Teramo: oggi esponenti Radicali e di Idv visitano il carcere


Marco Pannella visiterà oggi il carcere di Castrogno, in provincia di Teramo. Con lui ci saranno i deputati Rita Bernardini (Radicali/Pd) e Augusto Di Stanislao (Idv), l’avvocato Alessandro Gerardi e i Radicali teramani Renato Ciminà e Orazio Papili. La visita inizierà alle ore 9. Quella di domani, si legge in una nota dei Radicali, sarà la “visita ad un carcere senza direttore, dove sono stipati 400 detenuti in spazi che potrebbero contenerne 230, dove gli agenti in servizio sono solo 155, ma ne servirebbero 203, dove ci sono solo 2 educatori; dove il medico di turno rivela che oltre il 50 per cento dei reclusi è malato e che tantissimi sono coloro che sono affetti da malattie psichiatriche”.

“Le celle sono malmesse, fredde e umide; celle in cui i detenuti sono costretti a stare tutto il giorno nella più completa inattività. Manca persino il cappellano… verrebbe da dire “un carcere dimenticato da Dio e dagli uomini” ma, chiamare in causa il Creatore, di fronte all’inefficienza e all’indifferenza delle istituzioni, siano esse civili o religiose, sarebbe veramente arbitrario”, concludono i Radicali.

da www.ristretti.it

Vicenza: suicida un detenuto 60enne


“Un detenuto 60enne,di origine vicentina e ristretto nella Casa Circondariale di Vicenza, per reati contro minori, si è tolto la vita, intorno alle ore 16.30 di ieri, impiccandosi con il lenzuoloin dotazione. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione posti in essere dal personale di polizia penitenziaria e dei sanitari del 118 accorsi sul posto. ”Ne da notizia il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, Eugenio SARNO che sottolinea come il suicidio di Vicenza porti a 70 il numero complessivo dei suicidi dall’inizio del 2009

“ Continua la strage nell’indifferenza e nel silenzio. Nemmeno questa incredibile pila di cadaveri sembra scuotere l’Amministrazione Penitenziaria e il Ministero della Giustizia. Siperpetua una intollerabile indifferenza verso il dramma penitenziario, che investe e seppellisce chi nelle galere sconta il supplizio di Stato e la tortura di un lavoro difficile, duro, sottovalutato ed ignorato. “

La UIL PA Penitenziari, attraverso il proprio Segretario Generale si appella alla Presidenza della Repubblica perché si possano dare quelle risposte necessarie ad evitare il disastro “ Rivolgo un appello al Capo dello Stato perché autorevolmente richiami ognuno alle proprie responsabilità. Quelle del Ministro Alfano, per dire, sono quelle di provvedere in chiave politica a questa emergenza; fornendo risposte e attivando politiche deflazionatorie dell’incredibile sovrappopolamento e porre rimedio alla grave carenza organica della polizia penitenziaria.

Quelle del DAP, Ionta in testa, sono di gestire le criticità e di assicurare una presenza (che ora non si vede e non si sente). Una Amministrazione efficiente sarebbe in grado quanto meno diguidare, orientare, sostenere, comunicare, ascoltare il personale . Purtroppo- chiude SARNO – tutto ciò risponde solo ai nostri pii desideri, mentre la macabra conta dei cadaveri continua.

Proprio a Vicenza i detenuti da circa venti giorni battono ogni tre ore contro i cancelli e le grate per protestare contro le condizioni di vita e la gestione dell’istituto. E’ comprensibile, quindi,come il personale subisca da un lato gli effetti della protesta dall’altro l’indifferenza dell’Amministrazione.

Da www.popenuil.it

Carceri: Gonnella , no a piu’ agenti penitenziari . In Italia uno su 1,54 detenuti;media europa e’uno su 2,94


“Nelle carceri non c’é bisogno di altri poliziotti. Abbiamo il più alto numero di agenti penitenziari in Europa: uno ogni 1,54 detenuti contro una media europea di 2,94”. A dichiararlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, l’associazione che si batte per i diritti nelle carceri, che ribadisce, invece, la necessità di introdurre il crimine di tortura nel nostro codice penale
“L’Italia, nel lontano 1987 – ricorda Gonnella – ha ratificato una Convenzione ma è ancora inadempiente. Vi sono vari disegni di legge pendenti. Chiediamo che vengano subito calendarizzati. Sarebbe un messaggio culturale forte”. “Ci sembrano poi – prosegue Gonnella – non comprensibili né condivisibili le rimostranze sul numero scarso di poliziotti nelle carceri di fronte agli episodi di questi ultimi giorni”. “Riteniamo che la questione non sia quella di aumentare l’organico di polizia, bensì quella di capire perché questo sembra non bastare mai, e di razionalizzarne la dislocazione”, dice ancora Gonnella.

“Nell’Europa dei 27 l’Italia è tra i paesi con il numero più alto di poliziotti in termini assoluti e relativi. Se si considera l’attuale numero di detenuti – spiega il presidente di Antigone – abbiamo un poliziotto penitenziario ogni 1,54 detenuti. La media europea è di 2,94. Sono 42.268 i poliziotti penitenziari in organico. 39.482 sono i poliziotti che lavorano effettivamente per l’amministrazione penitenziaria al netto di distacchi e assenze di vario tipo”. “Tra le situazioni regionali di maggiore disagio – segnala Gonnella – vanno segnalate quelle del Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Sardegna. Posto che circa 1500/1800 agenti svolgono compiti anche di natura contabile, che circa 700 agenti lavorano negli spacci, che circa 4/5000 uomini sono giornalmente impegnati nei servizi di traduzione e piantonamento dei detenuti fuori dalle strutture penitenziarie, che circa 500 agenti lavorano al Ministero della Giustizia, che circa 1600 agenti lavorano al Dap, che varie migliaia sono impegnate nei Provveditorati regionali, nelle Scuole di formazione, agli U.E.P.E., al GOM – Gruppo Operativo Mobile-, al N.I.C. – Nucleo Centrale Investigazioni, all’U.S.P.E.V. Ufficio per la Sicurezza del Personale e della Vigilanza, al Servizio Centrale delle Traduzioni e Piantonamenti, con annessa la sezione relativa al Servizio Polizia Stradale, fuori dall’Amministrazione penitenziaria (Corte dei Conti, Presidenza Consiglio dei Ministri, C.S.M., ministeri diversi) ne restano a spanne 16 mila che si sobbarcano il lavoro atto a garantire la sicurezza complessiva nelle carceri”. Infine, secondo Gonnella, “per un sud che non ha carenze di organico (a Bari l’organico amministrato è superiore di 30 unità a quello previsto dalla pianta organica; Lazio e Campania sono in sovrannumero) vi è un nord dove la situazione è drammatica (a Padova nuovo complesso mancano 78 unità, a Tolmezzo 38, a Torino 187, a Brescia 155). Si tratta di eredità del passato difficili da gestire”. (ANSA).

da www.osservatorioantigone.it