La festa del popolo “Pride” la diversità che arricchisce la città


di Miriam Di Peri

Diecimila secondo gli organizzatori, poco più di un migliaio secondo la Digos. Poco importa quanti fossero, ieri pomeriggio, in corteo per le strade di Palermo. Erano lì, con la loro allegria, i loro colori, la loro voglia di manifestare una diversità che per un giorno la città ha potuto percepire come ricchezza. C’erano i single e c’erano le coppie. C’erano i gay, le lesbiche, i trans, i bisessuali, gli etero. C’erano le mamme giovani, insieme ai loro bambini. E c’erano le mamme mature, accanto ai figli omosessuali presenti al corteo. C’erano le associazioni che per statuto lottano contro i pregiudizi sessuali e c’erano le associazioni di promozione sociale. Arci e Arcigay, Muovi Palermo e Articolo tre, Agedo e Amnesty International, insieme. C’erano gli elettori di destra e quelli di sinistra, insieme nel giorno del tributo alla diversità intesa come risorsa. “È stato l’evento politico dell’anno” dicono gli organizzatori. In ogni caso, è stata una parata che la città ricorderà a lungo.
I partecipanti si sono radunati a piazza Magione a partire dalle 15 e lì è iniziata la festa, fino a poco dopo le 17, quando il corteo ha cominciato il suo percorso. Piazza Magione, via Lincoln, Foro Italico, corso Vittorio Emanuele, via Roma, via Cavour, piazza Verdi. Il popolo gay ha attraversato il cuore della città vecchia, non lasciando indifferente nessuno, durante il suo passaggio. Alla testa del corteo, la storica coppia gay di Palermo, Massimo e Gino, mostravano un cartello con su scritto “30 anni di vita, lotta e amore insieme”, in ricordo del trentennale dalla morte dei due ragazzi omosessuali di Giarre e dalla nascita nel capoluogo siciliano del primo circolo Arcigay d’Italia. Sul primo carro della parata, la madrina della giornata, Vladimir Luxuria, che ha commentato la manifestazione descrivendo la sua grandissima emozione davanti all’evento. Anche Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, presente al corteo, si è detto profondamente emozionato per il successo della giornata. Ai balconi, i palermitani guardavano incuriositi la folla di gente che invadeva le strade. Qualche casalinga ha accennato dei passi al tempo di musica, tra i tanti giovani che, dalla strada, applaudivano e le invitavano a scendere. Certo, qualcuno ha riso sotto i baffi, qualcun altro ha sussurrato commenti poco gentili, ma dopo le polemiche che durante gli scorsi giorni hanno accompagnato l’attesa per il Sicilia Pride 2010, ieri è stato il giorno di festa, il corteo ha sfilato tra i manifesti pubblicitari del Pride e quelli dei giovani del Pdl che recitavano “Coppie gay: no a matrimoni e adozioni”, in un rispetto reciproco che non ha portato a scontri diretti.
E la festa è andata avanti tutta la notte sul grande palco del Pride Village, che ha ospitato in piazza Verdi, davanti il teatro Massimo, le performance dei Licks, Cipria, Hank, Gennaro Cosmo Parlato, Viola Valentino e i Quartiatri.

da www.livesicilia.it

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Svolta Istat: “Conteremo anche le coppie gay”


Dopo l’appello di Gay.it, l’ISTAT apre alle coppie gay. Nelle schede che verranno distribuite per il Censimento della popolazione ci sarà anche la possibilità di dichiararsi conviventi omosessuali.

Le coppie gay entrano nel Censimento 2011. Per la prima volta, nelle schede che verranno distribuite a tutti gli italiani, si avrà la possibilità di dichiararsi “convivente omosessuale” barrando l’apposita casella e, di conseguenza, compilare un solo questionario per due persone, proprio come fanno i conviventi eterosessuali. La decisione dell’Istat segue l’appello lanciato da Gay.it e al quale hanno aderito circa 4600 lettori ed è stata annunciata alle associazoni gay che avevano chiesto al Presidente Enrico Giovannini di essere convocate.

Il requisito minimo di cui devono essere in possesso le due persone per poter essere considerate una coppia è uno solo: abitare sotto lo stesso tetto. Sono quindi esclusi i single – gay, lesbiche -, le coppie non conviventi, e quelle transessuali che però verranno conteggiate a seconda del sesso di nascita (se la transizione non è ancora completata) o di quello di transizione (quindi solo se la riattibuzione del sesso è già terminata).

«È un grande passo in avanti – dice Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay – Per la prima volta si prende atto dell’esistenza di rapporti affettivi fra persone dello stesso sesso e addirittura delle famiglie gay con figli». Gli aspetti pratici della decisione dell’Istat sono molteplici. Basti pensare che i dati del questionario andranno ad aggiornare quelli in possesso degli uffici Anagrafe dei comuni di residenza, rendendo più ponderate per i sindaci eventuali iniziative politiche a favore delle convivenze, anche omosessuali (ad esempio, le graduatorie per l’accesso all’edilizia popolare o, per chi ha figli, l’accesso agli asili nido).

«Siamo rimasti molto soddisfatti dall’incontro con l’Istat – continua Patanè – Il presidente Giovannini si è dismotrato da subito molto disponibile a ricevere le nostre istanze e le associazioni gay sono state definite “portatrici di interesse” riconoscendo così il nostro ruolo di rappresentanza della comunità lgbt italiana».

«Prevedere un’apposita casella per potersi dichiarare convivente omosessuale è una grande apertura alla società da parte dell’Istat», dice Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it. «Sopra la scheda, e quindi nelle mani di tutti gli italiani, ci sarà un vero e proprio messaggio culturale: le famiglie gay sono uguali a quelle eterosessuali. Adesso tocca alle coppie gay dichiarare con orgoglio la propria convivenza».

Gay.it aveva lanciato l’appello “Contaci!” nel quale chiedeva al presidente dell’Istat di prevedere la possibilità per le coppie gay di dichiararsi tali nei questionari che saranno distribuiti in occasione del Censimento generale della popolazione italiana 2011. I parlamentari radicali avevano annunciato anche un’interrogazione urgente a prima firma on.Maurizio Turco nella quale si sottolineava l’importanza di accettare «la sfida di governare la realtà cercando di conoscerla, impostando le politiche sulla base dei dati disponibili invece delle opinioni precostituite».

La decisione dell’Istituto di Statistica è arrivata dopo che le associazioni gay avevano chiesto e ottenuto un incontro con il Presidente dell’Istat al quale erano presenti Arcigay, Arcilesbica, Famiglie Arcobaleno, AGEDO, Rete Lenford, MIT – Movimento Identità Transessuale, Associazione Trans Genere, Certi Diritti, Gaylib, Mario Mieli, Di’Gay Project, I-Ken Onlus.

http://www.gay.it/channel/ attualita/29513/Svolta-Ist at-Conteremo-anche-le-copp ie-gay.html