Da Augusta: si sposa un detenuto


di Daniela Domenici

Ogni tanto è bello poter raccontare una notizia positiva che riguardi il pianeta carcere.

L’altro ieri un detenuto del “nostro” carcere ha potuto coronare il suo sogno: sposare la sua compagna in una chiesa di Augusta.

Chiunque si sia trovato a passare da quelle parti ha visto una folla di invitati elegantissimi e tanti deliziosi paggetti e damigelle senza immaginare che si stesse sposando una persona “ristretta”.

Mio marito e io abbiamo voluto, per l’affetto verso Salvatore nato durante il progetto RELOAD dell’art. 21 sul lavoro esterno, andare a condividere con lui e la sua sposa questo momento così a lungo atteso; anche il loro figlio con la fidanzatina e tanti parenti, arrivati dal paese d’origine della coppia, si sono stretti intorno a loro per gioire insieme di questo evento.

Grande emozione anzi, doppia emozione: non solo sposarsi ma farlo al di fuori delle mura della casa di reclusione ed essere uniti in matrimonio proprio dal cappellano del carcere che ha seguito da vicino tutta la storia di questi due coniugi.

Vi chiederete come sia stato possibile: Salvatore, da alcuni mesi ormai come ho detto poco sopra, usufruisce del regime di semilibertà e quindi esce ogni mattina per lavorare all’esterno e rientra ogni sera ma l’altro ieri ha potuto “derogare”, grazie a un permesso speciale del magistrato di sorveglianza, facendo per la prima, e unica, volta, le ore piccole ma… ci si sposa una sola volta!!!

Il vescovo di Grosseto: a Vendola non amministrerei mai la comunione, la pratica omosessuale? Mi fa ribrezzo


 
di Bruno Volpe
 
Non dare la comunione a Vendola e omosessuali conclamati. Opportuno scomunicare i cattolici che si sposano civilmente. La pratica omosessuale, peccato gravissimo. Resistere all’ Islam, religione violenta. Gli ebrei non sono più fratelli maggiori

“Come Vescovo che non cede alle lusinghe della modernità, dico che la pratica conclamata della omosessualità é un peccato gravissimo, costituisce uno scandalo e bisogna negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora, proprio in quanto pastori di anime. Io non darei mai la comunione ad uno come Vendola”: lo afferma il Vescovo Emerito di Grosseto, Monsignor Giacomo Babini. Eccellenza, che pensa della pratica omosessuale?: ” mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura. I Vescovi e i pastori devono parlare chiaro, guai al padre che non corregge suo figlio. Penso che dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, sia uno scandalo, e colui che apertamente rivendica questa sua condizione dà un cattivo esempio e scandalizza”. Che cosa devono fare …

… gli omosessuali?: ” chi ha la tendenza ha diritto alla misericordia e non ad essere discriminato, ma colui il quale addirittura ne fa vanto, si mette fuori della comunione della Chiesa e non merita questo sacramento. Fanno in tempo a pentirsi da questo orribile difetto. Lo ribadisco: all’omosessuale praticante e conclamato non va amministrata mai la comunione, quando si presenta davanti, il ministro abbia il coraggio di tirare avanti. Ad uno come Vendola io non la amministrarei mai”. Eccellenza, nella parica quotidiana le nozze in Chiesa sono diventate delle celebrazioni spesso disordinate: “certamente e occorre porre rimedio. Ma come al solito molti Vescovi italiani mettono il lucchetto al cancello quando i buoi sono già scappati. Se certi Vescovi dormono é impossibile celebrare degnamente le nozze in chiesa, senza stravaganze che le rendono ormai spettacoli. Bisogna fra capire che il matrimonio in chiesa é una cosa seria e non limitarsi ad una coreografia. Poi si dica chiaramente ai cattolici che loro devono scegliere il sacramento. Se in tutta libertà vanno al comune, sappiano che opera la scomunica latae sententiae, si mettono fuori da soli dalla chiesa”. Il Vescovo parla della recente visita del Papa alla Sinagoga: ” l’ Osservatore Romano la ha lodata e penso che il Papa abbia fatto bene a visitarla. Ma con la stessa franchezza é arrivato il momento di affermare che gli ebrei non sono più i nostri fratelli maggiori. Meglio, lo sono stati sino all’arrivo di Cristo, poi lo hanno abbandonato e non conosciuto. Loro sono contro la storia e dal Nuovo Testamento in poi hanno scelto di non essere nostri fratelli. Sull’albero dell’ulivo é stato fatto un inserto diverso. La Chiesa é nata da Cristo e non dagli ebrei”. Ha visto quello che accade in Nigeria?: ” la conferma che l’ Islam é una religione violenta ed anticristiana e che distinguere tra Islam moderato e estremo non ha senso. L’Islam é unico e il brodo di coltura sono proprio i Paesi moderati. Nazioni slamiche ricche ad Haiti non hanno mandato neppure un soldo. Bisogna svegliarsi dal letargo e difendersi dall ‘ Islam, prima di essere colonizzati”.

Si finge morto e riempie la chiesa


di Giuditta Mosca

E’ stata una mossa a metà strada tra la necessità di raccogliere fedeli di una terra devastata dal sisma e la volontà di riunire i credenti nel giorno in cui la chiesa celebra la solenne festa di tutti i Santi. Don Giovanni Gatto, parroco di Tempera, una frazione di L’Aquila, si è finto morto per richiamare l’attenzione dei fedeli e riuscire così a riempire la chiesa.

Il sacerdote, sempre più preoccupato dallo svuotamento della sua chiesa, ha contattato un’agenzia funebre affinché i muri fossero tappezzati con l’annuncio riguardante la sua presunta morte. “Un modo come un altro” – dice il parroco – “per riunire in chiesa tutti gli sfollati che ancora vivono negli alberghi della regione”.

Dopo il sisma molte chiese sono crollate o sono pericolanti e inagibili, tutti i preti della zona fanno fatica ad essere presenti e a richiamare i fedeli a raccolta, quindi don Giovanni ha escogitato un’idea, forse un po’ macabra, per ricreare l’unità dei credenti. La trovata del parroco ha riempito la chiesa, almeno per una domenica. Tutti accorsi per dare l’ultimo saluto… al prete che stava celebrando la messa

fonte tgcom

I protestanti tedeschi scelgono una donna per guidare la chiesa


BERLINO (Reuters) – I Protestanti tedeschi oggi hanno scelto come loro guida Margot Kaessmann, vescovo luterano di Hannover, divorziata, la prima donna a ricoprire questo incarico e la terza a guidare una Chiesa importante.

Kaessmann, 51 anni, presenza abituale nei talk show televisivi e ribattezzata dai media “il vescovo pop”, era considerata una candidata troppo controversa per guidare la comunità dei protestanti tedeschi, che conta circa 25 milioni di abitanti, perché divorziata.

Eppure ha ottenuto 132 voti su 142 al sinodo dell’Ekd, un’organizzazione che raccoglie 22 chiese tra Luterane, Riformate e Unite, nella votazione che avrebbe eletto il sostituto del Vescovo di Berlino Wolfgang Huber, in procinto di lasciare il posto di presidente dell’Ekd.

“Questa elezione è un chiaro segnale per le chiese di tutto il mondo, il segnale che Dio ci chiama alla guida senza considerazioni di genere, colore o discendenza”, ha detto il reverendo Ishmael Noko, Segretario generale della Federazione mondiale luterana all’agenzia di stampa Ecumenical News International, al sinodo di Ulm.

Madre di quattro bambini, la Kaessman dovrà resuscitare l’appeal della sua Chiesa, che negli ultimi anni ha perso molti fedeli.

Ha fama di modernizzatrice e le sue posizioni a favore di un dialogo più intenso tra cattolici e protestanti sono note. “We Are Church”, un gruppo di riforma di laici cattolici, ha detto che la sua elezione è di buon auspicio per tutti i cattolici che sono a favore del sacerdozio femminile.

Papa Benedetto XVI, tedesco anche lui, è assolutamente contrario all’introduzione di qualsiasi riforma del celibato dei sacerdoti nella Chiesa cattolica, la più grande del mondo, e la settimana scorsa si è addirittura offerto di accogliere i conservatori anglicani che, nelle loro chiese, si sono pronunciati contro le donne sacerdoti e i vescovi gay.

Le sole donne al vertice di altre Chiese sono il vescovo presidente Katharine Jefferts Schori della Chiesa episcopale americana e il vescovo nazionale Susan Johnson della Chiesa evangelica luterana canadese.

La regina Elisabetta è “governante suprema” della Chiesa d’Inghilterra ma l’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams ne è la vera guida.

La Chiesa inglese ha donne sacerdoti e la recente decisione di ammettere donne-vescovo potrebbe aprire la strada alle donne verso le posizioni di vertice, anche se i conservatori stanno cercando in tutti i modi di limitarne i poteri.

fonte Reuters

Svezia: nozze in chiesa per coppie omosessuali


nozze omosex

 di Livia Sansone

In Svezia, a partire dal primo novembre le coppie gay, già ammesse da alcuni mesi alle unioni civili, potranno sposarsi anche in chiesa. La decisione é stata presa oggi a larga maggioranza dal Sinodo generale della Chiesa luterana svedese, la prima delle grandi chiese del mondo pronte a consentire che le persone dello stesso sesso possano unirsi in matrimonio con il rito religioso. Il dibattito all’interno e fuori della chiesa è stato ampio e tormentato a partire dalla primavera scorsa, quando è entrata in vigore una legge che consente agli omosessuali il matrimonio civile. Contrasti sono emersi anche oggi nella riunione del Sinodo che si è tenuta ad Uppsala, ma alla fine la maggioranza favorevole è stata superiore alle previsioni.

Dei 250 delegati che compongono il Sinodo 176 hanno votato a favore, 62 contro e 11 si sono astenuti. A decidere per il sì è stata dunque una maggioranza ampia, ma ciò non toglie che nella Chiesa svedese si possa aprire un periodo di tensioni che porteranno alcuni pastori a rifiutarsi di celebrare nozze gay. In una conferenza stampa che si è tenuta al termine dei lavori, il vescovo Esbjorn Hagberg si è detto preoccupato per i contrasti che ora potranno accrescersi nei rapporti con le grandi chiese del mondo. Al contrario l’Arcivescono Anders Wejryd non ritiene che vi saranno profonde fratture. “I cambiamenti – è stato il suo commento – comportano sempre tensioni e dissidi. Ma non credo che rimarremo a lungo proprio soli”. Wejryd ha aggiunto che questa svolta ha a che vedere con lo scarso valore che in Svezia hanno le tradizioni in rapporto ai diritti ed ha ricordato che fin dagli anni 90 i vescovi della Chiesa di Svezia si erano espressi unanimemente a favore delle relazioni omosessuali. Del resto nel Paese, prima ancora che per le persone dello stesso sesso venisse introdotto il matrimonio civile, le coppie gay venivano riconosciute come coppie di fatto ed avevano ottenuto il diritto all’adozione. Il pronunciamento del Sinodo naturalmente viene accolto con entusiasmo dall’ organizzazione cristiana degli omosessuali EKHO, che raggruppa anche i bisessuali e i transessuali. “La decisione – si legge in suo comunicato stampa – mostra che quella svedese è una chiesa aperta, e che si guarda con serietà all’amore fra le persone dello stesso sesso”.