Polvere e note


di Tiziana Mignosa

Sulle note di Dancing with the wind di Omar Akram )  

Non arrenderti al grido e al silenzio

pensiero incolto che continua a spegnere candele

abbandona l’ingombro delle idee al piombo

e oltre i lividi approda dov’eri atteso.

Meravigliosa

è l’alchimia gitana che ti entra nella pelle

polvere e note

Amore non comprende limiti e catene

e di velluti e veli

fluttua

adesso.

Scivolando dentro la bellezza della visione nuova

separati da paura e pesantezza

e ormai senza inutili fardelli

afferra la tua vita vera.

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Cuore nudo


di Maria Grazia Vai

Sulle note di BUDDHA BAR “ Sacral Nirvana

Sei miraggio
tra i coni d’ombra di un prisma
Profumo di labbra bagnate
e di candele scianti

Adorna delle tinte di seta
sei d’ambra la goccia, densa
di carnali
e luminosi amplessi

Liquido, vibrante e lucido
Color di geranio,
di muschio e conchiglie

Cuore nudo
Cuore di lupo

Ti trattengo
sulla pelle dischiusa
Nello scrigno dorato,
nelle mie stelle di cera

E sei tremulo, straziante respiro
Della pioggia, un gemito
Del mare l’impeto,
sinuoso il battito

Mentre
scivoli dentro – e sconfini,
fiorisce l’onda

tra le onde – e le pietre.

“Le quattro candele”, riflessione natalizia


da Francesco

Le quattro candele, bruciando, si consumavano lentamente. Il luogo era talmente silenzioso, che si poteva ascoltare la loro conversazione.
La prima diceva: “IO SONO LA PACE, ma gli uomini non mi vogliono: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi!” Così fu e, a poco a poco,
la candela si lasciò spegnere completamente.
La seconda disse: “IO SONO LA FEDE, purtroppo non servo a nulla. Gli uomini non ne vogliono sapere di me, non ha senso che io resti accesa”. Appena ebbe
terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.
Triste triste, la terza candela a sua volta disse: “IO SONO L’AMORE non ho la forza per continuare a rimanere accesa. Gli uomini non mi considerano e non
comprendono la mia importanza. Troppe volte preferiscono odiare!” E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.
Un bimbo in quel momento entrò nella stanza e vide le tre candele spente. “Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio!” E così dicendo
scoppiò in lacrime.
Allora la quarta candela, impietositasi, disse: “Non temere, non piangere: finché io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele: IO SONO
LA SPERANZA”
Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.
CHE NON SI SPENGA MAI LA SPERANZA
DENTRO IL NOSTRO CUORE……
……..e che ciascuno di noi possa essere lo strumento, come quel bimbo, capace in ogni momento di riaccendere con la sua Speranza, la FEDE, la PACE e l’AMORE.”