Filastrocche e limericks…


di Daniela Domenici

Non si finisce mai di imparare…

Ieri, grazie a un bambino di 11 anni di nome Nicolas che è passato da questo mio sito in cerca di limericks per un compito di scuola, ho acquisito una nuova informazione: cosa sono esattamente i limericks che io, fino a ieri, credevo fosse il termine per tradurre in inglese filastrocche…ma non è così e ora so cosa sono e quanto sia difficile crearli seguendo le regole esatte !!!

Ringrazio Nicolas per avermi regalato questo nuovo input di conoscenza che sto approfondendo e mi scuso con i gentili lettori se, fino a ieri, nei titoli delle mie filastrocche ho usato impropriamente il termine “limerick”come traduzione di “filastrocca”.

Annunci

Ricordare e apprendere: un conflitto da mediare


di Monica Maiorano

ricordare e apprendereUn grande poeta, Mario Luzi, un giorno disse:  “Noi siamo quello che ricordiamo, il racconto è ricordo e ricordo è vivere”.

Ricordare eventi, emozioni, informazioni sembra un processo scontato, un qualcosa che avviene automaticamente in ognuno di noi.

In realtà, la memoria e l’apprendimento sono due fenomeni complessi strettamente connessi, non può esservi memoria se non vi è stata, precedentemente, un’esperienza e quindi un apprendimento così come non può esservi apprendimento senza possibilità di memoria. Eppure questi due fenomeni entrano perennemente in conflitto.

Una ricerca scientifica pubblicata su PLoS Biology ha evidenziato che, fortunatamente, il cervello è in grado di regolare il conflitto che si genera tra ricordare il vecchio e immagazzinare il nuovo.

Comportamenti sociali abituali dell’uomo, come una semplice conversazione, generano questa conflittualità cerebrale perché mentre acquisiamo le nuove informazioni dal nostro interlocutore, il cervello si attiva per reperirne delle vecchie ed elaborare la nostra risposta nella conversazione.

Uno studio condotto dal centro di neuroscienze dell’Istituto Swammerdam dell’Università di Amsterdam in collaborazione con la Duke University del North Carolina, ha scoperto che esiste un “mediatore” che risolve il conflitto, attivando rapidamente l’una o l’altra funzione.

Un gruppo di giovani sono stati sottoposti ad un esperimento: su uno schermo scorrevano una serie di parole, i partecipanti dovevano rapidamente ricordare se avevano studiato in precedenza tali parole o meno. Contemporaneamente sullo sfondo dello schermo apparivano delle immagini colorate. L’attività del loro cervello è stata monitorata attraverso una risonanza magnetica funzionale. Successivamente è stato chiesto loro, a sorpresa, di ricordare le immagini.

E’ emerso che risultava più difficile imparare a riconoscere le immagini se allo stesso tempo si è impegnati nel ricordare una parola. E’ stato anche notato che se si dimentica la parola diventa più facile apprendere l’immagine. Questo dimostra che quando si recuperano ricordi è come se l’attività del cervello collegata all’apprendimento si disattivasse.

Nonostante questa evidente competizione tra memoria e apprendimento, si è osservato che alcune persone riuscivano comunque ad apprendere e a ricordare allo stesso tempo per cui si è pensato che esistesse una regione del cervello attiva sia durante l’apprendimento che durante il ricordo.

Secondo gli scienziati questa regione è situata nella parte frontale sinistra del cervello e permette il passaggio rapido dall’una all’altra funzione.

Particolarmente importante è stato scoprire che questa regione è risultata coinvolta in modo specifico in quelle persone che mostravano una soppressione minima della capacità di apprendere per cui in queste persone la competizione fra ricordo e apprendimento è minore rispetto agli altri riuscendo ad apprendere e ricordare quasi contemporaneamente.

Non solo, nei pazienti in cui è danneggiata c’è difficoltà ad adattarsi rapidamente a nuove situazioni come spesso risulta nelle persone anziane o in una serie di disturbi dell’impulsività, compulsività e nel disturbo ossessivo.

E’ importante dunque continuare negli studi per comprendere e scoprire se questa sorta di “mediatore del conflitto” può essere migliorato in qualche modo, per migliorare la qualità di vita di molte persone.

Fonte: Repubblica.it