Siracusa: un Consiglio provinciale per la situazione delle carceri


Sabato mattina 24 aprile alle ore 10 presso l’aula consiliare di via del Laberinto avrà luogo il Consiglio provinciale aperto a conclusione dell’attività condotta dalla speciale commissione istituita per conoscere la situazione delle carceri in Provincia di Siracusa. In quella sede, sarà presentata ufficialmente la relazione finale condotta dalla commissione, presieduta dal consigliere provinciale Carmelo Spataro.

Parteciperanno alla seduta anche due scolaresche che hanno chiesto al Presidente del Consiglio provinciale, Michele Mangiafico, di poter essere presenti: si tratta dell’Istituto Alaimo di Lentini (con quaranta studenti accompagnati dagli insegnanti prof.ssa Maria Teresa Raudino e prof. Benedetto Lo Duca) e l’Ipsia Calapso di Siracusa (con quaranta studenti accompagnati dalle professoresse Angelico, Grande, Italia e Marchese). Parecchi gli invitati che hanno già dato conferma della loro presenza e della volontà di intervenire nell’occasione: il Senatore Salvo Fleres, garante dei diritti dei detenuti per la Regione Sicilia, la parlamentare radicale Rita Bernardini, i direttori delle strutture carcerarie Antonio Gelardi, Angela Lantieri, Angela Gianì, i funzionari dell’Asp dottori Michele Lo Magro, Antonio Cappello, Antonio Cappellani, Roberto Cafiso, la dott.ssa Maria Concetta Storaci e dott.ssa Rosalba Rizza che per l’Amp hanno curato una ludoteca presso il carcere di Cavadonna, la dott.ssa Denaro dell’Uepe, i rappresentanti degli agenti di polizia penitenziaria Giuseppe Argentino (Cgil), Christian Guarrasi e Calogero Navarra (Sappe), Massimiliano Di Carlo (Cnpp), Marcello Santoro (Cisl), Sebastiano Bongiovanni (Ugl), Massimo Angelico, Angelo Scarso (Osapp). Nella maggior parte dei casi, si tratta di interlocutori già ascoltati dai componenti della commissione, che è stata composta dai consiglieri Spataro, Iacono, Paci, Calvo, Amenta, Saggio, Schiavo e dallo stesso Presidente del Consiglio.

da www.ristretti.it

 

La situazione. Il Consiglio d’Europa condanna l’Italia per troppa violenza e suicidi


di Valter Vecellio

  Nuova condanna per l’Italia. Il Consiglio d’Europa condanna il nostro paese per le troppe violenze “istituzionali” e i suicidi. La condanna si riferisce a una “ispezione” effettuata nel 2008, ma è da credere che in due anni la situazione non sia mutata troppo; anzi, è forse perfino peggiorata. L’agenzia “Ap-Com” così riassume il rapporto-denuncia:

  “Troppa violenza nelle carceri italiane, dove il sovraffollamento e le continue risse pesano sull’altissimo numero di detenuti suicidi. Lo rileva il comitato del Consiglio d’Europa per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani o degradanti (Cpt), che ha pubblicato il rapporto relativo alla sua quinta visita periodica in Italia, effettuata dal 14 al 26 settembre 2008, corredato dalla relativa risposta del Governo italiano.

Troppe violenze – Per quanto concerne il trattamento dei detenuti da parte delle forze dell’ordine, il rapporto riferisce che la delegazione del Cpt ha ricevuto un certo numero di denunce di presunti maltrattamenti fisici o di uso eccessivo della forza da parte di agenti della polizia e dei carabinieri, e, in minor misura, da parte di agenti della guardia di finanza, soprattutto nel Bresciano. I presunti maltrattamenti consistevano essenzialmente in pugni, calci o manganellate al momento dell’arresto, e, in alcuni casi, nel corso della permanenza in un centro di detenzione. “Per certi casi – si legge nel rapporto – la delegazione ha potuto riscontrare l’esistenza di certificati medici attestanti i fatti denunciati”. Nella loro risposta, le autorità italiane “hanno indicato che sono state emanate delle direttive specifiche per prevenire e punire il comportamento indebitamente aggressivo delle forze dell’ordine. Inoltre, le autorità hanno fornito le informazioni richieste sui punti sollevati dal Cpt in materia di garanzie procedurali contro i maltrattamenti”.

Le condizioni di detenzione – Sono state inoltre esaminate le condizioni di detenzione presso il Centro di identificazione e di espulsione (Cei) di Via Corelli a Milano. Il Cpt ha raccomandato, tra l’altro, che siano garantiti agli immigrati irregolari che vi devono essere trattenuti “maggiori e più ampie possibilità di attività”. Per quanto concerne le carceri, la delegazione che ha effettuato la visita a nome del Comitato ha posto l’accento sul sovraffollamento delle prigioni, sulla questione delle cure mediche in ambiente carcerario e sul trattamento dei detenuti sottoposti al regime di massima sicurezza (il “41-bis”).

Allarme a Cagliari e Brescia – Il Cpt ha espresso “viva preoccupazione” per il livello di violenza registrato all’interno delle carceri di Brescia-Mombello e di Cagliari-Buoncammino, dove episodi di violenza tra detenuti nel corso del 2008 hanno causato lesioni gravi e, in un caso, la morte di un carcerato. Inoltre, il Comitato ha ricevuto a Cagliari alcune accuse relative al fatto che il personale carcerario non sarebbe sempre intervenuto tempestivamente per sedare le risse tra detenuti. Le autorità italiane hanno indicato nella loro risposta che “la direzione generale delle carceri ha invitato le prigioni di Brescia e di Cagliari a prendere tutte le misure necessarie per impedire la violenza tra detenuti. Hanno inoltre affermato – riferisce il Comitato – che dall’autunno del 2008, si è ottenuta una diminuzione degli episodi di violenza, a seguito di una convenzione conclusa tra il carcere di Cagliari e la Caritas”.

L’ospedale psichiatrico – Per quanto concerne l’ospedale psichiatrico giudiziario Filippo Saporito (Opg) di Aversa, il rapporto pone in evidenza le scadenti condizioni della struttura e la necessità di migliorare il regime quotidiano di degenza dei pazienti, aumentando il numero e la varietà delle attività trattamentali quotidiane loro garantite. La delegazione ha inoltre riscontrato che alcuni pazienti erano stati trattenuti nell’Opg più a lungo di quanto non lo richiedessero le loro condizioni e che altri erano trattenuti nell’ospedale anche oltre lo scadere del termine previsto dall’ordine di internamento. Le autorità italiane hanno fatto valere nella loro risposta che l’ospedale è in corso di ristrutturazione e che la legge non prevede un limite per l’esecuzione di misure di sicurezza temporanee non detentive. In merito al Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) presso l’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, la delegazione ha concentrato l’attenzione sul ricorso al trattamento obbligatorio dei pazienti. Il Comitato raccomanda di apportare miglioramenti alla fase giudiziaria della procedura relativa al trattamento sanitario obbligatorio”.

 Ora la parola spetta al Governo, al ministro della Giustizia; alle forze politiche, di maggioranza e di opposizione. Per giorni, settimane, i radicali offrono una costante, puntuale, precisa, dettagliata informazione, accompagnandola a soluzioni politiche praticabili e ragionevoli. Finora hanno prevalso indifferenze e calcoli meschini di partiti come la Lega e l’Italia dei Valori, che hanno fatto della demagogia il loro programma politico; favoriti da un PD che appare paralizzato e paralizzante. La condanna del Consiglio d’Europa, anche se si riferisce al 2008 impone che si esca da questa palude. Questa vergogna dura da troppo tempo, questa aberrazione deve finire.

da www.radicali.it

Rita Bernardini e la situazione carceri


Messaggio di Rita:

CARCERI: 6° giorno di sciopero della fame. Lo fanno con me Valter Vecellio, Giulio Petrilli (responsabile carceri del PD dell’Aquila), Donatella Corleo, Valeria Centorame, Teresa Schiavone, Lucio Bertè, Donatella Trevisan e Michele Capano. Ieri visita al carcere salernitano di Fuorni con Donato e Manuela. Stamane Rai tre “cominciamo bene” sulle carceri. Un abbraccio a tutti

http://www.radioradicale.it/scheda/301691

Pasqua e Pasquetta in carcere


Oggi e domani l’on. Rita Bernardini, radicale eletta nelle liste del PD, membro della commissione Giustizia della Camera, insieme a Marco Pannella e a un altro collaboratore, visiteranno due delle carceri più sovraffollate e tristemente celebri d’Italia, Poggioreale a Napoli e l’Ucciardone a Palermo.

Li seguirò col pensiero, è come se fossi lì con loro.

Carcere: avanti il prossimo (12)


Nota di IxR: Il blog Metilparaben ha deciso, come forma di protesta per la condizione delle carceri italiane, di tenere il conto dei suicidi dall’inizio dell’anno. IxR si associa.
Stavolta ci ha rimesso le penne una persona affetta da gravi problemi psichici, che probabilmente avrebbe dovuto essere in un posto diverso dal carcere: nell’indifferenza (quasi) generale, la strage silenziosa continua.
  1. Pierpaolo Ciullo, 39 anni – 2 gennaio – carcere di Altamura (BA), asfissia con gas;
  2. Celeste Frau, 62 anni – 4 gennaio – carcere Buoncammino di Cagliari, impiccagione;
  3. Antonio Tammaro, 28 anni – 7 gennaio – carcere di Sulmona (AQ), impiccagione;
  4. Giacomo Attolini, 49 anni – 8 gennaio – carcere di Verona, impiccagione;
  5. Abellativ Sirage Eddine, 27 anni – 14 gennaio – carcere di Massa, impiccagione;
  6. Mohamed El Aboubj, 25 anni – 16 gennaio – carcere S. Vittore di Milano, asfissia con gas;
  7. Ivano Volpi, 29 anni – 20 gennaio – carcere di Spoleto, impiccagione;
  8. Cittadino tunisino, 27 anni – 22 febbraio – carcere di Brescia, impiccagione;
  9. Vincenzo Balsamo, 40 anni – 23 febbraio – carcere di Fermo, impiccagione;
  10. Walid Aloui, 27 anni – 23 febbraio – carcere di Padova, impiccagione;
  11. Rocco Nania, 42 anni – 24 febbraio – carcere di Vibo Valentia, impiccagione;
  12. Roberto Giuliani, 47 anni – 25 febbraio – carcere di Rebibbia (Roma), impiccagione.Grazie a Valentina per la segnalazione.

    http://metilparaben.blogspot.com/2010/03/avanti-il-prossimo-12.html

Vibo Valentia: suicida detenuto 42enne è l’undicesimo del 2010


  Aveva tentato di uccidere il suo vicino di casa e per questo era detenuto nel carcere di Vibo Valentia, dove ieri si è tolto la vita: è un quarantaduenne di Taurianova. Uilpa: “Davvero troppo. La questione penitenziaria è una questione sociale”.

Aveva tentato di uccidere il suo vicino di casa nel gennaio 2008 e per questo era detenuto nel carcere di Vibo Valentia, dove ieri si è tolto la vita: è un quarantaduenne di Taurianova l’undicesimo suicida in meno di due mesi nelle carceri italiane. Dopo aver scritto una lettera ai familiari, l’uomo ha appeso il proprio accappatoio alla finestra della cella in modo da impedire la visuale e si è tolto la vita impiccandosi con le lenzuola. Si tratta del quarto suicidio in 36 ore nelle carceri italiane, dopo gli episodi di Padova, Brescia e Fermo.

“Troppo. Davvero troppo – è il commento dell’Uilpa -. Le undici auto soppressioni avvenute all’interno dei penitenziari italiani in questo 2010, ripropongono drammaticamente la necessità di individuare soluzioni necessarie a ripristinare condizioni di legalità , dignità e civiltà all’interno delle nostre prigioni. Per questo vogliamo auspicare che gli impegni assunti dal Ministro Alfano circa una corsia preferenziale per le norme accompagnatorie al piano carceri, utili a deflazionare le presenze detentive, trovino attenzione ed accoglimento nel Governo e nell’intero Parlamento. La questione penitenziaria è una questione sociale ed il suo dramma rappresenta una vergogna nazionale, che un Paese civile come l’Italia non merita e non deve consentirsi”.

“Un’Amministrazione attenta e vigile avrebbe già trovato almeno una qualche soluzione tampone -prosegue il comunicato -. Penso all’adozione delle lenzuola monouso di carta, al posto di quelle in tela attraverso le quali si pongono in essere la maggioranza dei suicidi. Ma soprattutto è necessario implementare e recuperare risorse umane. Ciò deve avvenire attraverso la duemila assunzioni straordinarie annunciate da Alfano e attraverso un intelligente progetto di recupero degli sprechi, che sono tanti”.

da www.ristretti.it

Carcere: Rita Bernardini sospende lo scopero della fame


Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicali/PD, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati
20 febbraio 2010
Ho potuto leggere la bozza del Disegno di Legge presentato dal Ministro della Giustizia Angelino Alfano riguardante l’”esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori a un anno” e la “sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato” per i reati puniti con pena non superiore nel massimo a tre anni.
Il provvedimento, ora all’esame tecnico degli Uffici della Camera prima di iniziare il suo iter in Commissione Giustizia, avrà la corsia preferenziale della sede legislativa avendo il Ministro della Giustizia ottenuto l’assenso dei Gruppi Parlamentari della Camera, tranne quello della Lega che però non si è dichiarata pregiudizialmente ostile.
Due sere fa il Ministro Alfano, dopo aver reso alle agenzie questa notizia, mi ha invitato a sospendere lo sciopero della fame. Accolgo ora questo invito, dopo aver letto la bozza del disegno di legge che corrisponde a quanto contenuto nei punti d) ed e) della mozione radicale sulle carceri approvata il 12 gennaio a Montecitorio. Il provvedimento, segna un’importante inversione di tendenza della politica di carcerizzazione fin qui seguita e mi auguro che porti un po’ di sollievo nel disumano e sofferente mondo penitenziario oggi caratterizzato da un sovraffollamento mai raggiunto in passato al quale si aggiunge, determinando una situazione esplosiva difficilmente governabile, una cronica carenza di personale di agenti, educatori, psicologi, medici, infermieri e personale amministrativo.
Ringrazio il Ministro Alfano soprattutto per aver accettato questa forma di dialogo nonviolento, questo Satyagraha che – lo ricordo – non vuole imporre alcunché all’interlocutore istituzionale ma, più semplicemente, richiamarlo a fare ciò di cui è profondamente convinto e che riguarda il rispetto delle leggi e degli impegni assunti: nel caso in questione, la mozione radicale sulle carceri.
Da parte mia rivolgo un invito a Irene Testa, segretaria dell’Ass.ne radicale II Detenuto Ignoto, che da oltre una settimana si era unita allo sciopero della fame – sposando i miei obiettivi e aggiungendo la richiesta di una commissione d’inchiesta sulle morti sospette in carcere – a interrompere per il momento anche il suo il digiuno.