“Cirillo curiosone” dallo Zecchino d’Oro 1966


Dato che oggi è San Cirillo…quale miglior modo di festeggiare se non con questa deliziosa canzone di uno Zecchino d’Oro dei miei tempi…archeologici?

di A.Testa e G.Kramer 1966

Cirillo curiosone
aveva un gran nasone;
guardava dappertutto
non si fidava mai.
Pensava “in fondo al pozzo
dev’esserci qualcosa…”
e tutti i giorni andava
a curiosare un po’.
E ciunf!
E ciunf!
E tutti i giorni… ciunf!

Ritornello:
E ciunfete… nel pozzo
con la testa all’ingiù!
Aiuto! Aiuto! Aiuto!
E il papà lo tira su.
col nasone – ne
gocciolone – ne
facendo glu – glu – glu…
Cirillo curiosone
giura non lo faccio più!

La mamma gli diceva
“attento a non bagnarti
perchè col raffreddore
il naso ingrosserà…”
E lui le prometteva
di non andare al pozzo
ma poi non resisteva
alla curiosità.
E ciunf!
E ciunf!
E tutti i giorni… ciunf!

Ritornello:
E ciunfete… nel pozzo
con la testa all’ingiù!
Aiuto! Aiuto! Aiuto!
E il papà lo tira su.
col nasone – ne
gocciolone – ne
facendo glu – glu – glu…
Cirillo curiosone
giura non lo faccio più!

(gridato) E ciunfete!

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“Gracias a la vida” di Violeta Parra


Oggi nel 1967 moriva la cantante cilena Violeta Parra, tra le sue tante canzoni voglio regalarvi la sua piùù celebre e per me la più amata GRACIAS A LA VIDA

Violeta del Carmen Parra Sandoval (San Carlos, 4 ottobre 1917Santiago del Cile, 5 febbraio 1967) è stata una cantante, poetessa e pittrice cilena. A Violeta Parra si deve un’importante opera di recupero e diffusione della tradizione popolare del Cile, opera proseguita poi dal movimento della Nueva Canción Chilena. Nelle sue canzoni sono sempre presenti la denuncia e la protesta per le ingiustizie sociali.

 

http://www.youtube.com/watch?v=UW3IgDs-NnA

Mario Incudine porta la Sicilia al festival di Sanremo


Per la prima volta nella storia la lingua siciliana sale sul palcoscenico del Festival di Sanremo e lo fa grazie alla voce di Mario Incudine, cantautore ennese scelto dal “big” Nino D’Angelo per cantare in dialetto “siculo” alcune strofe del suo nuovo lavoro musicale dedicato al Sud. “Jammo Jà” è il titolo del brano, ancora inedito, che verrà cantato dallo stesso D’Angelo insieme con Maria Nazionale nel corso della gara canora trasmessa in diretta mondiale su Raiuno dal 16 al 20 febbraio, e per espressa volontà del cantautore napoletano la canzone verrà reinterpretata a più voci nel corso della terza serata del festival dedicata agli ospiti. Per ripresentare “Jammo Jà” in nuova veste, Nino ha chiamato a raccolta all’Ariston le voci più rappresentative delle regioni del Sud d’Italia e per cantare la Sicilia ha voluto proprio Incudine, una delle voci più interessanti del nuovo fermento isolano, realtà che incarna la tradizione e l’innovazione della nuova musica siciliana e ambasciatore delle tradizioni sicule nel mondo. Le lingue regionali del Meridione dello Stivale saranno allora le vere protagoniste in questo intervento: assieme alla Sicilia, ci saranno anche i rappresentanti delle terre laziale, lucana, calabrese, salentina e sarda, tutte voci che confluiscono nell’Orchestra popolare italiana diretta da Ambrogio Sparagna, che sarà a Sanremo accanto a Nino D’Angelo con il suo organetto.
In quest’edizione festivaliera salutata come “l’edizione aperta ai dialetti d’Italia”, solo il brano di D’Angelo porta il marchio delle lingue regionali ed è per questo che lo “scugnizzu” ha scelto di fare un omaggio corale alle tradizioni popolari del Meridione, unite per cantare l’amore e il riscatto sociale del Sud. «Ogni interprete – spiega Incudine – ha scelto con cura le parole della canzone di Nino da tradurre nel proprio dialetto affinché potessero rappresentare al meglio l’anima delle diverse regioni. Cantare in siciliano a Sanremo è per me motivo di grande orgoglio, salirò sul palco a nome di tutti i siciliani che credono nella forza e nel rilancio della nostra lingua e della nostra musica».
Incudine arriva a Sanremo dopo aver trionfato al decimo Festival della nuova canzone siciliana con il brano “Salina”. E proprio domani, giovedì 28 gennaio alle 21, andrà in onda su Antenna Sicilia la serata di gran gala dell’undicesima edizione dello stesso festival, trasmesso dal teatro Abc di Catania e condotto da Salvo La Rosa. Il cantautore ennese, invitato a partecipare anche a questa edizione dopo il successo ottenuto lo scorso anno, eseguirà fuori concorso il brano “Mukascia”. In gara si presenta invece con un altro brano di impegno sociale, “Duminica matina”, testimonianza-confessione di un imprenditore che rifiuta il pizzo, tratta da una storia vera. Ad eseguirlo assieme a Mario, Franco Barbarino alle corde, Antonio Putzu ai fiati, Antonio Vasta all’organetto, Emanuele Rinella alla batteria, Pino Ricosta al basso e Riccardo Laganà alle percussioni.

da www.livesicilia.it

“Ti lascio una canzone”


di Gino Paoli

Finito il tempo di cantare insieme
si chiude qui la pagina in comune
il mondo si è fermato io ora scendo qui
prosegui tu, ma non ti mando sola…

RIT.: Ti lascio una canzone
per coprirti se avrai freddo
ti lascio una canzone da mangiare se avrai fame
ti lascio una canzone da bere se avrai sete
ti lascio una canzone da cantare…
una canzone che tu potrai cantare a chi…
a chi tu amerai dopo di me….

Ti lascio una canzone da indossare sopra il cuore
ti lascio una canzone da sognare quando hai sonno
ti lascio una canzone per farti compagnia
ti lascio una canzone da cantare…
una canzone che tu potrai cantare a chi…
a chi tu amerai dopo di me…
a chi non amerai senza di me…

http://www.youtube.com/watch?v=NBJ9ifbhi7Y

“Angeli negri”


di Maciste, Larici, Testoni – 1968

Pittore ti voglio parlare
mentre dipingi un altare.
Io sono un povero negro
e d’una cosa ti prego.
Pur se la Vergine è bianca
fammi gli angioletti negri.

Se tu
dipingi con amor
perché disprezzi il mio color?
Se vede bimbi negri
Iddio sorride lor.

Non sono che un povero negro
ma nel Signore io credo
e so che tiene d’accanto
anche i negri che hanno pianto.

Quando dipingi le chiese
là fra le candele accese
fra gli arcangeli ti prego
metti un angioletto negro.

Marino Barreto jr canta questa celebre canzone

http://www.youtube.com/watch?v=YZQxb7fKpLo&feature=related

“Signore, io sono Irish”


di De Andrè, Mannerini, Reverberi – 1971

Signore, io sono Irish,
quello che non ha la bicicletta.
tu lo sai che lavoro, e alla sera
le mie reni non cantano.
Tu mi hai dato il profumo dei fiori,
le farfalle, i colori.
E le labbra di Ester create da te,
quei suoi occhi incredibili solo per me.

Ma c’è una cosa, mio Signore, che non va.
Io che lavoro dai Lancaster
a trenta miglia dalla città
io nel tuo giorno sono stanco,
sono stanco come non mai,
e trenta miglia più trenta miglia
sono tante a piedi, lo sai.

Ed Irish, tu lo ricordi, Signore,
non ha la bicicletta.
                                  
Nel tuo giorno le rondini cantano
la tua gloria è nei cieli.
Solo io sono triste, Signore,
la tua casa è lontana.
Devo stare sul prato a parlarti di me,
e io soffro, Signore, lontano da te.
 
Ma tu sei buono, tra gli amici che tu hai
una bicicletta per il tuo Irish
certamente la troverai,
anche se è vecchia non importa,
anche se è vecchia mandala a me,
purché mi porti nel tuo giorno
mio Signore fino a te.
 
Signore, io sono Irish,
quello che verrà da te in bicicletta.

I new Trolls interpretano questa celebre canzone

http://www.youtube.com/watch?v=vSbT5FItXwM&feature=related

“Era già tutto previsto”


di Riccardo Cocciante

Era già tutto previsto
fin da quando tu ballando
mi hai baciato di nascosto
mentre lui che non guardava
agli amici raccontava
delle cose che sai dire
delle cose che sai fare
nei momenti dell’amore
mentre ti stringevo forte
e tu mi dicevi “ti amo
e non lo amo,
non lo amo”.

Era già  tutto previsto
fino al punto che sapevo
che oggi tu mi avresti detto
quelle cose che mi dici
che non siamo più felici
che io sono troppo buono
che per te ci vuole un uomo
che ti sappia soddisfare
che non ti basta solo dare
ma vorresti anche avere
nell’amore
ma quale amore …

Era già  tutto previsto
anche l’uomo che sceglievi
il sorriso che gli fai
mentre ti sta portando via
ho previsto che sarei
restato solo in casa mia
e mi butto sopra il letto
ed abbraccio il tuo cuscino
non ho saputo prevedere
solo che però adesso io
vorrei morire.