Sulla riva dei sogni


di Angela Ragusa

Fragile armonia
lascia passione bruciare
quando moto perpetuo
di aggrovigliate sensazioni
ghermisce la mente.

Mutano ,nuove maree
sulla riva dei sogni
e onde ,dall’eco di te,
infrangono antiche colonne…

Mormora mare
che si increspa al vento.

Sfiora la pelle
tiepida sabbia
che odora di sole
e aspetto,
silenziosa bambola,
la tua mano accarezzarmi……

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Minori: se la bambola è down


di Sara De Carli

Arriva in Italia il bambolotto spagnolo con i tratti tipici di chi ha la trisomia 21 

«Basta sia chiaro che non è una bambola per bambine down». Commenta così Anna Contardi, presidente dell’Associazione italiana persone down, la notizia dello sbarco in Italia di Baby Down, la bambola con i tratti somatici di una bimba con trisomia 21. Occhi allungati, lingua un po’ all’infuori, dita dei piedi leggermente separate, Baby Down è nata in Spagna due anni fa, da una collaborazione tra la casa produttrice Super Juguete e la Fundacion Down Espana. 

In Italia è in vendita on line, al prezzo di 34,90 euro. L’importazione è della Cangillo Interni, la distrubuzione della cooperativa sociale bolognese Il Martin Pescatore, che dà lavoro a persone con disturbi psichici gravi. Saranno loro ad imballare le bambole e a spedirle a destinazione. Il ricavato delle vendite sosterrà le attività della stessa cooperativa ma anche quelle di due associazioni locali: l’associazione Retinite Pigmentosa dell’Emilia Romagna (che non si capisce bene cosa c’entri) e il Ceps-Centro emiliano problemi sociali per la trisomia 21. Dal punto di vista dell’impresa, dentro la cooperativa Il Martin Pescatore con gli introiti nascerà un laboratorio di sartoria per creare i vetsitini per la bambola. «Più i bambini conoscono la trisomia 21, meglio è», riflette Anna Contardi, «per questo è una cosa buona che i bambini abbiano un bambolotto down accanto alla brabie e alla bambola nera: cominciano a familiarizzare con i loro futuri compagni di classe. L’importante è considerarla una cosa fra le tante, non pensare che l’integrazione sia risolta così. Per questo deve essere considerata una bambola per tutti, non per bambini down: non c’è alcuna ragione per cui per un bambino down sia meglio giocare con una bambola che ripete i suoi tratti somatici: deve giocare con tutte le bambole, come gli altri».

 Anche nella versione italiana, come già in quella spagnola, ad accompagnare la bambola c’è un piccolo opuscolo con indicazioni sulle attività più indicate per stimolare le capacità intellettive e sensoriali deibambini down. Ma diversamente da quel che è successo in Spagna, l’Aipd – che è la mggiore associazione italiana sulla sindrome di down – non è stata interpellata: più che indicazioni sulle attività da far fare alla bambola, in quel foglietto, per la Contardi «sarebbe utile spiegare ai piccoli chi è un bambino down».

 da www.vita.it