Trionfo etiope alla 16 maratona di Roma


Nella più grande festa dell’atletica italiana, la Maratona di Roma, che quest’anno era dedicata alla memoria del grande corridore etiope Abebe Bikila, che la vinse 50 anni fa il 10 settembre 1960 con la migliore prestazione mondiale correndo a piedi scalzi col pettorale n°11, è stato un trionfo etiope sia in campo maschile che femminile.

Tra gli uomini ha vinto col tempo di 2h 8’ 39” SIRAJ GENA, atleta del 1984 che aveva un personale di 2h 10’41” e che ha voluto percorrere gli ultimi metri emulando il suo grande conterraneo togliendosi le scarpe nonostante i “sampietrini”; in quello femminile ha trionfato la giovanissima ventenne MARE DIBABA, che un mese fa ha fatto fermare il cronometro sulla mezza a 1h 07’ 13”, con il tempo finale di 2h 25’ 28”.

Il primo degli italiani è stato Daniele Meucci che si è ben distinto tre settimane fa alla maratonina Roma-Ostia con il tempo finale di 2h 17’ 50”.

Tra gli atleti disabili sulle loro handbikes ha vinto, dando un bel distacco al secondo e al terzo atleta, Alex Zanardi, l’ex campione di Formula 1 che dopo l’incidente e la successiva amputazione degli arti, si è voluto rimettere in gioco nell’atletica: oggi ha concluso col tempo di 1h 15’ 53”.

E’ stata un’emozione indescrivibile vedere partire, passando sotto lo striscione, la folla oceanica di 100.000 persone, prima i 15.346 atleti col pettorale provenienti da 83 nazioni, nuovo record di partecipanti, di cui 8.834 italiani e 6.512 stranieri, e a seguire il fiume ininterrotto dei non competitivi: un’emozione di colori, canti, sorrisi, semplicemente voglia di esserci, oggi primo giorno di primavera e festa dell’atletica.

Manca solo 1 giorno…1 day left…


Mancano poco più di 24 ore alla partenza della più importante maratona italia, quella di Roma…:-)

Just a bit more than 24 hours to the start of the most important Italian marathon, Rome one…:-)

 

Salmo 15 (16) dall’Antico Testamento


di DavidesalmiProteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

Ho detto a Dio: “Sei tu il mio Signore,

senza di te non ho alcun bene”.

Per i santi, che sono sulla terra,

uomini nobili, è tutto il mio amore.

Si affrettino altri costruire idoli:

io non spanderò le loro libazioni di sangue

né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi.

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:

nelle tue mani è la mia vita.

Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi,

è magnifica la mia eredità.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;

anche di notte il mio cuore mi istruisce.

Io pongo sempre innanzi a me il Signore,

sta alla mia destra, non posso vacillare.

Di questo gioisce il mio cuore,

esulta la mia anima;

anche il mio corpo riposa al sicuro,

perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,

né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.

Mi indicherai il sentiero della vita,

gioia piena nella tua presenza,

dolcezza senza fine alla tua destra.