Cinema: parte la carovana di Cinemadamare, prima tappa a Roma con Von Trotta


Al via l’ottava edizione di Cinemadamare, il piu’ grande raduno di giovani registi provenienti da 48 paesi del mondo che prenderanno parte alla piu’ lunga kermesse cinematografica itinerante mai ideata. Nell’arco di 47 giorni Cinemadamare tocchera’ 8 localita’ di 6 regioni del Centro e Sud Italia, percorrendo oltre 2.200 chilometri. Dopo la prima tappa romana, che partira’ dall’Isola del Cinema domani sera, alla presenza di Margarethe Von Trotta, e che terminera’ il 6 luglio, la Kermesse si spostera’ a Bari dall’8 al 13 luglio, dove il regista iraniano Mohsen Makhmalbaf sara’ ospite d’onore del Festival. Quindi si spostera’ dal 15 al 20 luglio a Corigliano Calabro (dove e’ atteso Vincenzo Mollica) e dal 22 al 26 luglio a San Potito Sannitico, che ospitera’ Vincenzo Cerami, e dal 28 luglio al 2 agosto a Reggio Calabria. Poi sara’ lavolta di Acireale dal 3 al 9 agosto (ospite Giuliano Montaldo) e diNova Siri dal 10 al 16 agosto (ospite Ken Loach). La kermesse terminera’ con l’ottava tappa il 17 agosto a San Severino Lucano. Cinemadamare sara’ anche quest’anno un grande set a cielo aperto, un Festival da record, in cui i giovani filmmakers provenienti da tutto il mondo avranno la possibilita’ di cimentarsi nella regia e realizzare i propri cortometraggi che, di volta in volta, saranno proiettati nelle piazze delle citta’ ospitanti il festival. Cosi’, il 6 luglio, i cortometraggi realizzati al termine della prima tappa romana, saranno proiettati sul maxi schermo dell’Isola del Cinema alla presenza dei giovani registi.

fonte Adnkronos

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“Paradiso-Inferno A/R”, storia di un trombettista jazz disabile


Dopo l’incidente che gli ha causato la tetraplegia, Vincenzo Deluci torna a suonare su un palco grazie a una tromba adattata. Un prototipo di “slide trumpet”, una tromba che al posto dei pistoni ha una coulisse scorrevole come nel trombone a tiro, modellato per le sue limitate possibilità motorie. Il 21, 23 e 25 giugno alla Grave delle Grotte di Castellana (Bari). Voce fuori campo di Peppe Servillo

ROMA – Vincenzo Deluci torna alla musica. Dopo l’incidente stradale che nel 2004 lo ha costretto alla tetraplegia, il giovane trombettista e compositore jazz pugliese sale di nuovo sul palco per suonare dal vivo. E lo fa con “VianDante, Paradiso-Inferno A/R” – il 21, 23 e 25 giugno alla Grave delle Grotte di Castellana (Bari) – grazie alla voce fuori campo di Peppe Servillo, leader degli Avion Travel, e soprattutto grazie all’amicizia di Giuliano Di Cesare, musicista e compagno di tromba fin dai tempi del conservatorio. Insieme, a partire dal 2006, hanno iniziato a progettare il ritorno alla musica live di Deluci. In tre anni sono riusciti a realizzare la loro “invenzione”: un prototipo di “slide trumpet” – una tromba che al posto dei pistoni ha una coulisse scorrevole come nel trombone a tiro – modellato sulle limitate possibilità motorie di Vincenzo, che riesce a muovere lentamente avanti e indietro solo l’avambraccio sinistro. Nel suo spettacolo Vincenzo Deluci rilegge in musica la “Divina commedia” di Dante Alighieri, metafora della vita attraverso la discesa agli inferi e la risalita verso il cielo. Compone così, con il solo ausilio di un puntatore ottico, un’opera inedita, visionaria e corale intarsiata dalle note della sua nuova tromba e impreziosita dalle letture di Peppe Servillo. Il risultato è “VianDante”, un viaggio dal Paradiso all’Inferno, andata e ritorno. Una performance artistica ma che è anche “un’esperienza umana che può toccare inaspettatamente chiunque, nel mezzo del cammin di nostra vita”, si legge nella presentazione. I biglietti si possono acquistare su http://www.bookingshow.com e nei punti vendita convenzionati. Posto unico: 15 euro più prevendita. Informazioni: 349 5291885 begin_of_the_skype_highlighting 349 5291885 end_of_the_skype_highlighting, e-mail: viandante@zonaeffe.it. Per ascoltare uno spezzone dello spettacolo basta andare su YouTube. “VianDante” è anche su Facebook.

da www.superabile.it

Carcere di Bari: “Vivicittà 2010”, domenica si è corso nel carcere minorile


E nel carcere di Augusta che stanno facendo? Chissà…tutto tace…nessuna voce che dia risonanza alle iniziative positive…ce ne saranno? tutto tace…

Aspettando domenica 11 aprile la XXVII edizione di Vivicittà, la Uisp lancia due prologhi in carcere, “coerenti con le finalità sociali della manifestazione”. Sabato 27 marzo si è corso nel penitenziario di Brescia, con il coinvolgimento dei detenuti di Canton Mombello, la sezione femminile e maschile di Verziano, gli agenti di polizia penitenziaria, atleti esterni e scuole superiori cittadine e della provincia. Ieri, domenica, invece, nel minorile di Bari, sempre alle 10.30, si è corso all’interno del carcere minorile dell’Istituto Fornelli. All’appuntamento con la gara riservata a 35 giovani detenuti dell’istituto e ad alcuni rappresentati di diverse parrocchie locali sono stati circa 60 gli atleti al via.

Vivicittà in carcere coinvolge quest’anno 15 città italiane: Bari, Biella, Brescia, Caltanissetta, Civitavecchia, Cremona, Eboli (Sa), Ferrara, Livorno, Milano, Pavia, Reggio Emilia, Roma, Siena e Vigevano. “Collocazione significativa” anche per la conferenza stampa nazionale: l’Uisp ha scelto la Scuola omnicomprensiva Di Donato in piazza Vittorio, al centro del quartiere più multietnico di Roma, visto che l’edizione di quest’anno è dedicata alla multiculturalità e all’antirazzismo.

da www.ristretti.it

La situazione. Un detenuto si uccide, un altro appena scarcerato si toglie la vita…


di Valter Vecellio

  Siamo appena al 5 gennaio, e già dobbiamo segnalare due casi entrambi molto tristi, penosi. Ci siamo appena lasciati alle spalle un 2009 che ha fatto registrare il numero più alto di suicidi in carcere della storia italiana, 72; e questa tragica classifica continua. Nel carcere di Altamura, vicino Bari è morto Pierpaolo Ciullo, 39 anni, detenuto per reati di droga. Secondo le prime informazioni sembra si sia ucciso asfissiandosi con il gas.

 Lo hanno trovato ormai senza vita, ai piedi del letto nella sua cella, vicino al corpo un fornello da campeggio di quelli in dotazione ai detenuti. Ciullo, originario della Provincia di Lecce, era arrivato da poco nell’Istituto Penitenziario di Altamura, proveniente dalla Casa Circondariale di Lecce.

 Nel piccolo carcere di Altamura, a fronte di 52 posti “regolamentari” i detenuti presenti sono 90. Nel complesso delle carceri pugliesi, invece, i detenuti sono oltre 4.300 (dovrebbero essere non più di 2.535 posti) e nel 2009 si sono verificati 3 suicidi: a Foggia, all’Istituto per minori di Lecce, e a San Severo; i tentativi di suicidio sono stati circa 80. Sul caso di Ciullo i parlamentari radicali hanno presentato un’interrogazione, è da credere che il ministro della Giustizia non risponderà come non risponde alle decine e decine di altre interrogazioni; ma è ugualmente importante che siano fatte, perché resti almeno una traccia in un documento parlamentare di questa ennesima tragedia.

 La seconda storia viene da Cagliari. Un ragazzo di 23 anni, uscito dal carcere due giorni fa si è tolto la vita. In carcere per piccoli reati, aveva manifestato l’intenzione di uscire dall’ambiente malavitoso in cui si trovava. Era però senza lavoro, si sentiva senza prospettive e agli amici aveva confidato di sentirsi disperato. Si è impiccato.

 Queste storie non fanno storia se non molto raramente. Eppure sono storie che accadono con molta più frequenza di quanto si creda e si dica, si potrebbe dire ogni giorno, più volte al giorno. Storie che dovrebbero far riflettere (ma non c’è da illudersi!) i Giovanardi e i Gasparri, e in generale tutti i sostenitori delle attuali politiche proibizioniste. Grazie a queste norme criminogene, un buon terzo degli ingressi in carcere riguardano tossicodipendenti. Nelle carceri italiane, un detenuto su quattro si dichiara tossicodipendente. Quasi 16mila persone. Se si passa agli arrestati per spaccio, il dato passa dal 25% al 60%.  Una situazione vergognosa e insostenibile.

 Tempo fa il sottosegretario Giovanardi, incontrando i rappresentanti del Forum Droghe, di Antigone, del Gruppo Abele e altri promotori dell’appello ‘Le carceri scoppiano, liberiamo i tossicodipendenti’, ha riconosciuto che l’obiettivo deve essere quello di creare rapidamente un’analisi e uno studio di fattibilità sui problemi normativi e quelli amministrativi e sulla sostenibilità finanziaria, cosi da incrementare il ricorso alle misure alternative al carcere.
Un programma che permetta di ridurre il sovraffollamento degli istituti attraverso l’affidamento in comunità o l’applicazione di programmi terapeutici territoriali.

 Insomma, è il riconoscimento di un fallimento. Ma si continua a non fare nulla; e anche questo è regime, peste italiana, Satyagraha, cioè ricerca di conoscenza e di verità.

da www.radicali.it

Carceri: primo suicidio 2010, interrogazione Radicali-Pd ad Alfano


Interrogazione a risposta scritta al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, sul primo suicidio in carcere del 2010. A firmarla, Rita Bernardini, del gruppo Radicali-Pd, che fa riferimento alla morte – avvenuta l’altro ieri nel carcere di Altambura (Bari) – di Pierpaolo Ciullo, 39 anni, originario della provincia di Lecce, arrivato da poco nell´istituto penitenziario proveniente dalla casa circondariale di Lecce.
“Da quanto si e’ appreso – si legge nell’interrogazione – sarebbe stato lui stesso a chiedere di essere trasferito, perche’ nel carcere leccese vi era un rapporto difficile con gli altri detenuti; il giovane e’ stato rinvenuto, ormai senza vita, ai piedi del letto nella sua cella, dove sembra fosse da solo; vicino al corpo un fornello da campeggio, alimentato da una bombola di gas, di quelli in dotazione ai detenuti. A nulla sono serviti i soccorsi del personale: l’ipotesi del suicidio non e’ stata ancora confermata ufficialmente, ma sembrerebbe al momento la piu’ probabile”.
“Dopo che il 2009 ha fatto registrare il numero piu’ alto di suicidi in carcere della storia italiana (72), il 2010 sembra essere iniziato all’insegna della medesima ‘emergenza’ – prosegue il testo – Complessivamente nelle carceri pugliesi i detenuti sono oltre 4.300 (la capienza e’ di 2.535 posti) e nel 2009 si sono verificati 3 suicidi (a Foggia, all’IPM di Lecce e a San Severo), mentre i tentativi di suicidio sono stati circa 80. Nei luoghi di reclusione pugliesi, nel 2008, i suicidi erano stati 2 ed i tentativi di suicidio 60. Nel 2009 sono state 173 le persone morte nei luoghi di reclusione”. Al guardasigilli, tra l’altro, Rita Bernardini chiede “se non intenda avviare, nel rispetto e a prescindere dalla eventuale inchiesta che sulla vicenda aprira’ la magistratura, un’indagine amministrativa interna volta a verificare le cause che hanno cagionato la morte di Pierpaolo Ciullo”; “se non ritenga che l’alto tasso di suicidi in carcere dipenda dalle condizioni di sovraffollamento degli istituti di pena e dalle aspettative frustrate di migliori condizioni di vita al loro interno”; “se ritenga necessario assumere iniziative normative volte a modificare il regolamento sull’ordinamento penitenziario al fine di assicurare, attraverso una maggiore personalizzazione del trattamento, una ‘detenzione giusta’”.
“se non ritenga urgente riferire sulla reale consistenza delle morti in carcere in modo che possano essere concretamente distinti i suicidi dalle morti per cause naturali e da quelle avvenute per cause sospette”. 

La Turchia rivuole le spoglie di San Nicola


SAN NICOLA 1906La ha intenzione di chiedere all’Italia la restituzione delle reliquie di , che sono esposte a sin dall’undicesimo secolo.

Il santo era originario della città di , l’attuale . Le sue spoglie vennero traslate pochi anni dopo l’anno Mille. «Se costruiremo un museo a chiederemo le spoglie di Babbo Natale», ha detto il ministro della cultura turco, Gunay.

«Quelle reliquie devono essere esposte qui e non in una città di pirati», ha aggiunto riferendosi a .

da www.blitzquotidiano.it

E a questo proposito pubblico nuovamente la mia filastrocca su San Nicola di Bari (di Mira)

San Nicola in Asia Minore visse e operò

ma patrono della città di Bari poi diventò;

durante la persecuzione di Diocleziano fu imprigionato

e santo già mentre era ancora in vita fu considerato.

San Nicola è Santa Claus, il Babbo Natale

di molti paesi dell’Europa settentrionale;

è considerato di molte categorie di persone il protettore

a lui si rivolge il bambino, il farmacista, il mercante e il pescatore.

Con San Nicola, i cui resti mortali a Bari son venerati,

i cristiani d’Oriente e Occidente sono quasi…alleati!!!