

Molinari, fratelli d’Italia. I golfisti Edoardo e Francesco si sono laureati campioni nella World Cup di golf al termine di un fantastico torneo a Shenzhen, in Cina. Un risultato clamoroso e inaspettato, che regala all’Italia il primo titolo mondiale. Nel resort di Mission Hills i due fratelli torinesi hanno superato la coppia svedese, Henrik Stenson e Robert Karlsson, campioni in carica, e gli irlandesi, Rory McIlroy e Graeme McDowell. La loro vittoria è stata un crescendo: terzi venerdì, secondi sabato e primi al termine di un entusiasmante giro finale. I due si divideranno un assegno da 1,7 milioni di dollari. Per il movimento azzurro si tratta del primo successo nella competizione per nazioani giunta alla 55a edizione. Ma il 2009 è stato un anno magico per il golf azzurro con 26 vittorie, 16 tra i professionisti.www.cnrmedia.com