L’amore


“Voi capirete cosa sia veramente l’amore quando smetterete di considerarlo un sentimento. Il sentimento è obbligatoriamente soggetto a variazioni a seconda che si rivolga all’una o all’altra persona, mentre il vero amore è uno stato di coscienza indipendente dagli esseri e dalle circostanze.
Amare, non significa nutrire un sentimento per qualcuno, bensì vivere nell’amore e fare ogni cosa con amore: parlare, camminare, mangiare, respirare, studiare con amore… Amare significa aver accordato tutti i propri organi, tutte le proprie cellule e tutte le proprie facoltà, affinché vibrino all’unisono nella luce e nella pace. L’amore è dunque uno stato di coscienza permanente. Colui che ha raggiunto quello stato di coscienza sente che tutto il suo essere è impregnato di fluidi divini, e tutto ciò che fa è una melodia.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Le cellule staminali sfidano il diabete


di Matteo Clerici

Combattere il diabete con le cellule staminali.

Questo è l’obiettivo di una ricerca in corso, guidata dal dottor Ravi Krishnan (del Queen Elizabeth Hospital, Australia) ed i cui risultati parziali sono pubblicati dal sito web “Medical News”.

Secondo il dottor Krishnan, l’iniettare nel corpo del malato di diabete (di tipo 2) una singola dose di cellule staminali adulte, fa aumentate il livello di insulina e calare quello di glucosio.

Per provare tale tesi, Krishnan ed i suoi colleghi hanno lavorato con 35 topi, in cui era stato indotto il diabete di tipo 2 ed i conseguenti danni al fegato.

Agli animali è stata somministrata una singola dose di cellule staminali (Mesenchymal Precursor Cells, o MPC’s) prelevata da un diabetico umano. I ricercatori hanno osservato come nei roditori fosse visibile un netto aumento dell’insulina nel sangue e un altrettanto netta riduzione del glucosio. Ciò era causato dalle riparazioni nel pancreas, che avevano ripristinato l’equilibrio tra le cellule-alfa che producono glucagone (ed aumentano il glucosio nel sangue) e le cellule beta che producono glucagone (e diminuiscono il glucosio).

Nonostante le sperimentazioni siano ancora in corso, i risultati sembrano molto promettenti.

Ad affermarlo, uno degli studiosi coinvolti, il dottor Michael Horowitz, diabetologo. Spiega Horowitz: “I dati sono molto eccitanti, e dimostrano chiaramente le potenzialità di tali cellule staminali adulte nel trattamento nel diabete di tipo 2”.

Il diabete di tipo 2 è il più diffuso nel mondo occidentale, colpendo il 90-95% dei diabetici dichiarati, con una crescita continua. Tale malattia può colpire diverse parti del corpo, provocando disturbi come problemi renali cronici, cecità o danni al sistema nervoso. E i rimedi sono pochi; le iniezioni d’insulina sono una tattica rischiosa, in quanto rischiano di far calare i livelli di glucosio troppo rapidamente (ipoglicemia).

Al contrario, la tecnica a base di staminali studiata dai medici australiani sembra essere più sicura ed efficace. “I risultati suggeriscono che le MPC’s aumentano la rigenerazione delle cellule-beta del pancreas, provocando un aumento dell’insulina, notevole ma sicuro”, aggiunge Horowitz.

da www.newsfood.com

La dieta MLN è un carburante per il cervello


di Matteo Clerici

La dieta MLN, basata su polifenoli ed acidi grassi polisaturi è in grado di aiutare il cervello a rimanere in salute e respingere l’Alzheimer.

A dirlo, uno studio dell’Università Autonoma di Barcellona (Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare) guidata dalla dottoressa Mercedes Unzeta e pubblicata da “Journal of Alzheimer’s Disease”.

La squadra della dottoressa Unzeta ha lavorato con due gruppi di topi. Il gruppo di controllo ha seguito una dieta normale, il secondo gruppo ha visto tale dieta arricchita con la dieta LMN; l’osservazione è durata 40 giorni (per i topi equivalenti a 5 anni di vita umana).

Alla fine dei test, gli scienziati hanno notato come i topi del “gruppo LMN” presentavano un elevato numero di cellule staminali e nuove cellule differenziate sia nel bulbo olfattivo che nell’ippocampo.

Così, i ricercatori hanno sperimentato gli effetti della crema LMN su colture cellulari per verificare la sua capacità di prevenire i danni causati dall’ossidazione o la morte neuronale. I risultati hanno evidenziato come un pre-trattamento con la crema LMN potrebbe ridurre o addirittura impedire eventuali danni ossidativi alle cellule.

La dottoressa Unzeta ed i collaboratori suggeriscono così come la dieta LMN possa indurre la produzione di nuove cellule nel cervello adulto e rafforzare le reti neurali, logorate da età malattie come l’Alzheimer.

da www.newsfood.com