Washington: coppie gay da oggi saranno unite in matrimonio


Washington apre le sue porte alle coppie gay e lesbo, da oggi, 3 marzo,  si potranno sposare. I futuri “mariti e mogli” dello stesso sesso hanno in programma di mettersi in coda davanti allo sportello matrimoni alla sua apertura, alle 8.30 del mattino locali (le 14.30 in Italia), e sono attese – secondo le autorità – almeno 200 persone.

Già alle 7.15 c’erano delle persone in attesa nel palazzo del tribunale Moultrie, dove si trova l’ufficio, a pochi isolati dal Campidoglio. Le primissime in fila sono Sinjoyla Townsend, 41 anni, e la sua compagna da 12 anni Angelisa Young, 47, arrivate poco dopo le 6 del mattino. «E’ come svegliarsi il giorno di Natale», ha commentato Young.

Intanto a Buenos Aires è stato celebrato oggi il primo matrimonio gay. E’ la prima volta che accade nella capitale argentina. A dicembre un’altra coppia di uomini si era unita in matrimonio nella Terra del Fuoco. Nel caso di oggi è stato un giudice a disporre che il municipio dovesse sposarli.

Il governatore di Buenos Aires Mauricio Macri, nonostante le pressioni della Chiesa, non ha presentato alcun ricorso. Il quotidiano ‘Clarin’ ha parlato di ‘giornata storica’.

da www.blitzquotidiano.it

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Messico: la capitale apre alle nozze gay


Città del Messico è da oggi la prima città dell’America Latina ad aver approvato il matrimonio tra omosessuali: è il risultato di una serie di cambiamenti nel codice civile approvato dall’assemblea legislativa della megalopoli latinoamericana. Con 39 voti a favore, 20 contro e 5 astensioni, la ‘Asemblea legislativa’ della capitale ha dato via libera alle modifiche nella normativa, dopo quanto deciso nel 2007, quando la stessa assemblea approvò le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Nel mondo, solo alcun Paesi (Belgio, Canada, Spagna, Norvegia, Sudafrica, Svezia e Olanda) permettono i matrimoni omosessuali, oltre che alcune città degli Stati Uniti, ricordano i media locali.

I cambiamenti approvati oggi devono ancora avere il via libera dell’esecutivo della città e non contemplano d’altra parte l’adozione di figli da parte di coppie dello stesso sesso, aggiungono i media sottolineando la forte opposizione a quanto deciso dai legislatori da parte della Chiesa cattolica messicana. Commentando il voto di oggi, il promotore dell’iniziativa, il deputato David Razù, ha precisato che “ogni uomo e donna ha diritto di sposarsi liberamente, senza alcuna restrizione sulla base del proprio orientamento sessuale”. “Per molti secoli – ha aggiunto – leggi ingiuste hanno proibito i matrimoni tra bianchi e neri, o tra indios ed europei. Ora tutte queste barriere non ci sono più, e rimane in piedi un unico ostacolo: proprio quello contro il quale abbiamo votato oggi”. Del tema di matrimoni tra omosessuali si è parlato negli ultimi giorni anche in un’altra grande capitale latinoamericana, Buenos Aires, dove lo scorso primo dicembre erano in programma quelle che sarebbero state le prime nozze gay dell’intero continente. La cerimonia tra Alex Freyre e José Maria Di Bello é però saltata all’ultimo momento, dopo l’intervento della magistratura locale, che ha accolto il ricorso di un privato cittadino. In questi ultimi giorni, gli attivisti gay hanno lanciato in Argentina una campagna proprio per superare gli ostacoli posti dalla giustizia, e permettere così il matrimonio tra omosessuali.

fonte ANSA

Argentina: sospeso il primo matrimonio gay


gay-freyre-dibelloL’autorità giudiziaria dell’ ha ordinato la sospensione del primo matrimonio gay nel Paese, previsto per domani.

A sposarsi dovevano essere e , che avevano scelto come data delle nozze il primo giorno di dicembre, giornata mondiale per la lotta contro l’Aids.

La sospensione dell’evento è stata ordinata dalla giudice Marta Alsina, a seguito della presentazione di un ricorso presentato da un privato cittadino.

da www.blitzquotidiano.it

Argentina, una trans è la “donna dell’anno”


Marcela Romero  
Una transessuale, di 54 anni, è stata scelta come “donna dell’anno” dalla Commissione per la famiglia e l’infanzia della Camera dei deputati per la sua lunga lotta affinchè «vengano abolite le leggi che criminalizzano i travestiti», come ha specificato la presidente dell’organismo.

 Romero, che fin da giovane è stata incarcerata più volte e che ha effettuato il cambio di sesso nel 1983 in Cile, ha prevalso in una rosa di 12 donne, tra le quali una scrittrice ed una che si occupa di diritti umani.

 Nel corso della cerimonia, in cui le è stato consegnato il relativo diploma, la transessuale ha mostrato il suo documento di identità che ha ottenuto dopo una decina d’anni di peripezie giudiziarie, in cui ha subito, come ha raccontato, ogni sorta di umiliazioni.

 Romero che, tra l’altro, si reca spesso con alcune compagne nelle ‘zone rosse’ di Buenos Aires per distribuire preservativi e volantini informativi ai travestiti, ha colto l’occasione per chiedere l’approvazione di un progetto di legge, che prevede che e travestiti ottengano il documento di identità con il nome di donna, senza dover effettuare il cambio di sesso.

 da www.blitzquotidiano.it