Dagli scout progetti per migliorare l’ambiente


Il presidente del Consiglio riceve i progetti per migliorare l’ambiente dagli scout di tutta la Sicilia‏

E’ avvenuta ieri mattina al Santuario della Madonnina delle Lacrime di Siracusa la consegna dei progetti per migliorare il proprio ambiente che lupetti e coccinelle provenienti da tutta la Sicilia hanno elaborato durante i tre giorni in cui sono stati ospiti della scuola media “Costanzo” a Siracusa nel corso di un incontro regionale di cui il comune capoluogo è stato protagonista. Ottocento piccoli scout, dopo un lavoro intenso volto ad analizzare il contesto delle proprie città e proporre un’idea per renderle più pulite e vivibili, si sono incontrati per la Santa Messa presso il santuario mariano e poco prima hanno avuto la visita del Presidente del Consiglio provinciale, Michele Mangiafico, cui hanno spiegato e consegnato le loro idee, ricevendo in cambio l’invito a considerare l’ambiente in cui viviamo come un “prestito” e non come un “eredità” da consumare a nostro piacimento. Con l’assistenza spirituale di Don Santino Fortunato, la mattina è poi continuata con la Santa Messa.

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Da Augusta: il mercato delle vacche


di Enzo Inzolia

  “Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui “                            (E. Pound)

 Forum bovarium, foro boario: così i Romani chiamavano il luogo, rigorosamente tenuto fuori della cinta urbana proprio a causa della naturale sporcizia, in cui aveva luogo il mercato delle vacche; in questi giorni se ne aperto uno ad Augusta.

Dimentico ed incurante degli impegni solennemente sottoscritti con gli elettori durante la campagna elettorale, dimentico ed incurante del dovere di lealtà verso gli stessi elettori che lo hanno gratificato del consenso proprio in virtù di quegli impegni e della squadra di assessori che allora furono sottoposti al loro giudizio, il sindaco dichiara sulla stampa e lo proclama ai quattro venti che finora ha scherzato, che non era niente vero.

Oddio, ovviamente da navigato politico il sindaco non si è espresso in questi termini; ha parlato di fase uno e di fase due, ma il significato è lo stesso: tutto quanto aveva detto, proposto e promesso era solo una colossale balla, un’altra delle tantissime colossali balle della sua politica.

La verità è che Carrubba non vuole confessare, oltre alla sua ormai arcinota incapacità di coerenza e di mantenimento della parola data ai cittadini, il totale fallimento di sette (diconsi sette) anni di guida della civica amministrazione; così come non vuole confessare che la sua unica speranza in un futuro politico risiede nella conservazione ad ogni costo della poltrona.

Ecco perché è stato aperto il mercato delle vacche: da una parte l’offerta di prebende, piccole o grandi ma sempre appetibili specie per i tanti lupi che si aggirano famelici sulla scena politica cittadina; dall’altra la profferta delle proprie squallide prestazioni ad opera di personaggi a tutto disposti e disponibili pur di accaparrarsi una poltrona, uno sgabello o uno strapuntino della scassatissima e moribonda diligenza a cui il più che trentennale sistema di gestione del potere da parte della sinistra ha ridotto la nostra Augusta.

A nessuno, da una parte e dall’altra, importa alcunché dello sfascio dell’amministrazione e men che meno dell’immenso degrado della Città; cianciano di “amministrazione elettorale” e di “amministrazione politica”, usano ed useranno paroloni altisonanti per confondere le idee dei cittadini, per creare una densa  cortina fumogena dietro la quale nascondere i propri maneggi non sempre esattamente trasparenti.

A nessuno importa di riparare le strade né di creare i parcheggi che, insieme al rafforzamento dei servizi pubblici, snellirebbero il traffico salvaguardando l’ambiente; a nessuno importa di riavviare l’economia cittadina; a nessuno importa di ridurre l’enorme debito comunale; a nessuno importa di porre mano alla riqualificazione e all’ammodernamento dei servizi offerti dall’amministrazione; a nessuno importa della pulizia della Città e ancor meno di eliminare le centinaia di cani randagi che attentano all’incolumità degli Augustani; e scusate se è poco!

E per di più ci sono anche anime pure ed ingenue (il riferimento non casuale è diretto a Rifondazione Comunista) che erano pronte a sostenere -disinteressatamente, è ovvio, e per spirito di servizio- che sviolinavano il sindaco pronte a sostenerlo salvo a doversi ricredere; sa tanto di volpe che non riesce a raggiungere l’uva e si lamenta perché è agra!

E’ il sistema che deve essere sconfitto; un sistema di sinistra di gestione del potere; un sistema di cui il sindaco in carica è l’ultimo interprete.

E’ per questo che, avendo manifestamente e  miseramente fallito, Carrubba deve dimettersi (sempre che abbia un minimo di senso della responsabilità) affinchè Augusta possa rinascere ed avere un futuro.                                           

                                                                                                                                      nzo

Ambiente: Verbania capitale della sostenibilità


prov di verbaniaVince la classifica di Legambiente davanti a Belluno e Parma. Male il Sud, Catania maglia nera

E’ un’Italia più tartaruga che lepre quella delle città italiane, dove si registra una battuta d’arresto nelle politiche ambientali urbane e una scarsa agilità nello sfruttare le opportunità, anche economiche, offerte da una più attenta e lungimirante gestione dei rifiuti, della mobilità, dell’energia. E’ scarsamente attrattivo il trasporto pubblico (gli abitanti dei capoluoghi, in media, fanno solo un viaggio e mezzo a settimana su autobus, tram e metropolitane), le isole pedonali sono praticamente immutate da un anno all’altro (0,35 mq per abitante), le zone a traffico limitato si sono rimpicciolite (da 2,38 mq per abitante dello scorso anno ai 2,08 attuali), la congestione da quattroruote è identica (circa 64 auto ogni 100 abitanti), mentre sale solo dell’1% l’efficienza della depurazione (dall’88% all’89%), e il parametro migliore alla fine è quello della raccolta differenziata: un +2,79% che però lascia l’insieme delle città ferme al 27,19%, lontano, quindi, dal 50% che andrebbe assicurato entro il 2009.

In questo scenario statico spiccano le performance di Verbania, Belluno, Parma, Bolzano e Siena, che occupano i primi cinque posti della classifica, così come risaltano, stavolta in negativo, gli eco-risultati di Catania, Crotone, Agrigento, Frosinone e Caltanissetta, adagiate sul fondo della graduatoria.

Questi in sintesi i risultati della XVI edizione di Ecosistema Urbano di Legambiente, rapporto annuale realizzato con la collaborazione scientifica di Ambiente Italia e il contributo editoriale de Il Sole 24 ore.  CLICCA QUI PER VEDERE LA GRADUATORIA FINALE.

La ricerca vede primeggiare ancora una volta solo comuni del centro-nord, mentre il Meridione resta ancora indietro, anche se qualche municipio inizia a muoversi: tra i primi 42 classificati di quest’anno troviamo, infatti, quattro comuni del Sud: Salerno (34ª), Campobasso (39ª), Potenza (40ª) e Matera (42ª). In generale, tuttavia, il fondo della graduatoria rimane monopolio del Mezzogiorno, con qualche new entry negativa anche dal Nord, come la lombarda Como (86ª) o la ligure Imperia (87ª). Nelle ultime venti posizioni sono rappresentate ben otto regioni italiane, ma è la Sicilia la maglia nera: tutti e nove i capoluoghi di provincia sono, infatti, piazzati in fondo. Seguono Calabria e Lazio con tre città ognuna, poi con un capoluogo ciascuno Sardegna, Molise, Liguria, Lombardia e Campania con Napoli che si piazza 89ª (era 88ª lo scorso anno).

 Seppur in un contesto generalmente statico, tra i capoluoghi di provincia possiamo distinguere città lepre, formica o gazzella. Tra le lepri compaiono sicuramente Verbania e Novara che, con percentuali di raccolta differenziata superiori al 70%, hanno già raggiunto con netto anticipo l’obiettivo del 65% fissato per il 2012 dal decreto sul recupero dei rifiuti. A questa coppia si aggiungerà, probabilmente tra pochi mesi, Salerno, che lanciando il porta a porta è riuscita, prima città del Sud, a inaugurare una gestione della spazzatura efficace e sostenibile. E leste nell’avviare un ciclo virtuoso in questo campo sono state anche Asti, Belluno, Rovigo, Gorizia, Lecco, Trento, Bergamo, Treviso, Alessandria, Biella (tutte sopra il 50% di raccolta differenziata, il target da conquistare entro la fine di quest’anno). Ci sono, poi città, che come formiche hanno saputo costruire, nel tempo, zone a traffico limitato significative, sviluppato una buona mobilità ciclabile, organizzato un servizio di trasporto pubblico che – relativamente al dimensionamento del territorio comunale – offre discrete performance. Siena soprattutto, ma anche Mantova, Pisa, Verbania e Firenze hanno estese Ztl. Siena, stavolta insieme a Trento e Trieste, riappare anche tra i capoluoghi dove una buona percentuale di abitanti usa il trasporto pubblico. Mentre è tra Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte che si è sviluppata meglio una mobilità ciclistica, vera alternativa all’automobile per gli spostamenti in città: tra le migliori, in questo caso, compaiono le città di Reggio Emilia, Mantova, Lodi, Vercelli, Ravenna, Cuneo, Ferrara, Modena, Piacenza, Cremona e Forlì. Tutte con più di 20 metri equivalenti di ciclabile ogni 100 abitanti. Merita però una citazione anche Bari, prima città meridionale che, pur non fornendo prestazioni analoghe a quelle dei comuni citati, ha avviato un serio e articolato progetto per favorire gli spostamenti a pedali. E arriviamo alle gazzelle, agili nel promuovere lo sviluppo del solare termico o del fotovoltaico, come Siena o Cremona, o nel lanciare politiche locali di efficienza e risparmio energetico, come Terni, Rimini o Livorno.

L’altra faccia dell’Italia è quella delle tartarughe: quattro città siciliane, Messina, Catania, Palermo ed Enna che raccolgono in maniera differenziata un decimo di quello che dovrebbero. E da questa parte del Paese non mancano neanche le cicale, che cantano annunciando prodigiosi interventi antitraffico ma hanno un trasporto pubblico praticamente inesistente (Vibo Valentia, Crotone e Latina), zero zone a traffico limitato (una ventina di capoluoghi in tutto), una ciclabilità inesistente o ridotta all’osso (Napoli o Potenza ad esempio). Per non parlare poi delle città elefanti, legate a filo doppio alle fonti fossili (e qui l’elenco è lunghissimo).

“Non investire nella sostenibilità urbana produce un doppio danno, sia locale che globale – ha sottolineato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – nelle città infatti si concentrano le più alte percentuali delle emissioni inquinanti, dei consumi energetici e degli spostamenti: migliorando l’ecosistema urbano, quindi, si offre un ambiente migliore agli abitanti e, nello stesso tempo, si contribuisce alla riduzione dei gas climalteranti che stanno facendo salire la temperatura del pianeta. Proprio dai centri urbani, anzi, in vista del vertice di Copenaghen, potrebbe partire una sfida in tre settori determinanti: edilizia, mobilità e inversione dell’effetto “isola di calore”. Tre ambiti dove le  pubbliche amministrazioni e le imprese devono promuovere innovazione, sostenibilità, riduzione dei consumi e delle emissioni con il coinvolgimento della ricerca, degli urbanisti e, non ultimo, della gente comune, che già esprime questi nuovi bisogni ma, come testimonia anche quest’anno Ecosistema Urbano, troppo di rado trova risposte adeguate sul territorio”.

“Le città sono in sofferenza – ha aggiunto Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente – alle prese con numerosi problemi ambientali e una manutenzione che malagestione o risorse economiche sempre più risicate a disposizione delle amministrazioni locali rendono via via più problematica e carente  Eppure proprio i centri urbani, che sono tra i principali attori di un modello di sviluppo non sostenibile, sono i luoghi che possono governare direttamente il trasporto pubblico e la mobilità, che possono regolare coi loro piani il come, il dove e la qualità del costruire, che possono gestire al meglio le risorse energetiche, il ciclo dei rifiuti e quello dell’acqua, ridurre le emissioni di gas climalteranti e contrastare i cambiamenti climatici. Queste opportunità sono tutte nelle mani dei sindaci. Dovrebbero solo amministrare un po’ più da formiche e un po’ meno da cicale”.

Tornando ai risultati di Ecosistema Urbano di Legambiente, Verbania scala la classifica e dal 4° posto dello scorso anno si aggiudica il podio, grazie a significativi miglioramenti nelle medie del Pm10, nell’ottima percentuale di raccolta differenziata che la conferma leader in Italia con il 72,8% di rifiuti raccolti in modo specifico, nelle emissioni di CO2 per passeggero del trasporto pubblico, nei metri quadrati di zone limitate al traffico veicolare. Questi i punti forti a cui si aggiungono alcune buone conferme come quelle nei metri quadrati di isole pedonali e nelle certificazioni ambientali Iso 14001, per cui è seconda in Italia nella classifiche di settore. Il tutto, amalgamato con chiari passi avanti generali: dai consumi idrici alla percentuale di perdite della rete, ai passeggeri trasportati dagli autobus, ai consumi di carburanti.

Insieme alla prima classificata, Verbania, si confermano tra le migliori alcune delle città da anni habitué delle zone alte della classifica, come Belluno, vincitrice delle due precedenti edizioni e quest’anno al 2° posto, seguita da Parma (3ª),  Bolzano (4ª) e Trento (6ª). Tra i comuni entrati da un paio di edizioni tra le eccellenze, si confermano Siena (5ª), Savona (7ª), La Spezia (8ª), tutti capoluoghi di “provincia”, espressione in massima parte del nord del Paese. Tra le new entry nella decina migliore impressiona il salto in avanti di Gorizia, che dalla 39ª postazione dello scorso anno sale alla decima.

Catania, ultima in graduatoria, riassume quello che succede (o che non succede) in coda alla classifica. Il capoluogo etneo butta al vento il 50% dell’acqua potabile immessa in rete, depura un terzo dei suoi scarichi fognari, raccoglie in maniera differenziata il 3% della spazzatura, ha un alto tasso di motorizzazione, un mediocre trasporto pubblico, pochissime isole pedonali e scarse zone a traffico limitato.

Tra le quattro metropoli invece, Milano è la più alta in classifica (46ª). Il capoluogo lombardo migliora particolarmente nei viaggi per abitante all’anno su bus e metropolitane (sono 443 in media quest’anno, erano 415) e nelle emissioni di CO2 per passeggero del trasporto pubblico, più che dimezzate. La seconda delle metropoli è Roma, 62ª (70ª nella passata edizione) con un comportamento stabile, ma in lieve miglioramento negli indicatori dello smog e del trasporto pubblico. Per il resto, tuttavia, quasi tutti gli indici, segnano cattive o pessime prestazioni. A Torino, 77ª, diminuisce, lo spazio destinato ai pedoni e alle ztl, mentre aumentano i metri complessivi di suolo urbano destinati ai ciclisti (era 4,16 metri equiv./100 ab, sono ora 5,54). Napoli infine, sta sempre lì, in basso (89ª), a dimostrazione che i problemi storici di cui soffre la città non sono ancora risolti. Si muove un po’ la differenziata dei rifiuti, ma nel capoluogo partenopeo notiamo una desolazione quasi assoluta per quel che riguarda lo spazio a disposizione di pedoni, ciclisti e ztl, così come va poco oltre una collezioni di zeri negli indicatori riferibili alle energie rinnovabili.

Sul prossimo numero di Vita Non Profit Magazine, un ampio dossier dedicato proprio ai temi della sostenibilità. In edicola da venerdì 30 ottobre.

Il meglio e il peggio dell’Italia delle città

Ecco, sinteticamente, alcuni indicatori di Ecosistema Urbano di Legambiente e le performance urbane migliori e peggiori in questi parametri

Pm10 – (media annua in microgrammi/mc)

Le migliori: Siena (20,0), Campobasso (20,0), Imperia (20,6).

Le peggiori: Siracusa (53,2), Frosinone (51,7), Torino (50,8).

 

Dispersione rete idrica – Differenza tra acqua immessa e acqua consumata (%)

Le migliori: Cremona (9%), Vercelli (9%), Macerata (10%), Piacenza (10%), Milano (10%).
Le peggiori: Cosenza (67%), Potenza (58%), Gorizia (58%).

 

Capacità di depurazione acque fognarie

Le migliori: Vercelli (100%),Torino (100%), Taranto(100%), Sondrio(100%), Rieti (100%), Pescara (100%), Modena (100%), Lecce (100%), Foggia (100%), Campobasso* (100%), Cagliari (100%), Bolzano (100%), Aosta (100%), Brindisi (100%).

Le peggiori: Imperia (0%), Benevento (22%), Treviso (28%).

Raccolta differenziata dei rifiuti

Le migliori: Verbania (72,8%), Novara (71,9%), Asti (62,1%).

Le peggiori: Messina**(3,1%), Catania (3,5%), Palermo (4,3%).

Tasso di motorizzazione auto – Auto circolanti ogni 100 abitanti

Le migliori:Venezia (41), Genova (46), La Spezia (49).

Le peggiori: Aosta (208), Viterbo (75), Latina (73).

Isole pedonali – Estensione pro capite della superficie stradale pedonalizzata (mq/ab)

Le migliori: Venezia (4,87), Verbania (2,05), Terni (1,67).

Le peggiori: Viterbo, Trapani, Rovigo*, Rieti, Macerata, Brindisi (0,00).

 

Piste ciclabili – Indice ciclabilità, misura i metri equivalenti di piste ciclabili ogni 100 ab. (m_eq/100 ab).

Le migliori: Reggio Emilia (32,79), Mantova (28,33), Lodi (24,93).

Le peggiori: Viterbo, Vibo Valentia*, Teramo*, Potenza*, Nuoro, Napoli, L’Aquila* (0,00).

Verde urbano fruibile – Estensione pro capite di verde fruibile in area urbana (mq/ab)

Le migliori:Lucca (53,05), Modena (37,88), Prato (34,80).

Le peggiori: Trapani (0,71), Crotone (1,30), Siracusa (1,61).

 da www.vita.it

Feng Shui da… camera da letto di Luigi Mondo e Stefania Del Principe


feng shuiAria nuova in casa, anzi, in camera da letto… per dare una sferzata di energia alla sessualità. E non solo in senso figurato. Infatti, quella di cambiare spesso aria in casa e, nella fattispecie, in camera da letto è uno dei “precetti” del Feng Shui da alcova. Il Feng Shui è l’antica arte cinese per promuovere l’armonia e l’energia positiva nel proprio ambiente, favorendo la serenità, la salute, il benessere, le finanze, il lavoro e altro ancora. In questo caso, però, possiamo favorire la passione e l’armonia sotto le lenzuola. I consigli arrivano direttamente dall’Oriente e dagli esperti interpellati dal Times of India che, ricordano: affinché la vostra relazione sia perfetta, anche la camera da letto dev’essere in perfetta forma.

Proprio in camera da letto un buon Feng Shui promuove il flusso dell’energia sessuale ed è lo specchio dell’amore, del benessere e del relax. Attira verso sé e diventa un luogo in cui fa piacere restare o lasciarsi andare a passioni travolgenti. “Le relazioni possono essere trattate correggendo le energie della camera da letto, una stanza tutta pace, armonia, amore e passione. il Feng Shui migliora i rapporti e nel corso degli anni ho visto che le correzioni in questo senso hanno salvato parecchi matrimoni. Il segreto è curare l’ambiente nonché i colori e la posizione del letto. In realtà il look di una camera da letto mi dà un’immediata panoramica dello stato di un matrimonio o di un rapporto di coppia” confida l’esperto e maestro di Feng Shui, Mohan Deep.

Ma come fare per rendere la nostra camera da letto un tempio della passione? Così:
Aria pura: aprire spesso le finestre o usare un depuratore dell’aria di buona qualità per mantenere l’aria fresca e piena di ossigeno. Essere consapevoli della qualità dell’aria nella vostra camera da letto. Non si può avere un buon feng shui nella camera da letto se l’aria che si respira è viziata e piena di sostanze inquinanti. È importante sapete che le piante in camera da letto non sono un buon feng shui, a meno che la camera da letto non sia abbastanza grande e le piante si trovino lontano dal letto.

 

Effetti luce: ci devono essere diversi livelli di illuminazione nella vostra camera da letto. Si può anche utilizzare un interruttore dimmer per regolare la luce. Un’illuminazione adeguata è molto importante, perché la luce è una delle manifestazioni più forti di energia e un nutrimento per l’essere. Le candele sono la migliore illuminazione per la camera da letto feng shui, ma siate certi di acquistare candele atossiche.

Senza elettronica: lasciate perdere Tv, computer o game consolle nella vostra camera da letto. La buona energia feng shui è distrutta quando questi elementi sono presenti.

Colori: usate colori pastello per raggiungere un buon equilibrio feng shui. I colori giusti favoriscono il miglior flusso di energia per un sonno ristoratore, così come la salute sessuale. I migliori colori feng shui per la camera da letto sono considerati i cosiddetti “colori della pelle”, dal bianco pallido al cioccolato marrone intenso. Scegliete i colori all’interno di questa gamma, se volete dare il miglior tocco di armonia alla camera.

Immagini: sceglietele con saggezza, poiché emettono una potente energia feng shui. Il miglior consiglio è quello di scegliere le immagini di ciò che si vorrebbe vedere accadere nella propria vita. A meno che non vi piaccia essere tristi e solitari, non utilizzate immagini di situazioni di questo genere in  camera da letto.

Chiudere il mondo fuori: tenere tutte le porte delle stanze chiuse durante la notte, anche le porte dell’armadio, la porta del bagno o la porta della camera. Ciò consentirà un flusso migliore e più nutriente di energia per rafforzare la vostra salute generale, così come la salute del vostro rapporto.

Altri consigli spiccioli sono:
• Avere il letto facilmente raggiungibile da entrambi i lati;
• Avere due comodini (uno su ciascun lato);
• Evitare di aver letto in linea retta con la porta;
• Un letto bello e ben equilibrato è molto importante nella creazione di una camera da letto feng shui. Buon materasso, testata solida e materiali di alta qualità ottenuti da fibre naturali sono anche molto importanti per creare l’armonia energetica.