Convegno “Al di là del muro. Viaggio nei centri per migranti in Italia”


Dibattito sul sistema dei centri per migranti. Modera: Fiorenza Sarzanini – Inviato del Corriere della Sera Intervengono: Rolando Magnano – MSF – Missione Italia; Ferruccio Fazio – Ministro della Salute; Francesco Marsico – Vicedirettore della Caritas italiana; Rita Bernardini – Parlamentare della Camera dei Deputati; Angelo Malandrino – Vice Capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione

http://www.radioradicale.it/scheda/296705/convegno-al-di-la-del-muro-viaggio-nei-centri-per-migranti-in-italia

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Interrogazione dei deputati radicali sul suicidio del transessuale al CIE di Milano


TRANSESSUALE SUICIDA GIORNO DI NATALE NEL CIE DI MILANO: AVEVA DENUNCIATO IL SUO SFRUTTATORE. ERA CONTINUAMENTE MINACCIATA. IN ITALIA PER QUESTO SI E’ ESPULSI!

Interrogazione parlamentare dei deputati radicali – pd INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Al Ministro dell’Interno

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Al Ministro dell’Interno

Per sapere – premesso che:

secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, una transessuale brasiliana, Santos Da Costa, nome d’arte Leona, di anni 24, si è impiccata nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Via Corelli (Milano) nel primo pomeriggio del giorno di Natale;

Leona aveva denunciato, alcuni mesi fa, il suo sfruttatore ai poliziotti, facendolo arrestare dagli agenti senza però ottenere alcun permesso di soggiorno per motivi di giustizia, sicché da allora viveva costantemente minacciata dal fratello dello sfruttatore, il quale le aveva promesso la morte non appena la stessa avesse fatto ritorno in Brasile;

secondo quanto riferito da alcune prostitute brasiliane, Leona avrebbe ricevuto l’ultima minaccia di morte sul telefonino il 20 dicembre u.s., proprio pochi istanti dopo essere stata condotta nel CIE di Via Corelli;

sembra che la presenza di Leona in Italia non fosse ritenuta strettamente necessaria ai fini dell’indagine, sostenuta da altre numerose prove;

un’altra transessuale brasiliana trattenuta in Via Corelli ha dichiarato che “l’idea di tornare in Brasile sconvolgeva Leona. Era giovane, era la prima volta che veniva arrestata. Era terrorizzata dall’idea di venire ammazzata di botte da quello che la sta aspettando in Brasile. Prima di ammazzarsi ha chiesto alle guardie un tranquillante, ma non glielo hanno dato. Alcuni piangono. Sembrano terrorizzati. Dicono tutti di aver visto il corpo di Leona morta impiccata al termosifone della cella, il cappio fatto con un copriletto di cotone. Dicono pure di aver visto le guardie scherzare davanti al suo cadavere, senza alcun rispetto”;

la morte di Leona è il secondo suicidio avvenuto in un Centro di Identificazione ed Espulsione dall’inizio dell’anno e un’altra morte sospetta è stata registrata nel CIE di Roma;

sulla vicenda è intervenuto anche l’Osservatorio sulle morti in carcere (sostenuto da Radicali Italiani, associazione “Il detenuto Ignoto”; “Antigone”; “A Buon Diritto”, “RadioCarcere” e “Ristretti Orizzonti” che lancia l’allarme sui decessi nei CIE, dove, si ribadisce, non si è formalmente detenuti senza però godere delle garanzie vigenti nelle carceri”:-

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa;

per quali motivi non sia stato concesso a Santos da Costa il permesso di soggiorno per motivi di giustizia;

per quali motivi la transessuale Leona sia stata espulsa dall’Italia nonostante la stessa fosse continuamente minacciata di morte dal fratello del suo sfruttatore che lei stessa aveva denunciato e fatto arrestare;

se intenda avviare una indagine amministrativa interna al fine di appurare se nei confronti della transessuale morta suicida nel CIE di Via Corelli siano state messe in atto tutte le misure di sorveglianza previste e necessarie e quindi se non vi siano responsabilità di omessa vigilanza da parte del personale del Centro;

quali iniziative, più in generale, il Governo intenda assumere per contenere e ridurre i decessi, i suicidi e gli atti di autolesionismo che annualmente si consumano all’interno dei Centri di Identificazione ed Espulsione.

I deputati radicali – Pd:

Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti

Milano: transessuale brasiliano si uccide in un CIE


transSi è con un lenzuolo alle sbarre della finestra della sua stanza nel di via Corelli. Si è ucciso così un di 34 anni, bloccato domenica scorsa perchè irregolare e portato al Centro di identificazione ed espulsione di .

A dare l’allarme è stato oggi attorno alle 15.30 un altro immigrato trattenuto nel centro. Secondo la prima ricostruzione, il transessuale sarebbe entrato nella sua stanza attorno alle 14. Quindi nessun segnale fino a quando è stato notato il suo cadavere appeso.

Subito sono stati chiamati i soccorsi, è stato portato in infermeria dove sono iniziate, senza esito, le manovre rianimatorie. Poi, quando è arrivata l’ambulanza, il rianimatore non ha potuto che constatarne la morte. Per ora non si sa quale sia stata la causa del . La Polizia ha fatto notare che in questi giorni il non è particolarmente affollato.

da www.blitzquotidiano.it

Roma. Senza fissa dimora muore per il freddo


Era Sher Khan, leader della Pantanella, pakistano, 55 anni, è stato trovato senza vita in via Principe Eugenio.

 È stato probabilmente vittima del freddo l’uomo trovato morto questa mattina su un marciapiede di piazza Vittorio, a Roma. Si tratta di Sher Khan, pakistano, leader dell’occupazione della Pantanella, 52 anni, il cui cadavere è stato trovato all’altezza di via Principe Eugenio. La sua morte risalirebbe alla scorsa notte. A chiamare i carabinieri stamattina alcuni passanti che, dopo aver pensato per qualche istante che dormisse, si sono insospettiti. Sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso.

Era stato uno dei fondatori delle prime associazioni di comunità migranti a Roma Mohammad Muzaffar Alì detto Sher Khan. Aveva partecipato all’occupazione dell’ex-pastificio «Pantanella» a cavallo della fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 insieme al fondatore della Caritas, don Luigi Di Liegro, dove trovarono rifugio oltre 2.500 immigrati. In quel periodo nacque l’associazione United Asian Workers Association (Uawa), una delle prime organizzazioni di migranti che Sher Khan presiedeva.  

«Lui stesso era un rifugiato politico – racconta Alessandra Caligiuri dell’associazione bengalese Dhuumcatu che con Sher Khan aveva condiviso battaglie politiche al Corriere.it – eppure, soltanto tre giorni fa era uscito dal Cie di Ponte Galeria dove era stato trasferito. Sher Khan in questi anni ha subito una vera e propria persecuzione da parte delle autorità».  

PIANI CONTRO IL FREDDO – «Il piano freddo partirà come ogni anno e darà un ricovero a tutti coloro che non hanno un luogo dove andare a dormire per proteggersi dal freddo», ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, interpellato a proposito della sua morte di. Il sindaco ha però aggiunto che «fino ad ora la temperatura non si era abbassata tantissimo, in ogni caso siamo già pronti a partire con il piano messo a punto dall’assessore Belviso».

A Milano, la Fondazione Exodus sottolinea oggi in un comunicato: “Lo scorso inverno 2008-2009 la grande e ricca città di Milano, in attesa dell’EXPO 2015, ha vinto il triste primato nazionale per i senza tetto morti di freddo. Cosa faranno questo inverno i molti stranieri irregolari che non hanno diritto di accesso alle strutture di accoglienza, ma anche tanti italiani senza tetto ? Fra loro troviamo persone che vivendo in coppia non vogliono separarsi per entrare in un dormitorio, persone che vivono con animali e non vogliono separarsene, persone che sono entrate da poco nell’infernale girone della emarginazione sociale e, inesperti, non conoscono le strutture di ricovero, persone che all’emarginazione uniscono difficoltà di relazione e quindi con grosse difficoltà a vivere in servizi dormitorio insieme ad altri, persone che a causa di situazioni di grave degrado, alcolismo o patologie, non vengono accettate. E proprio queste fasce più deboli, composte da persone non accudite da nessuno, saranno le più a rischio d’essere falciate dal gelo invernale che arriverà a breve. Per questa consapevolezza, che non ci consente di girarci dall’altra parte in attesa che i giornali ci facciano l’elenco dei prossimi morti o nella semplice speranza che un inverno mite ne regali di meno alla nostra coscienza civile, organizziamo questa giornata di discussione, di solidarietà e di musica con chi vive in strada il prossimo Venerdì 11 dicembre 2009 nel Sottopasso fra via Tonale e via Pergolesi – Stazione Centrale Milano

 da www.vita.it