“Tu non puoi sapere”


di Tiziana Mignosa

( Sulle note di “Life Circle” di G. Webb)

No

tu non puoi sapere

quanto grande ancora sia l’amaro smarrimento

come allora gocciola

sul dono impacchettato coi fogli del tormento.

Credi, credi di conoscere l’intensità

degli umidi perché spaiati

come se ad una ad una avessi pesato ogni lacrima versata

come se avessi raccolto nella pozza nera

ogni singolo singhiozzo che straziava l’anima.

Ma tu non c’eri

no, non puoi sapere

eppure

quando il tuo presente indietro porti

su quell’erba calpestata e strappata al sole

pensi ancora di conoscere

l’esatta pesantezza dei tuoi passi folli.

Ora, ora che davanti allo specchio

la tua coscienza incontri

e col tuo sguardo spento

 ti ritrovi a rovistare

tra le parole dette e quelle pensate

 adesso

adesso che l’inverno ha perso il suo cappotto caldo

e al sole torni

al suo tepore buono

e a quella fionda che l’ha colpito al cuore.

No

non puoi sapere

tu non puoi neanche immaginare …

ma adesso è tardi

è troppo tardi anche solo per pensare.

L’attesa


di Tiziana Mignosa
A volte amo
quelle rughe che odio
quand’è la voce del riflesso
a parlarmi del tempo
quand’è l’attesa
la protagonista solitaria
del caos che gonfia i vuoti
di parole vane.

Rumori
suoni
e colori accesi
che riempiono
e colmano
per non udire
il grido straziante
del silenzio.

Amo
a volte
quei segni che odio
indelebili tracce
che di plumbeo vestono
l’effimera grazia.

Sfuggono
i desideri
m’aleggiano intorno
come anime beffarde
senza corpo
gridano ai rimpianti
di sterile attesa
che si consumano
vergini
nel tempo.

A volte amo
quelle rughe che odio
quando mi giro indietro
sui sassi di sangue e sudore
che scivolano giù
tra le pieghe consumate dell’anima
tra graffi e strappi al cuore

e m’accorgo

di quel sorriso delicato
che con amore asciuga
le mie stanche lacrime
e mi porta a pensare
che nulla più m’importa
nulla
neanche d’aspettare.

“Per amore ho scordato l’amore”


di Maria Grazia Vai

Ispirata da questa bellissima scultura di Lido Di Lupo

Ascoltando “Nights of silk and tears “ di Ernesto Cortazar
Troppa memoria dei dolori passati
rumoreggia tra il cuore e le stelle
Sono ricordi smarriti,

senza cornice e senza tempo

E camminano scalzi
Sopra i ciottoli dell’anima
dove muore anche l’eco del vento

Sono frammenti che non raccolgo
Resteranno conficcati
tra le ciglia e il respiro

Per amore ho scordato il mio amore
col fiato contro,
e le mani arrese

Perché l’Amore è fatto di te
e non c’è cuore che lo contenga
E non c’è luogo che lo trattenga.

Solo ricordi,
sospesi
tra le mie labbra, il tuo sorriso

e l’immensità del cielo

Lo spirito e l’anima


di O. M. Aivanhov

“Lo spirito e l’anima sono in noi le manifestazioni dei due
principi cosmici, maschile e femminile. Lo spirito rappresenta il
fuoco, e l’anima rappresenta la luce. L’anima ha fame, lo spirito
ha sete, e ciascuno di essi si nutre dell’elemento che gli è
complementare. L’anima, che è femminile, aspira a nutrirsi del
principio maschile: mangia il fuoco; e lo spirito, che è
maschile, ha bisogno di nutrirsi del principio femminile: beve la
luce.
Così come il principio maschile genera il principio femminile, è
il fuoco che genera la luce. La luce è una manifestazione,
un’emanazione del fuoco. Il fuoco che voi accendete si accompagna
sempre alla luce, e più i materiali che alimentano il fuoco sono
puri, più la luce è sottile e chiara.”

“Veli fruscianti”


di Angela Ragusa

Non c’è buio ,
non c’è silenzio
dove io non possa
vedere o sentire
i miei pensieri scorrermi addosso.
E ne faccio musica,
ne faccio luce ,
ne faccio compagnia a me stessa…

Piccoli inesauribili semi
del giardino della mia anima,
chiusi nell’universo di un pugno
pronti a sbocciare alle carezze
di veli fruscianti
e divenire creature
tra pieghe dispiegate
di vesti di fata

“Frastuono di ali”


di Angela Ragusa

Sento frastuono di sogni
in questo mio divagare da vagabondo
sempre attento e attonito di fronte
a quanto ,spesso, le strade della vita
si aprono a imprevisti bagliori
che, filtrando dai timori e dalle incertezze ,
svelano inimmaginabili sentieri …

Quanti fuochi,quanta passione,quanto patire…

Sento frastuono di ali,le mie…
ali di piombo,fortificate.
giammai cadranno da questo divenire
lasciando me e la mia anima
perennemente in volo.

“Anelito d’amore”


di Angela Ragusa

Tappeto di palpiti, il cuore mio…

I tuoi passi ,lenti e delicati,
sovrastano rosso scarlatto
che illumina il mio viso
e dentro, mi cammini dolcemente
come un “adagio” che prende forma
tra delicate mani d’ artista…

Soffiami l’anima
come polline che svolazza
ora che primavera risveglia
ogni emozione.

Lascia che io fiorisca ai tuoi piedi
e manto di corolle, ricoprirò le tue carezze…

Dolci gocce di rugiada ,
i tuoi sguardi nascosti.
disseteranno di me
ogni anelito d’amore.