Usa: boss della mafia ammette di essere gay


outingL’outing abbatte anche l’ultimo tabù

Trema cosa Nostra in America, scossa nelle sue più antiche certezze. Il boss Robert Mormando, 44anni, killer della famiglia Gambino, alla sbarra con diversi capi di imputazione, ha deciso di fare “outing”. “Sono gay”, ha ammesso l’uomo davanti ai giudici di New York e la confessione infrange anche l’ultimo tabù. Nessun mafioso ha mai ammesso la propria omosessualità. Condizione per nulla apprezzata tra i gli “uomini d’onore”.

Mormando ha confessato di aver preso parte alla sparatoria avvenuta nel 2003 in un negozio di Queens. La famiglia aveva deciso di dare una lezione al negoziante e Mormando faceva parte del drappello di uomini mandati a impartirla. Quella ‘lezione’ faceva parte del suo lavoro. Arrestato a suo tempo insieme con altri, Mormando a recentemente deciso di collaborare con la giustizia, per ottenere sconti di pena.

E non solo è arrivato ad  ammettere di essere stato uno degli informatori della polizia, un elemento che di per sé equivale per la mafia a una condanna a morte, ma davanti al giudice Jack B. Weinstein ha fornito in aula l’esplicita ammissione di essere gay. “Vi sono certe regole a cui un uomo di mafia deve attenersi al cento per cento – scrive il New York Times -. Per esempio, niente barba, niente storie con la moglie di un altro gangster, nessuna collaborazione con le forze dell’ordine. Mai. E’ su regole come queste che si regge l’omertà, il codice del silenzio”.

Tra le regole non scritte, ma da tutti osservate, vi è anche questa, “che è forse la più forte”: un mafioso deve essere “uomo vero”, perché nella cultura mafiosa l’omosessualità è da considerarsi elemento di debolezza, non e’ ammissibile. “La mafia è tutta una questione di rispetto tra uomini – ha dichiarato Gerard L. Shargel, uno dei legali di John Gotti -. Ciò fa sì che la cultura mafiosa sia attraversata da un altissimo livello di machismo”. Il caso di Mormando va a rompere uno dei tabù più forti su cui si regge la cultura mafiosa. E a maggior ragione espone Mormando ad un pericolo ulteriore. Non a caso su disposizione del giudice il processo si svolge nel massimo riserbo.

fonte tgcom