Il Sole


“In generale, si crede che solo l’uomo adulto possieda veramente l’intelligenza. Certo, egli la possiede in modo particolarmente evidente, ma in realtà l’intelligenza esiste già nei neonati, e anche negli animali, pur se in un modo che resta ancora misterioso per la scienza. Sotto forme assai diverse, l’intelligenza esiste ovunque nell’Universo. La terra è intelligente, e anche il sole lo è, anzi, è l’essere più intelligente… Sì, perché è il più vivo. Direte: “Più vivo di noi?”… In un certo modo sì, più vivo di noi. Ovviamente, se andate a raccontare in giro che il sole è la creatura più intelligente sarete derisi. Eppure, la prova esiste: dato che è il sole a vivificare gli umani, significa che è più vivo di loro. Se non ci fosse il sole a distribuire il suo calore e la sua luce, non ci sarebbe nessuna vita sulla Terra, quindi nessuna intelligenza e nessun amore. ”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Annunci

“Lungo il soffio dell’estate”


di Tiziana Mignosa

Sei l’estate che mi stuzzica

il pensiero che accompagna le ore deste

poesia

che di rosso si lascia scivolare

dolce miele alle pareti.

Sei il respiro

delicato sulle palpebre socchiuse

dita affusolate

brivido

sopra l’arco della schiena.

Voglio trovarti

lungo il soffio dell’estate

quando la cicala alla calura canta

e la goccia scende

gusto e voglia sulle labbra.

Sei l’assaggio

che dal ghiaccio del cubetto

sul calore della pelle goccia

contrasto e desiderio

centuplicano il piacere.

Come vento che m’afferra nella notte

sui leggeri polpastrelli

amo raccattare

il fremito tuo nello sfiorarmi

e la luna guarda.

Sei il sorriso

che sul viso mi si specchia

quando mi spalmi gli occhi lungo il corpo

o quando

silenzioso attraversi la mia mente.

“Quando arriveranno i giorni”


di Tiziana Mignosa

Verranno i giorni della luce

e i silenzi non goccioleranno più estenuanti attese

carezze delicate

soffieranno calore sui cristalli limpidi del disinganno.

Arriveranno le dolci ore attese

e lo sguardo si socchiuderà al piacere del giorno che s’esprime

e senza più indugi

il respiro

finalmente si colmerà d’Amore.

Forgiare col calore dell’amore


“Numerose sono le tradizioni che danno al mestiere di fabbro un
significato simbolico; ma ciò che mi interessa soprattutto, sono
le corrispondenze che si possono scoprire con certi processi
della vita interiore.
Il fabbro che vuole forgiare un pezzo di ferro, comincia col
riscaldarlo; in seguito lo batte per dargli una forma. Fintanto
che il ferro non è caldo, lo si può battere quanto si vuole, ma
esso resiste oppure si rompe. Questo fenomeno rivela che la vera
educazione degli esseri può avvenire soltanto con il calore, il
calore del cuore: l’amore. Tutti coloro che contano troppo
sull’intelletto a scapito dei valori del cuore, hanno ancora
bisogno di essere educati, e quell’educazione passa attraverso
il fuoco della sofferenza. Essi si chiedono perché mai si
sentano bruciare e ricevano dei colpi… Ebbene, è il Cielo che li
sta scaldando e li sta battendo: facendoli passare per quelle
prove, vuole dar loro delle forme divine.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

N’ arzunedda


bambina

 

Passanu li jorna
e la vita si n’avvola…
Janchi si ficiru li capiddi
e li me manu trimulìanu.
Ma nenti m’haju scurdatu…
Mi talìu d’arretu
e li ricordi a picca a picca firrianu…
Quanti spiranzi
e quanti sogni, quannu
nica nica talìava li stiddi
ca nta lu misi d’austu
cadìanu di lu celu…
E com’era bedda
la pupa ca “li morti”
la matina di lu dui di nuvèmmiru
mi facìanu truvari…
E lu lettu di me matri
quant’era nfatatu.
Spiddi, mavari e lupi…
ntrasatta scumparevanu
quannu lu caluri di li so’ vrazza
mi pruttiggeva sottu a li cuperti…
Chi stranu,
chiù penzu
chiù m’arricordu…
Passanu li jorna
e la vita si nni va,
ma ju restu sempri, comu tannu,
‘n-arzunedda.

 di Angela Ragusa

Traduzione letterale in lingua italiana: Una Bambina…

Passano i giorni e la vita si consuma.
I capelli si sono fatti bianchi e le mie mani tremano.
Ma nulla ho dimenticato…Mi guardo dietro e i ricordi man mano girano…
Quante speranze e quanti sogni,

quando da bambina osservavo le stelle
che nel mese di agosto cadevano dal cielo…
E com’era bella la bambolina che “i morti”,
la mattina del due di novembre mi facevano trovare…
E il letto di mia madre quant’era magico.
Fantasmi, maghi e lupi d’un tratto scomparivano
quando il calore delle sue braccia mi proteggeva sotto alle coperte…
Che strano, più ci ripenso…più ricordo.
Passano i giorni e la vita scorre
ma io resto sempre, come allora,
una bambina.