E’ morta Elvira Sellerio, la signora dei libri


di Roberto Puglisi

Elvira Sellerio è morta. Aveva un nome immenso da pietra angolare, non da semplice e fallibile essere umano, anche se era – dicono – una donna umanissima, scorbutica e dolcissima, capace di tenere in sè anime distinte e separate, come talvolta riesce a certi prodigiosi romanzieri che solo nell’ultima pagina azzeccano la sintesi del gran finale. Elvira – la chiamiamo così, col tu che si deve ai grandi,  pur senza averla conosciuta personalmente – ha già guadagnato la sua eternità, ricadendo come parola e corpo negli scaffali delle librerie, con la sua opera inimitabile e unica, da pioniera delle luce studiata dei volumi. Alla fine si è consunta, come tutti,  e ha lasciato il suo corpo di fragile carne. Ma non è un libro strappato, il resoconto della sua vita. E’ un libro che si chiude con un fruscio di pace.

Ogni cosa ebbe inizio con una scelta valorosa, riferiscono le cronache. Un percorso mantenuto stabile, attraverso marosi e scogli impervi. Elvira lasciò un impiego per investire la liquidazione da pensionata nella casa editrice che nacque quando il ‘69 stava già per diventare Settanta. Lo scoglio più duro, la crisi matrimoniale. Ripercorreva la Signora, intervistata da Chiara Dino di “Repubblica, nel 2001: “In quel periodo, sentivo che mio marito Enzo cominciava a essere insofferente, ad annoiarsi. Ho pensato che mollare col mio lavoro e investire le mie energie in un progetto come quello della casa editrice ci avrebbe in qualche modo riavvicinati”. Nel ‘79 la rottura del matrimonio e la scissione della casa editrice.

Elvira Sellerio ha lasciato che sbocciassero tra le sue mani i fiori pù rigogliosi dell’editoria siciliana, che sarebbero diventati i papaveri rossi della letteratura internazionale. Dai locali del buon ritiro in via Siracusa, sono passati gli insegnamenti tersi e crudeli di Leonardo Sciascia, i ricami barocchi e immortali di Gesualdo Bufalino, l’ironia siculo-europea di Andrea Camilleri. Erano, insieme, un infinito antidoto di bellezza e di intelligenza contro il ciarpame, contro i fiori del male della rassegnazione.  Eppure, coloro che hanno vissuto al fianco della Signora dei libri raccontano della sua passione per ogni pezzo di carta, per ogni nuovo autore, per ogni pietruzza insignificante della storia della parola. L’affetto di una levatrice per la nascita, la pazienza delle dita che prendono in consegna il respiro, il soffio vitale, e l’accompagnano nel corso della crescita. Ancora, la gioia di chi cerca nella meraviglia il riscatto della decadenza quotidiana, una strada colorata e diversa. E noi ringraziamo la Dama dai capelli candidi per averci offerto un altro sentiero, un’alternativa, una cima di robusti e solidali caratteri tipografici, un cammino pieno di portentose molliche di pane. Non è mai stata una fuga.

In quell’intervista a “Repubblica”, la Signora Elvira svelava di sè: “Lavorare con me non è facile. Sono una persona umorale e ho un brutto carattere”. Ogni durezza le è stata rimessa. Ogni asperità è stata levigata e riposta nello scaffale adatto a contenerla. Il lume della parola scritta è dono incommensurabile e resta tale, nell’atto della chiusura degli occhi che sfortunatamente non somigliano ai libri, perché non possiedono la loro impareggiabile virtù. Nessuno può riaprirli. Nessuno può ricominciare. Dopo l’ultima pagina non è concesso il ritorno alla prima. Nemmeno per disperato e instancabile amore.

I funerali di Elvira Sellerio si svolgeranno giovedì alle 11 nella chiesa di Santo Espedito, a Palermo. Lo hanno reso noto i familiari.

da http://www.livesicilia.it

Canicattì è il set per “La scomparsa di Patò”, film tratto dal libro Camilleri


Primo ciak dopodomani a Canicattì, in provincia di Agrigento, del film “La scomparsa di Patò” tratto dal libro di Andrea Camilleri.

In città sono arrivati scenografi e tecnici per allestire le scene degli interni. Tre le location scelte dallo staff del film: due palazzi dell’800, nel centro storico di Canicattì e un palazzo comunale che non ospita più uffici. Le riprese cominceranno lunedì per concludersi venerdì prossimo.

Numerose le comparse locali. Nel cast: Neri Marcorè nel ruolo del protagonista Patò, Nino Frassica, Maurizio Casagrande, Alessandra Mortelliti, Gilberto Idonea, FlavioBucci, Simona Marchini, Danilo Formaggia e Roberto Herlitzka. La regia è di Rocco Mortelliti, genero di Camilleri, che con Maurizio Nichetti e lo scrittore ha lavorato alla sceneggiaturadel film.

Le scene sono firmate da Biagio Fersini e la fotografia da Tommaso Borgstrom. Il film, prodotto da ”13 Dicembre” con il contributo dell’assessorato regionale ai Beni Culturali, sarà girato tutto in provincia di Agrigento con set anche a Naro, Porto Empedocle e nel capoluogo.

da www.agrigento.blogsicilia.it

“Bandiera Verde Agricoltura 2009”: domani verrà premiato lo scrittore Andrea Camilleri


bandieraverde-200E’ lo scrittore Andrea Camilleri uno dei premiati di “Bandiera Verde Agricoltura 2009″, che verrà consegnato domani mattina a Roma, presso la “Residenza di Ripetta”. Il premio, promosso dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, viene conferito ad aziende, territori e personalità che si sono particolarmente distinte nell’ agricoltura sostenibile, nel recupero di tradizioni, nell’innovazione, nell’originalità e nell’ingegno.

La motivazione del riconoscimento allo scrittore Andrea Camilleri risiede “nelle continue ‘immersioni’ del Suo Commissario Montalbano nell’enogastronomia tradizionale e di qualità che rappresentano uno straordinario contributo alla salvaguardia, alla valorizzazione e alla diffusione della conoscenza dell’impareggiabile scrigno di sapori, storia e territori del nostro Paese. Al contempo l’attenzione al cibo, la ricerca di prodotti particolari fanno del Commissario Montalbano e quindi del Suo geniale creatore, un testimone d’eccezione della sapienza e dell’insostituibile attività che gli agricoltori svolgono nella produzione di materie prime, nella tipicità e nella costruzione del paesaggio italiano. Andrea Camilleri è un patrimonio immenso come gli agricoltori e crea un’ immagine positiva del nostro Paese nel Mondo”.

Lo scrittore siciliano, che si è detto felice per questo riconoscimento, ha fatto sapere che sarà presente domani alla cerimonia di premiazione.

da www.newsfood.com

Libri: Andrea Camilleri racconta “Un onorevole siciliano”


leonardo sciascia‘Un onorevole siciliano. Le interpellanze parlamentari di Leonardo Sciascia’ e’ il libro di Andrea Camilleri per la Bompiani. L’autore racconta l’esperienza parlamentare di Leonardo Sciascia, attraverso le interrogazioni che lo scrittore di Racalmuto presento’, dalle file del partito radicale, tra il 15 dicembre 1979 e il 31 gennaio 1983. Camilleri, che a Sciascia fu legato da consuetudine e amicizia, ne mette in luce la passione politica autentica; la lucidita’, l’approccio mai ideologico ma sempre ancorato a una analisi dei fatti acuta e spietata, comunque sempre scomoda e insofferente al potere.

Gli argomenti di queste interrogazioni sono di estrema attualita’, allora come oggi; i casi di cronaca affrontati sono tuttora ferite aperte: la mafia, l’uccisione del magistrato Ciaccio Montalto, il caso Pecorelli, il petrolio, l’uso delle armi da parte delle forze dell’ordine. Dalla voce di Andrea Camilleri, e dagli interventi di Sciascia emerge, insomma, un ritratto impietoso di un’Italia incapace di fare i conti con il proprio passato; e colpevolmente sorda alle parole di chi, con tutto il rigore della ragione, dimostrava di amarla.

fonte adnkronos Continua a leggere