Musica: Mozart e l’enigma di gatti e scimmie alla Filarmonica Romana


Cosa c’entrano i gatti e le scimmie con Wolfgang Amadeus Mozart? L’enigma lo pone il titolo dello spettacolo, ‘Perche’ le scimmie non amano Mozart? (e i gatti si’)’, che Caterina Inesi, con la sua compagnia ‘Immobile paziente’, mette in scena lunedi’ prossimo nei giardini dell’Accademia Filarmonica Romana e che inaugura la stagione estiva dell’Istituzione musicale capitolina.

Si tratta di una vera esperienza teatrale e coreografica nella quale il gioco e la sorpresa – in cui il pubblico sara’ direttamente coinvolto – creano una vera e propria azione coreografica fondata su una musica straordinaria e tanto attuale come quella scritta da Mozart per il famoso Quartetto delle Dissonanze K. 465, eseguito in questa occasione dal Quartetto d’archi del Conservatorio ‘S. Cecilia’ di Roma (Farfuri Nuredini e Martina Mariti violini; Valeria Chiappetta viola; Mehdi Elias Baba Ameur violoncello).

Il progetto dello spettacolo, in prima rappresentazione assoluta alla Filarmonica, secondo quanto racconta la sua ideatrice e regista, e’ pensato all’interno di uno spazio non teatrale dove una linea tracciata sul pavimento disegna il perimetro delle stanze di un’abitazione, un segno lontano della casa di Mozart a Vienna, dove i suoni del Quartetto si diffusero per la prima volta nel febbraio del 1785.

fonte Adnkronos

Musica: a Roma conto alla rovescia per l’ultimo appuntamento con ‘MozartTiamo’


Conto alla rovescia per il quarto ed ultimo appuntamento con il ciclo MozartTiamo per la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana affidato all’Orchestra J. Futura di Trento, diretta dal suo fondatore Maurizio Dini Ciacci, che accompagnera’ una delle stelle nascenti del pianismo internazionale, Michail Lifits, il 22 aprile alle 21, al Teatro Olimpico. Il concerto sara’ preceduto da un incontro con i musicisti alle 20.10 nel foyer superiore del Teatro, coordinato da Sandro Cappelletto direttore artistico della Filarmonica Romana. In apertura di programma la Ouverture da La Clemenza di Tito K. 621, ultima opera seria scritta nel 1791, poco prima del Flauto Magico, per l’incoronazione a re di Boemia di Leopoldo II e rappresentata per la prima volta a Praga. E sempre per Leopoldo II e’ pensato un altro capolavoro mozartiano, il Concerto per pianoforte e orchestra in re maggiore n. 26 K. 537, detto “dell’incoronazione”, eseguito dallo stesso Mozart a Dresda il 14 aprile 1789, per i festeggiamenti per l’incoronazione imperiale dello stesso Leopoldo II: pagina nota, il Concerto K. 537 si caratterizza per la vena melodica, che non manca di un carattere a tratti imponente. Chiude il trittico mozartiano la Sinfonia in re maggiore K. 385 “Haffner”, che apre la serie delle sei ultime sinfonie composte da Mozart nel decennio della maturita’ dopo il trasferimento a Vienna. Dedicata a Sigmund Haffner Junior, membro di un’altolocata famiglia salisburghese legata da rapporti di stima e di amicizia con la famiglia Mozart, la sinfonia doveva essere eseguita per il conferimento del titolo nobiliare alla famiglia Haffner.

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