Rimini – Ex poliziotto: “Mi do fuoco”


Agente di polizia penitenziaria minaccia il gesto per attirare l’attenzione sul suo caso

 E’ disperato e minaccia di darsi fuoco per attirare l’attenzione sul suo caso. Questa è la storia di Nicola Calefato, ex agente di polizia penitenziaria originario della Puglia ma residente dall’autunno scorso a Rimini. Si è rifugiato in Romagna con la moglie nella speranza di poter trovare un lavoro, dopo aver ricevuto nel maggio scorso il benservito dall’amministrazione penitenziaria. Una destituzione che ha dell’incredibile.

L’uomo, che 13 anni fa era stato accusato di millanteria, per una intricata vicenda, era stato poi prosciolto dalle accuse per intervenuta prescrizione. Ciò nonostante, dopo essere stato sospeso dal servizio in attesa del pronunciamento dei giudici, l’uomo è stato “dimesso” dopo aver prestato servizio per quasi 30 anni nella polizia penitenziaria.

”Il mio errore – spiega – è stato quello di entrare a far parte dell’organizzazione sindacale e poi di non aver rinunciato alla prescrizione, il che mi avrebbe dato modo di spiegare la mia totale estraneità ai fatti.  Nel corso degli anni di servizio non ho mai riportato alcun provvedimento disciplinare, nulla di nulla. Dopo la sentenza di proscioglimento speravo di poter riavere il posto e il risarcimento per il danno subito, circostanza su cui si era espresso con favore anche il Tar. Inspiegabilmente però, il Consiglio di Stato ha cambiato la sentenza e ora mi trovo di nuovo a piedi. Sono disperato. Mi sono rivolto anche al presidente della Repubblica. Voglio che la mia voce giunga fino a Roma perché qualcuno ripari al torto che ho subito”.

 da www.romagnanoi.it

Carceri: UIL PA, a Firenze sventato suicidio di detenuta 22enne


 “L’immediato intervento dell’unica poliziotta penitenziaria in servizio presso la sezione femminile del carcere di Firenze Sollicciano, questa notte alle 3.15 circa, ha salvato la vita ad una 22enne detenuta bulgara che aveva posto in essere un tentativo di suicidio mediante impiccagione tramite un foulard in suo possesso”. A riferirlo e’ il segretario generale della Uil Pa Penitenziari, Eugenio Sarno.

“Credo -aggiunge il sidacalista- che una qualche preoccupazione debba suscitare la condizione per la quale una sola agente e’ preposta, nel servizio notturno, alla sorveglianza di 107 detenute e 7 bambini . Una sola unita’, infatti, deve sorvegliare la Sezione Giudiziaria, la Sezione Penale, l’ asilo nido e la consolle transito”.

“Cio’ e’ quanto capita non solo a Firenze ma a Roma, a Pozzuoli, a Milano, a Genova, a Trieste, tanto per citare i casi piu’ gravi di deficienze organiche di personale femminile. Tutto cio’ -conclude Sarno- mentre decine e decine di poliziotte sono impiegate nei palazzi del potere romano con compiti indefiniti. Risorse ed energie inopinatamente sottratte al servizio operativo di prima linea, su cui il Capo del Dap avrebbe il dovere morale di intervenire”.

da www.libero-news.it