Subire le conseguenze delle proprie azioni


“Qualcuno lascia cadere dei pezzi di vetro lungo la via, ed essendo negligente, non li raccoglie. Pensa: “Li raccoglieranno altri. Che importa se si feriscono!” E continua per la sua strada… Ma ciò che non sa, è che il destino umano non è una linea retta: la sua traiettoria è circolare; dunque, in un modo o nell’altro, in questa incarnazione o nella prossima, egli dovrà passare per lo stesso luogo, il che significa che dovrà subire le conseguenze della sua azione.  L’esempio del vetro rotto è un’immagine per spiegarvi che chi semina pericoli, un giorno ne sarà vittima lui stesso. Scava delle buche? Tende delle trappole lungo la strada? La legge lo
porterà a passare esattamente per gli stessi luoghi e a cadere in quelle buche o in quelle trappole. Avrà allora del tempo per meditare sulle sue disavventure, per lamentarsi che esistono persone cattive e stupide, e per cercare di scoprire chi siano! Ovviamente, non gli verrà l’idea di essere lui stesso quella persona. Chi vive dicendo continuamente: “Dopo di me il diluvio!” crea tutte le difficoltà di cui un giorno o l’altro la sua esistenza sarà ingombra.” Omraam Mikhaël Aïvanhov

“Aquiloni in città”


di Maria Grazia Vai

S’impigliano
tra le antenne arrugginite
e le grondaie sporche

Sopra i tetti e le ringhiere
Sotto le griglie dei portoni
e sui cancelli chiusi

S’infilzano
come vecchie cartoline
d’indirizzi ormai smarriti

Pensieri sopiti
sobbalzano
tra le buche, i dossi
i tombini rotti

e l’odore stagnante di catrame

Mentre ascolto in solitaria
il grido stanco di un gabbiano
che scompare tra i semafori

e le nuvole grigie di Milano.