L’arte della separazione


“L’arte della separazione è una delle più difficili che esista, perché occorre saper trovare il momento propizio. Ogni separazione prematura è uno strappo e provoca delle lacerazioni.
È nella natura che gli Iniziati si sono istruiti nell’arte della separazione. Non si può separare la noce dal suo mallo, ma la natura sa come fare: lascia maturare il frutto, il mallo si apre da solo e cade. Questa separazione è il simbolo della maturità. Per parecchi mesi la madre porta il figlio nel proprio grembo, ed è pericoloso volerlo strappare prematuramente. Ma venuto il
momento, il frutto cade, e si può recidere il legame che univa il bambino alla madre. E che ne è della nostra anima? Essa è prigioniera del nostro corpo, e per liberarsi, deve separarsi dalla spessa materia che la circonda; questo, però, non prima di avere raggiunto la maturità. Ecco un tema di riflessione, e l’autunno è il periodo migliore per meditare sulla vera liberazione. ” Omraam Mikhaël Aïvanhov

“Amore di burro”


di Tiziana Mignosa

( Sulle note di Moonlight di Yirume)

Quando un amore s’interrompe senza finire

è come un giorno difettoso che all’alba muore

desiderio come burro al fiele

annega dentro il latte a colazione.

Con gli occhi appena

schiusi e la brama d’afferrare la tua gioia

senza il fardello che giunge quand’è sera

s’è già conclusa l’intera giornata

e non l’hai neanche assaporata.

Gioco d’artificio assai spedito

t’esplode senza aspettare nel taschino

bambino promettente che a casa fa ritorno

perdendosi però d’essere adulto.

E’ il cerchio variopinto

che ha smarrito la sua coda

e senza essere vissuto

è il sogno più lucente evaporato nell’attesa.

Se tu credi…


Se tu credi che un sorriso è più forte di un’arma

se tu credi alla potenza di una mano tesa,

se tu credi che ciò che accomuna gli uomini

è più importante di ciò che divide.

Se tu credi che essere diversi

è una ricchezza e non un pericolo.

Se tu sai preferire la speranza al sospetto,

e se tu ritieni che spetti a te il primo passo

piuttosto che all’altro.

Se lo sguardo di un bambino

arriva ancora a disarmare il tuo cuore,

e se tu puoi rallegrarti della gioia del tuo vicino.

Se tu sai cantare la felicità degli altri

e danzare la loro allegria,

se l’ingiustizia che colpisce gli altri

ti irrita quanto quella che tu subisci.

Se tu sai accettare la critica  farne tesoro

senza respingerla e difenderti,

se sai accogliere e adottare un parere diverso dal tuo…

se la collera è per te una debolezza non una prova di forza,

se tu credi che un perdono va più lontano di una vendetta,

se tu credi che l’amore è la sola forza di dissuasione,

se tu credi che la pace è possibile

ALLORA LA PACE VERRA’ !

(da una poesia di Pierre Guilbert)

Bimbo chiama il 113 e consegna i suoi ciucciotti: ‘sono grande’


“Togliti il ciuccio dalla bocca, ormai sei grande”. I continui rimbrotti della mamma, alla fine, lo avevano convinto. E lui, con l’ingenuità e la naturalezza dei bambini, alla vigilia del quarto compleanno ha detto ai genitori che avrebbe consegnato i suoi amati ‘ciucciotti’, ma solo alla polizia. Poi ha preso il telefono di casa e ha chiesto ai genitori di comporre il 113.

“Pronto? Mi chiamo Marco. Volevo darvi i miei ciucci perché sto diventando grande, ho quasi 4 anni”. L’insolito desiderio manifestato da un bimbo di Taranto è stato esaudito dai poliziotti di quartiere. La centralinista della questura inizialmente avrà pensato a uno scherzo, poi ha messo in contatto la mamma del piccolo con la responsabile dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, Carla Durante, che si è volentieri prodigata per accontentare il bimbo.

“L’abbiamo soprannominata operazione ciucci” dice all’ANSA la dirigente della questura jonica. “La mamma mi ha spiegato che suo figlio non riusciva a togliersi il vizio del succhiotto che usava abitualmente per addormentarsi o semplicemente per rilassarsi – ha raccontato – Lo rimproverava continuamente e il bimbo ha detto ai genitori che si sarebbe privato dei ciucciotti, ben quattro, solo per consegnarli alla Polizia, di cui è un fan sfegatato”. A quel punto l’operazione ‘ciucci’ è scattata. La dirigente dell’ufficio soccorso pubblico, d’intesa con la mamma del bimbo, ieri sera ha inviato due poliziotti di quartiere presso la ludoteca dove era in corso la festa di compleanno di Marco. Gli agenti sono arrivati prima del taglio della torta.

“La sala era piena”, racconta divertita Carla Durante, “oltre ai genitori e alla sorellina, c’erano i nonni, gli zii e gli amichetti del bimbo. Tra lo stupore generale, i due poliziotti hanno chiesto al piccolo Marco i ciucci e lui, serenamente, ha preso il sacchettino con i succhiotti e li ha consegnati. Ha promesso di non utilizzarli più in futuro e in cambio ha ricevuto un berrettino della Polizia”. Gli altri bimbi, incuriositi, hanno circondato gli agenti per farsi fare una foto ricordo.

“Stamattina – commenta ancora Carla Durante – ho chiamato la mamma di Marco per sapere come era andata, se il bambino stanotte avesse dormito tranquillamente. Per il momento pare non abbia chiesto niente, sembra essersi dimenticato dei ciucci. Forse l’operazione è avvenuta con successo”.

fonte ANSA

“E Berta filava”


di Rino Gaetano

e berta filava.
e filava la lana
la lana e l’amianto
del vestito del santo.
che andava sul rogo
e mentre bruciava
urlava e piangeva
e la gente diceva
an vedi che santo.
vestito d’amianto
e berta filava.
e filava con mario
e filava con gino
e nasceva un bambino
che non era di mario
e non era di gino
e berta filava.
filava diritto
e filava e filava
e filava la lana
e filava e filava
e berta filava
e berta filava
e filava la lana
e filava l’amianto
del vestito del santo
che andava sul rogo …
e mentre bruciava
strillava e piangeva
e la gente diceva
an vedi che santo
vestito d’amianto
e berta filava
e filava con mario
e filava con gino
e nasceva un bambino
che urlava e piangeva
e la gente diceva
an vedi che santo.

http://www.youtube.com/watch?v=aycwxHB5d6I

Gravidanza: se la madre beve alcol, rischio depressione per il bambino


di Matteo Clerici

Bere alcol, anche in maniera moderata, durante la gravidanza, raddoppia i rischi di depressione per i figli.

E’ quanto emerge da uno studio del Telethon Institute for Child Health Research (Australia), diretto dalla dottoressa Colleen O’Leary e pubblicato da “Addiction”.

La dottoressa ed i suoi collaboratori hanno lavorato con più di 2000 donne incinte ed i loro figli, intervistando le prime sull’abitudine al bere e studiando i secondi riguardo alla loro salute fisica e mentale. In generale, i ricercatori hanno osservato come solo un terzo delle volontarie si sia astenuta dall’alcol, nonostante gli avvertimenti medici di rinunciarci completamente durante la gestazione.

Riguardo agli effetti, è così emerso come sia sufficiente una bottiglia di vino la settimana nel primo trimestre della gravidanza per raddoppiare le possibilità’ di ansia e depressione nei figli. Al contrario, bere alla fine della gravidanza sembra aumentare il rischio di aggressività’ e di dolori fisici nei bambini.

Spiega la dottoressa O’Leary: “La maggior parte di questi problemi non e’ evidente fino a che il bambino non cresce. C’è’ una chiara evidenza che i problemi comportamentali dei figli aumentano all’aumentare del consumo di alcol da parte delle madri. L’alcol in gravidanza agisce in modi diversi. l tempo e la quantità’ di esposizione all’alcol sono essenziali per comprendere a pieno i suoi effetti. Non tutti i bambini hanno problemi se sono stati esposti all’alcol nell’utero, ma tuttavia il rischio c’è’ e le madri dovrebbero essere informate a riguardo”.

da www.newsfood.com

Conferenza del Kiwanis sui diritti del bambino ad Augusta


di Giorgio Càsole

E’ stato di parola  il neo presidente  del Kiwanis Augusta, Gaetano Paolo Russotto,  ammiraglio riservista della Marina Militare.  Aveva promesso, durante la conferenza stampa prima dell’insediamento nella carica che si sarebbe occupato del tema dell’infanzia. A poco meno di un mese dalla “charter night”, in cui Russotto ha ufficialmente presentato il suo programma, subito dopo aver preso possesso della carica, ecco che il Kiwanis invita la cittadinanza di Augusta e non solo  a presenziare a una conferenza dal titolo impegnativo “Legislazione  nazionale e internazionale sui diritti dell’infanzia: i diritti sottratti”, venerdì 2° novembre nell’auditorium “Don Paolo Liggeri” del civico palazzo San Biagio di Via Roma. L’inizio è fissato per le 18,3°, con i saluti dello stesso presidente Russotto e del primo cittadino di Augusta, Massimo Carrubba. Ben cinque saranno i relatori, che saranno coordinati dall’avvocato Antonello Forestiere: Carmela Pace, presidente comitato provinciale UNICEF, Anna Trinchillo, sostituto procuratore  della repubblica a Siracusa, Maria Concetta Castorina, dirigente scolastica della scuola comprensiva “O.M.Corbino” di Augusta, Francesco Cannavà, psicologo, consulente tecnico del tribunale aretuseo,  Umberto Palma, presidente  comitato regionale UNICEF. Com’è noto l’UNICEF è l’organismo internazionale, che fa capo all’Organizzazione delle Nazioni Unite, ONU, per la tutela dell’infanzia nel mondo.

Non sappiamo in questo momento se sarà data al pubblico presente venerdì 20,  l’occasione di prendere la parola, dato l’orario di inizio, che, a  tutti gli effetti, come di consuetudine, non sarà mai quello ufficiale, regnando in Italia il vizio o il vezzo di  fare l’ingresso in ritardo, memori del cosiddetto quarto d’ora accademico, il quarto d’ora, cioè, che i docenti universitari – sottolineiamo universitari – sottraggono all’ora canonica di lezione. C’è da aggiungere il numero dei relatori e l’altro vizio italiano della prolissità. Non possiamo non sottolineare, però, la felice quasi coincidenza di questa conferenza con quella internazionale tenutasi a Roma in questi giorni sulla fame nel mondo, con la presenza del presidente della FAO, altro importante organismo internazionale che si occupa di aiuti alimentari per debellare finalmente la tristissima realtà delle persone che muoiono nel mondo letteralmente di fame, mentre noi occidentali  ci ammaliamo per il troppo cibo e, soprattutto, distruggiamo le derrate alimentari per non  abbassare il  prezzo sul mercato.  Fra le persone che muoiono di fame i primi e in maggior numero sono i bambini.

da http://augustanews.tk