Nord contro Sud, sfida all’ultimo chilo


Si rinnova in Italia la sfida Nord contro Sud ma questa volta non sono le “buone pratiche” il criterio di contrapposizione ma i chili di ciccia. La singolare sfida si è accesa Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello Balsamo (Milano), e Nicola Cristaldi, suo collega di Mazara del Vallo (Trapani). Del Pd la prima, del Pdl il secondo ma entrambi sovrappeso. La notizia è dell’agenzia Adn Kronos che spiega l’iniziativa “Obesità in Comune”. I due sindaci, insieme a tre concittadini ciascuno (anch’essi sovrappeso) saranno impegnati per sette giorni – da venerdì scorso a giovedì prossimo – in una serie di attività che vanno dal nuoto ai giri in barca, dallo yoga alle passeggiate, a Polignano a Mare, a pochi chilometri da Bari. Tutto, ovviamente, accompagnato una rigida dieta. Vincerà chi fra i due gruppi, quello di Mazara e quello di Cinisello Balsamo, alla fine della settimana avrà perso più chili. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema del sovrappeso, promuovendo una campagna per un’alimentazione sana ed equilibrata ed educando i cittadini ad un corretto stile nutrizinale. In Italia, infatti, gli obesi sono raddoppiati negli ultimi anni toccando quota 5 milioni.

da www.livesicilia.it

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Perchè mangiare poco allunga la vita?


È da tempo noto che restrizioni e rinunce alla dieta diminuiscono gli effetti dell’invecchiamento e delle malattie, ma il meccanismo alla base di questo fenomeno era sconosciuto. Ora i ricercatori della Mount Sinai School of Medicine degli Stati Uniti hanno scoperto come le molecole del nostro organismo prendano parte al complesso processo che associa il mangiare di meno a una vita più lunga.

«Il nostro studio ha tentato di rispondere a una domanda particolare: perchè mangiare poco rallenta l’invecchiamento, mentre mangiare tanto accelera le malattie provocate dall’età avanzata?», ha detto Charles Mobbs, professore di neuroscienze e geriatria della Mount Sinai School of Medicine, e a capo dello studio pubblicato sulla rivista PLoS Biology. «La risposta, come abbiamo scoperto, potrebbe risiedere nello stress ossidativo causato dall’alimentazione», ha aggiunto. Una dieta a basse calorie, infatti, ridurrebbe l’impatto del metabolismo del glucosio, e di conseguenza lo stress ossidativo. Una dieta ipercalorica ha invece l’effetto opposto.

«Non ha importanza quale dieta si segue, se si riducono proteine, carboidrati o grassi», ha spiegato Mobbs. «Quello che conta – ha continuato – è la riduzione complessiva delle calorie. Poche calorie, infatti, promuovono un fattore di trascrizione chiamato CREB-binding protein (CBP). Questo fattore controlla l’attività dei geni responsabili delle funzioni cellulari e dell’invecchiamento delle cellule». Mobbs ritiene che, se si dovesse riuscire a sviluppare un farmaco che imita gli effetti di CBP sull’organismo, gli scienziati potrebbero anche allungare la vita dei pazienti riducendo lo stress ossidativo. «CBP può essere usato per prevedere la durata della vita, ed è il responsabile dell’80 per cento delle variazioni della durata di vita nei mammiferi», ha detto Mobbs. «Ridurre CBP del 10 per cento allungherebbe brevemente la vita, mentre ridurlo dell’80 per cento farebbe morire di fame l’individuo. Tutto sta nel trovare il giusto equilibrio», ha concluso.

da www.lastampa.it

I succhi di frutta fanno ingrassare


di Matteo Clerici

fruit juicesBuoni ma con un insidia. Nonostante il loro gradevole sapore, i succhi di frutta (come le altre bevande zuccherate) provocano un aumento di peso.

Questo è il risultato di una ricerca della Pennsylvania State University (Usa), guidata dalla dottoressa Laura Fiorito e pubblicata dal “American Journal of Cinical Nutrition”.

La dottoressa ed i suoi colleghi hanno lavorato con 166 volontari (bambine e ragazze dai 5 ed i 15 anni), osservandone abitudini alimentari, in particolare quali bevande venivano assunte.

Gli scienziati hanno così scoperto come se i gusti dei soggetti si concentravano su latte o su succhi di frutta al 100% e non zuccherati, il peso restava nella norma. Al contrario, se le giovani assumevano 1-2 bevande con zucchero al giorno erano caratterizzate da maggiori percentuali di grasso corporeo e più rilevanti probabilità di essere in sovrappeso rispetto alle coetanee che non raggiungevano tale quota.

Più precisamente, la dottoressa Fiorito spiega come la percentuale di la percentuale di ragazze in sovrappeso era del 39% tra quelle di 5 anni e del 32% tra quelle di 15 anni. Se invece si gustava una sola bibita zuccherata al giorno, la percentuale calava al 16% (5 anni) e 19% (15 anni).

Fonte:

Laura M. Fiorito, Michele Marini, Lori A. Francis, Helen Smiciklas-Wright, and Leann L. Birch, Beverage intake of girls at age 5 y predicts adiposity and weight status in childhood and adolescence, American Journal of Clinical Nutrition, Ottobre 2009

da www.newsfood.com

La piramide del sesso di Monica Maiorano


E’ innegabile che tra i piaceri della vita sesso e cibo occupano un posto privilegiato. Un’idea singolare, ma alquanto stuzzicante, viene da un periodico USA dedicato alla salute, il Self, che ha messo simpaticamente in relazione i due bisogni primordiali.

La caporedattrice della rivista, Caroline Shaefer e la sessuologa Logan Levkoff, partendo dal concetto che il sesso è una necessità come il cibo, suggeriscono che per ricavarne il maggior beneficio possibile occorre seguire delle regole “ dietetiche “ precise.

A tal proposito consigliano una “piramide del sesso” indicando tutti gli ingredienti necessari per avere il massimo godimento possibile e al contempo benefici per la salute e la relazione di coppia.

“Impegnarsi in tipi di rapporti sessuali differenti non solo combatte la noia ma soddisfa anche svariati bisogni fisici ed emozionali”, ha spiegato Ian Kerner, un terapista di New York specializzato in sessuologia e relazioni di coppia che ha fatto da consulente al mensile Self.

I livelli di questa singolare piramide sono sette.

Alla base della piramide c’è il sesso o meglio la voglia di farlo, non solo per il piacere dell’orgasmo, ma anche per i benefici psico-fisici che ne derivano.

“Non è l’ordine che conta”, sostengono le due ideatrici, “Ma che nella vita sessuale di una coppia si realizzi un misto interessante di tutti e sette gli ingredienti. Sta alla coppia decidere quanta importanza dare ai vari ingredienti e in che posizione metterli lungo la piramide”.

Gli “ingredienti” suggeriti per un’equilibrata dieta sessuale sono: sesso intimo, avventuroso, elettrico, apologetico, dominante, veloce e autoerotico.  

Il sesso intimo, spiegano le coautrici, prevede tutte quelle situazioni di reciproca attenzione, baci, risate, carezze, chiacchiere, coccole di ogni sorta indispensabili per mettere il partner a proprio agio, senza focalizzarsi sulla conclusione ultima, insomma chi va piano va sano e lontano.

Il sesso avventuroso, invece, è quello che spinge a superare i propri confini abituali, a cercare i propri limiti, uscire dalla routine quotidiana, travestendosi, tentando nuove posizioni, meglio se complicate e in situazioni difficili, per mettere alla prova le proprie capacità, la propria fantasia. I benefici psicologici derivanti dall’essersi messi in discussione sono garantiti.

Nel sesso elettrico prevale l’istinto sulla ragione, non ci sono considerazioni né di luogo né di tempo, il tutto succede improvvisamente, presi da una passione irrefrenabile, ed ogni volta è come uscire da vortice, distrutti ma illesi, si potrebbe dire felicemente miracolati.

Il sesso veloce poi, per certi versi molto simile a quello elettrico, ma più ragionato, con una maggiore attenzione per gli ambienti, spesso legato a un’esigenza, per chi lavora, ha figli piccoli, insomma aguzzare l’ingegno in questo caso è indispensabile.  

Nel sesso apologetico vanno considerati i “modi” sessuali che esaltano il proprio partner, posizioni, forme, iniziative che esaltano il compagno e l’unicità della situazione. Particolarmente adatto per rinsaldare relazioni che sono ormai alla “frutta”, giusto per rimanere in tema, o per farsi perdonare. Dopo una discussione, una sfuriata… cosa c’è di meglio che del sesso? Il parere del Dr. Kerner “fare l’amore, dopo un litigio aiuta a metterti in uno stato d’animo molto più indulgente. Fare l’amore produce ossitocina, l’ormone delle coccole, e questo predispone maggiormente a vedere le cose in modo più positivo”.

Il sesso dominante è invece quello dove ci si pone un obiettivo e non si abbandona finché non lo si raggiunge. La Shaefer e la Levkoff, prima di cominciare suggeriscono ai patners di farsi un’immagine mentale di quello che vogliono e, dopo averne parlato assicurandosi che sono ambedue in totale accordo, darsi da fare per realizzarlo. Per alcune donne poter “dominare” il proprio compagno a letto è una di quelle cose che le rende molto soddisfatte, una grande opportunità per esprimere se stesse e i propri desideri “nascosti”, spiega il Dr. Kerner, cosa che si può tradurre in maggior sicurezza di sé anche fuori dalla camera da letto.

Infine, l’autoerotismo, assolutamente da non sottovalutare o considerare un rimedio all’assenza di un partner, anzi i redattori di Self ritengono che la pratica non solo “risolve i momenti di solitudine, ma riduce lo stress, aiuta a dormire e tiene in esercizio”. Il sesso solitario, può essere uno stimolo a fare più sesso con il proprio partner perché in realtà più si hanno orgasmi e più se ne vorrebbero avere a causa degli ormoni che vengono messi in circolo.

Concludendo, secondo la rivista americana, non importa che stile sessuale si adotta, il principio guida è che alla base della piramide si pone ciò che maggiormente gratifica la coppia, poi ciò che dà maggior godimento, e così via nella costruzione della piramide, il dialogo naturalmente è il collante indispensabile.

Per chi non l’avesse notato non vi sono restrizioni nelle quantità da ingurgitare, quindi buon appetito a tutti.