“Liquirizia”


di Maria Grazia Vai


Sulle note di Joe Cocker “ Ain’t no sunshine “

Zuccherosi e bianchi seni
Soffici, come lune d’agosto sulla sabbia
E profumano di te
di mille gocciole
che incollano l’anima alla pelle

Zampillano nell’anfora dorata dei miei sensi

Origàmi e giochi d’acqua.
Sguardi ribelli, annaspano nel blu
che mi si scioglie dentro
Mani, a frugare il cuore
sporche di te, dei tuoi colori

Avorio e liquirizia, fruscio d’armonica e rossori

Indomita e silente pioggia
Palpito ambrato, che scivola dal muro
fino alle caviglie.
Di baci e graffi sulle gambe
D’amore morso a pelle

E per averti ancora
oscurerò i velluti
della mia ragione
Sarai follia che cola
dentro ogni fessura – in ogni mia stanza

E mille e più parole
luccicanti
avvolgerò d’organza e nastri viola
Imbratteranno l’aria
e il fiato tutto intorno

Di questa notte effimera, l’unica voce.

“E assaporo desideri”


di Maria Grazia Vai

Dei tuoi baci profumano
le mie labbra
– ancora
Gocce d’ambrosia, fremiti d’anima

Parole nude, bagnate d’amore
cantano ancora, tra le cicale e la seta
oscillando sinuose,

come gambe accavallate nel vento.

E calde,
si sciolgono in fondo allo sguardo
sull’intreccio dei fianchi,
nell’oblio senza fine

E profumarti le labbra,
vorrei adesso
– e ancora

Assaporare la curva del tuo desiderio
e penetrare
ad uno ad uno

ogni succoso, carminio – tuo dolce pensiero.

“Lo sciabordio del cuore”


di Maria Grazia Vai

…mentre ascolto Andre Rieu “Je t’aime”

ti sento,
quando scende la sera
e i pensieri fuggono via

Via da qui
e in te si immergono

Travolti,
a rincorrersi
tra le pieghe ambrate e morbide, tra i cirri d’un tramonto

Quando il sole trepidamente
aspetta
la carezza del giorno,
ed io – la tua

E’ da te, la sera
che i miei pensieri corrono
Smaniosi
di arrivare e di toccarti

Lambire le tue nude rocce

E ti voglio,
quando scende la sera
e nel tuo cuore mi immergo

E dei tuoi sensi mi appago
travolta
da silenziose, morbide carezze

Immaginando
i tuoi baci frementi
– sono tua

Nell’immenso tramonto di fuoco
mi prendi
mi perdo

Perché
di te, la sera
mi lacrimano gli occhi

Mentre ascolto lo sciabordio del cuore

…Al ricordo si appiglia


di Angela Ragusa

…forse nulla pensavan le stelle,
forse niente vedevan dall’alto…
solo ombre dalla forme gemelle
solo notte colore cobalto…
Mostra tutto
ma nella spiaggia si consumava
un amore appena sbocciato
lontano da chi domandava
come quel fuoco fosse avvampato…

Unite le labbra,avvinte da baci.
nulla interruppe il magico afflato…
dolci carezze,teneri abbracci
per un momento ormai già passato…

…e di quel sogno che ancor non si è spento
resta il suono di una conghiglia,
all orecchio la porto e quel che io sento
è come al ricordo dolcemente si appiglia…

“Rima baciata”


di Angela Ragusa

…chissa cosa pensavan le stelle
di noi, a trovar le parole più belle…
per dire a nostri cuori impazziti
quanto coi sensi eravamo riusciti,
a provar sensazioni invadenti
immense come astri cadenti…

Chissà quanta invidia sentivan
quelle stelle che dal cielo assistevan
ai nostri baci sbocciati
sotto un manto dai colori incantati,
sulla sabbia che di diurno tepore
accoglieva il nostro sfrontato fervore

Ora che il tempo è passato
e che le stelle hanno dimenticato
resta il suono di una conchiglia
a cui il ricordo soltanto si appiglia….

…all’ orecchio la porto e ancor sento
quanto quel sogno ancor non si è spento.

Favara (AG): dietrofont del Sindaco. Ritornano baci e abbracci nei funerali


Il sindaco di Favara Domenico Russello fa dietrofront.

Dopo aver suscitato enorme clamore, fino alla ribalta nazionale, con l’incredibile decisione di vietare “baci e abbracci” nei funerali, adducendo a scusante la pandemia H1N1 cosidetta del virus A, a distanza di due mesi, il sindaco Domenico Russello ritorna sui propri passi.

Il sottoscritto, come argomentato su Favela Favara Report & News di novembre 2009, ha subito espresso enormi perplessità in merito sostenendo che tra le tante regole violate a Favara questa sarebbe stata quella più disattesa. Ed è stato così. I fatti parlano. Si ritorna come prima, con qualche eccezione, ma la sostanza è quella. Baci e abbracci ritornano ad essere parte essenziale ed integrante del culto dei funerali a Favara.

Il resto è dettaglio. Così succede a Favara.

“Un anno d’amore”


Mina – 1967

Si può finire qui
ma tu davvero puoi
buttare via così
un anno d’amore
se adesso te ne vai
da domani saprai
un giorno com’è lungo e vuoto senza me.
E di notte
e di notte
per non sentirti solo
ricorderai
i tuoi giorni felici
ricorderai
tutti quanti i miei baci
e capirai
in un solo momento
cosa vuol dire
un anno d’amore
cosa vuol dire
un anno d’amore.
Lo so non servirà
e tu mi lascerai
ma dimmi, tu lo sai
che cosa perdiamo
se adesso te ne vai
non le ritroverai
le cose conosciute
vissute
con me.
E di notte
e di notte
per non sentirti solo
ricorderai
i tuoi giorni felici
ricorderai
tutti quanti i miei baci
e capirai
in un solo momento
cosa vuol dire
un anno d’amore
cosa vuol dire
un anno d’amore.
E capirai
in un solo momento
cosa vuol dire
un anno d’amore
cosa vuol dire
un anno d’amore.

http://www.youtube.com/watch?v=3SmA7x7AQl4