Appuntamento domenicale con Lucianina


di Loretta Dalola

Come sempre, attendiamo lo scrupoloso sguardo ironico sugli avvenimenti più salienti della settimana italiana che Luciana è pronta a cogliere con il suo solito stile, nella trasmissione : “Che tempo che fa” in onda su Rai3. Si inizia inevitabilmente con il suo beniamino, Lui, Berlu che in questi giorni  ha pronunciato  Gogol (google), quell’uomo ci ha talmente intronato, che ci viene il dubbio che sia vero, che si dica proprio così?  Secondo me, ci sono dei problemi con il computer, crede che il PC sia il partito comunista…

 Fabio hai sentito la  vicenda della Fracci? Tu te la immagini eterea come il Philadelfia, invece…e Alemanno ha deciso che bisogna lasciare spazio ai giovani e l’ha sostituita con uno di 62 anni!

 Volevo dire che la Fracci ha la stessa età di Berlu, glielo dici tu che visto che ti sei già fatto avanti di togliersi dalla balle e dare spazio ai giovani? La regola vale per tutti, abbiamo un Senato che si ricordano quando hanno ucciso Giulio Cesare…che poi la Fracci  è una che abbiamo esportato all’estero, come il Parmigiano.

 E poi c’è il decreto sulla intercettazioni, i giornalisti che pubblicano le intercettazioni verranno multati, quindi quello che interessa veramente non è la delinquenza ma che non venga pubblicata la notizia, perché altrimenti fanno una figura di merda.

 ALFI, ALF eh non posso prendere la fine…ALF adesso come facciamo a sapere? E poi dopo 75 giorni se si prendono i delinquenti bene, altrimenti amen. I delinquenti faranno così i primi 75 giorni li passeranno al telefono adire minchiate e allo scoccare del 75° giù che partono…

 E infine plauso ai creativi dello spot “Saratoga, il silicone sigillante”, invece stavolta si tratta di una vernice, io ce li vedo i creativi, cosa ci inventiamo stavolta?    Mbhè prendiamo una tizia che vernicia su una terrazza, una gabbia di verde, ma non una gabbietta, una gabbia enorme, cosa ci tiene dentro, uno struzzo?

 Dipinge, vestita di bianco con un filo di perle, è un classico, tutte le donne verniciano così!

 Poi a fianco c’è una cameriera con i tacchi a spillo, inquadrata dal basso verso l’alto, come l’inizio di un film porno, ad un certo punto arriva lui, un gargagnano che guarda stè due e dice:” Cosa state facendo?” secondo te, stanno inverdendo Calderoli?

 Volevo fare un appello ai creativi degli spot, parlando da uomo a uomo, da tetta a tetta, qual è il messaggio? Volete provare una volta a fare  uno spot senza donne nude?

 Capisco che è difficile fare uno spot di un pelapatate, senza una donna nuda ma, la fantasia non vi manca!

 Grazie Luciana e alla prossima!

 da http://lorettadalola.wordpress.com

Con il ritorno di Zelig ritorna il buonumore


di Loretta Dalola

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 Dal 18 maggio, vanno in onda alcuni appuntamenti con Zelig Svisti e mai visti, lo speciale che racconta il meglio delle gag offerte da gennaio a marzo intervallate dagli errori e dalle risate scoppiate sul palco degli Arcimboldi e mai trasmesse nell’ultima edizione di Zelig.

 Il programma nasce con l’obiettivo  di scoprire  nuovi talenti comici, con l’edizione 2010 il talent show della comicità condotto da Vanessia Incontrada e Claudio Bisio ha tagliato un importante traguardo: sul palco si è esibito il centesimo artista scoperto nelle sette edizioni di prima serata.

 Dedico un breve attimo di memoria per ricordare  monologhisti di razza come Enrico Bertolino, Enrico Brignano, Gioele Dix, Giuseppe Giacobazzi, Leonardo Manera.  Tra le donne Teresa Mannino, Geppi Cucciari, Katia & Valeria. Accanto al mago storico Raul Cremona anche il Mago Forest.

 Giuseppe Giacobazzi, poeta comico romagnolo, caratterizza le sue esibizioni enfatizzando l‘accento tipico e adottando un abbigliamento un po’ rétro e démodé.

 Ci ha abituati alla sua parlata  e alle sue storie surreali, ieri sera ha dedicato il suo intervento al tema scottante della “donna” e di come organizza la casa, soprattutto il bagno. In una casa c’è il bagno della donna e quello dell’uomo, che è quello di servizio, di solito un loculo, davanti al water e accanto alla cassetta del gatto.

 Abbiamo due bagni, ma quello di mia moglie io no l’ho mai visto! Che poi nel mio c’è la sua piastra, ore e ore a piastrarsi i capelli, che poi andiamo a prendere l’aperitivo e zac torna esattamente come prima. Poi ci sono tutte le sue creme, ed è una cattiveria tipica delle donne perché l’uomo, si mette la prima che capita e…una volta mi sono messo l’esfoliante, ho perso brandelli di pelle per giorni!

 Caratteristica della mora romagnola è il pelo che arriva a 70 cm, lei non si depila con il rasoio, né con la ceretta, ma usa uno strumento di tortura, creato da un maniaco sadico, il Silk-épil. Il nome è carino, un bell’ovetto, ma se giri vedi la cattiveria, sotto ha dei dischi, che prendono il pelo, lo strappano ed è una cattiveria!

 E lei la donna lo lascia lì, ed è qui la cattiveria, perché l’uomo è un bambino quindi curioso anche quando non dovrebbe…una sera, vado in bagno SilKy era lì..se lei che è una donnicciola lo usa..io che so nà bestia…un dolore così non l’avevo mai provato, ho pianto!

 Il pubblico applaude e anche noi ringraziamo per questo breve narrato umoristico

 da http://lorettadalola.wordpress.com

Uno ‘Yabba-Dabba-Doo’ lungo 50 anni, mezzo secolo con gli Antenati


Yabba-Dabba-Doo. Alzi la mano chi non riconosce il celeberrimo grido di battaglia di Fred Flinstone, il protagonista degli Antenati, che insieme al suo inseparabile amico Barney, compira’ tra qualche mese 50 anni. Il battesimo televisivo dei Flinstones con tutto il loro armamentario di ‘modernità preistoriche’, allegoria della società statunitense di quegli anni, è infatti datato 1960: è l’inizio di un successo che negli anni a seguire non conoscerà flessioni e che proietterà Fred e Barney nell’empireo dei cartoni animati, insieme a Topolino e a tutta la banda dei paperi, alimentando l’eterna, titanica sfida tra Hanna e Barbera e Walt Disney.

Le avventure di Fred e Barney, insieme alle rispettive consorti Wilma e Betty, ai figli Peeble e Bamm Bamm, al cucciolo di dinosauro ‘da salotto’ Dino, si dipanano nell’immaginaria città di Bedrock, in un’età della pietra del tutto particolare in cui dinosauri, tigri dai denti a sciabola e mammut convivono con gli uomini delle caverne. Una città preistorica che assomiglia ad una metropoli moderna, dove non mancano le auto, che però hanno le ruote di pietra e viaggiano grazie alla spinta dei piedi di chi è al volante; dove giganteschi pterodattili con sedili adagiati sul dorso prendono il posto dei jet; dove mini-mammut sistemati sotto al lavello della cucina vengono usati come tritarifiuti; dove un’interminabile serie di animali preistorici vengono utilizzati come elettrodomestici vari, come gru, come lampadine, come macchine fotografiche, e, naturalmente, come televisori.

Il protagonista indiscusso della serie tv che negli Stati Uniti ha avuto un enorme successo per 6 anni, dal 1960 al 1966, è naturalmente Fred, irascibile e ipercompetitivo, innamoratissimo della moglie Wilma. E se lo Yabba-Dabba-Doo è il suo inconfondibile marchio di fabbrica made in Usa, l’altrettanto celeberrimo ‘Wilma dammi la clavà, urlato nel bel mezzo di un’arrabbiatura, è un’invenzione tutta italiana, giacché nei 166 episodi della serie classica americana questa frase Fred non la pronuncia neppure una volta. I Flintstones sono stati la prima ‘famiglia animata’ a raggiungere il successo.

Un successo superiore a quello dei Simpson, ottenuto 30 anni prima del boom di Homer e compagnia. Dopo la prima serie televisiva sono arrivati numerosi lungometraggi animati a rinverdire i fasti della family più famosa dell’eta’ della pietra. Nel 1987 i Flintstones incontrano i Jetsons, i loro cugini del futuro, in uno speciale tv-movie. Nel 1994 arriva il primo film con attori in carne ed ossa, con John Goodman nei panni di Fred e Rick Moranis in quelli di Barney. Anche in questo caso si è trattato di un successo: Yabba-Dabba-Doo, griderebbe felice Fred.

fonte Adnkronos

“Il Dyskolos di Menandro” al teatro Brancati di Catania


Mercoledì 12 Maggio 2010 alle ore 21 al Teatro Vitaliano Brancati di Catania andrà in scena la “prime” della commedia “Il Dyskolos di Menandro”, ovvero le tragicomiche peripezie del servo Pirria.

Il testo di Menandro (Atene 342 a.C. circa – 291 a.C. circa ), uno tra i maggiori poeti greci della commedia nuova, si presenta con una veste diversa grazie all’adattamento di Romano Bernardi che, per l’occasione, dirigerà sul palcoscenico del Brancati un cast d’eccellenza: Tuccio Musumeci vestirà i panni del servo Pirria; accanto a lui Agostino Zumbo, Salvo Piro, Olivia Spigarelli, Debora Bernardi, Plinio Milazzo, Maria Rita Sgarlato e Giovanni Santangelo.

L’opera di Menandro, conosciuta solo per fama e per la rielaborazione dei comici latini, è venuta alla luce nel 1957 grazie al rinvenimento di alcuni frammenti riguardanti soltanto quindici delle cento e più commedie composte in trent’anni di attività febbrile. L’unica rinvenuta pressoché intatta è proprio il Dyskolos del 317 a. C.

Vi si narra la vicenda di Cnemone, vecchio scontroso e misantropo che, abituato a cacciare a bastonate chi aspira alla mano della figlia, dovrà ricredersi sulla bontà dell’essere umano e del prossimo proprio quando, caduto dentro un pozzo, verrà salvato da Sostrato, giovane e ricco ateniese innamorato della figlia. Nello spettacolo, prodotto dal Teatro della Città, Romano Bernardi si è divertito a mescolare situazioni e personaggi tanto che, pur rispettando la vicenda raccontata da Menandro, ne è scaturita una commedia del tutto nuova che ha come scopo quello di esaltare gli elementi comici del testo originale offrendo al pubblico uno spettacolo brillante e pieno di ritmo.

Le musiche sono di Mikis Theodorakis, le scene e i costumi sono firmati da Giuseppe Andolfo e realizzati a cura del laboratorio di scenografia del Teatro della Città.

A Firenze primo ciak per ‘Amici miei… come tutto ebbe inizio’


Prendono il via a Certaldo Alta a Firenze, domani le riprese di ‘Amici Miei…come tutto ebbe inizio’, l’atteso prequel della serie ”cult” nata nel 1975 con la regia di Mario Monicelli. A dirigere questo nuovo capitolo della saga è Neri Parenti che, avvalendosi della collaborazione degli stessi autori del primo film, Piero De Bernardi, Leo Benvenuti, Tullio Pinelli, e degli sceneggiatori Fausto Brizzi e Marco Martani, ha ambientato le avventure dei cinque goliardici protagonisti nella Firenze di fine ‘400, alla corte di Lorenzo de’ Medici.

‘Amici Miei… come tutto ebbe inizio’ è prodotto da Aurelio De Laurentiis (a lui il merito di avere dato seguito al film del ’75 creando una serie cinematografica di grandissimo successo) e Luigi De Laurentiis, mentre ad interpretate i cinque ”amici” saranno Christian De Sica, Michele Placido, Giorgio Panariello, Paolo Hendel e Massimo Ghini. Fanno parte del cast anche Massimo Ceccherini, qui nel ruolo di un eroe del calcio in costume, e Alessandro Benvenuti che veste i panni di Lorenzo il Magnifico.

‘Amici Miei…come tutto ebbe inizio’ si girerà per 10 settimane. Dopo Certaldo Alta la produzione si sposterà in varie location della Toscana, tra cui Pistoia e Firenze, dove il Comune aprirà in via del tutto eccezionale alla produzione le splendide sale di Palazzo Vecchio, e infine a Roma dove, all’interno degli studi di Cinecittà, grazie al lavoro dello scenografo Francesco Frigeri, sarà ricostruita la Firenze di fine ‘400. Il film uscirà nei cinema nel 2011 distribuito da Filmauro.

fonte Adnkronos

Addio a Raimondo Vianello


– E’ morto Raimondo Vianello. Classe 1922, con lui scompare una storica figura della tv italiana e con la moglie Sandra Mondaini è stato tra i protagonisti del piccolo schermo. Avrebbe compiuto 88 anni a maggio.

Raimondo Vianello verrà ricordato come uno dei padri fondatori del varietà televisivo italiano, accanto ai suoi grandi colleghi, come Mike Bongiorno, Enzo Tortora e Pippo Baudo; ed anche come uno dei protagonisti della Commedia all’italiana (insieme a Ugo Tognazzi, con cui ha spesso lavorato in coppia). Era nato a Roma il 7 maggio 1922.

Il padre, ammiraglio, lo voleva diplomatico e con quella prospettiva il giovane Raimondo si laureò in giurisprudenza. Ma poi di quel prestigioso mestiere gli restarono solo il portamento signorile e i modi affabili. A seguito della sua adesione alla Repubblica Sociale Italiana nel 1945 è detenuto nel campo di concentramento alleato di Coltano, assieme ad altri personaggi noti: il poeta americano Ezra Pound, gli attori Walter Chiari, Enrico Maria Salerno, l’olimpionico di marcia Giuseppe Dordoni, il giornalista Enrico Ameri, il regista Luciano Salce ed il politico Mirko Tremaglia. Poco dopo insieme al fratello Roberto, è atleta e dirigente del Centro Nazionale Sportivo Fiamma. E’ allorta che – quasi per caso – debutta in teatro.

I suoi pigmalioni sono due giovani autori, la cui ditta diverrà con gli anni sinonimo di commedia musicale: Garinei e Giovannini. Vianello partecipa, a titolo di puro divertimento, al loro ‘Cantachiaro N°2’ ed entra così nel mondo dello spettacolo. Da allora la sua carriera è costantemente in ascesa. Colleghi e spettatori apprezzano il suo umorismo elegante, mai volgare, quasi distaccato.

Mai Raimondo Vianello cade in un una battuta volgare o si permette una caduta di gusto. Prima è una spalla di grande affidabilità in palcoscenico accanto Wanda Osiris, Erminio Macario, Carlo Dapporto e Gino Bramieri; poi diventa uno degli attori più amati, in particolare, quando lavora a fianco di Ugo Tognazzi, con cui oltre a molti film, firma il programma ‘Un, due, tre’, uno dei programmi di maggior successo nella tv degli anni Cinquanta.

Nel 1959 conosce Sandra Mondaini; tre anni dopo la sposa, formando una delle più inossidabili e riuscite coppie dello spettacolo italiano. Non avranno figli, ma insieme adotteranno un’intera famiglia di filippini. Insieme attraverseranno da protagonisti tutte le evoluzioni della televisione italiana. Soprattutto da quando nel 1982 accettano un contratto in esclusiva con Silvio Berlusconi e le sue reti Finivest ancora in via di sviluppo.

E’ allora che grazie allo stile e alla perfetta intesa fra i due attori nasce Casa Vianello, una delle più popolari e longeve situation-comedy italiane. E indimenticabile rimane la chiusa finale di tutte le puntate, che ritrae la coppia a letto prima di addormentarsi, con lui che legge il giornale sportivo, mentre lei si agita sotto le coperte inanellando una sfila di lamentele.

Appassionato di calcio, Vianello nel 1992 acquista nuova popolarità con la conduzione di Pressing, programma di commento al campionato di calcio di Italia 1, che condurrà per otto stagioni, guadagnado anche il Telegatto ’92, quale migliore programma sportivo dell’anno. Divenuto ormai un’icona del ‘buon presentatore’, sempre capace di creare un’atmosfera cordiale e piacevole, Raimondo viene chiamato nel 1998 dalla Rai (col consenso straordinario di Mediaset) a presentare il Festival di Sanremo. Ed è sul palco di Sanremo che nel 2008 fa una delle sue ultime apparizioni tv.

fonte ANSA

Ricetta: le arselle alla viareggina


E’ la prima volta, da quando ho inaugurato questo mio sito, che pubblico una ricetta, per festeggiare il mio papà oggi inauguro anche questa nuova sezione del sito perchè la mente va nutrita, oltre che con buone letture e dialoghi, anche con una buona alimentazione…siccome questa è una ricetta della mia infanzia, me la cucinava la mia nonna viareggina, ho voluto iniziare con questo, sapeste che profumo…e che delizia di sapore…

 Provare per credere!!! (sapete cosa sono le arselle?)

Ingredienti

  • 1500 gr. di Arselle
  • 1 Rametto di Timo
  • 1 Rametto di Rosmarino
  • 3 Foglie di Alloro
  • Alcune Foglie di Basilico
  • 1 Cipollina
  • 1 Spicchio di Aglio
  • 4 Cucchiai di Olio D oliva
  • 1 Bicchiere di Vino Bianco Secco
  • Sale
  • Pepe
  • 3 Cucchiai di Farina
  • 20 gr. di Burro
  • Crostoni Di Pane Fritti In Olio O Burro
  • 1 Ciuffo di Prezzemolo

Preparazione
 

Le quantità sono da intendersi per 4 persone.

Lasciate a bagno in acqua fredda salata le arselle, al meno per tre-quattro ore, in modo che queste si ’purghino’, prima di accingersi a cucinarle. Nel frattempo preparate il trito, con il timo, il rosmarino, l’alloro, il basilico, la cipolla e l’aglio; mettetelo in un grosso tegame (perché dovrà contenere tutte le arselle), irrorare con l’olio, adagiatevi sopra le arselle, aggiungete il vino, salate, pepate e lasciate cuocere a fuoco vivo, finché non vedrete tutti i gusci aprirsi. Lasciate raffreddare, liberate le arselle dal guscio superiore e passate al colino il loro sugo di cottura. Mettete quindi le arselle in luogo caldo fino al momento di servirle. Intanto, con il sugo passato al colino, stemperate in una casseruolina la farina, mescolando accuratamente per evitare il formarsi dei grumi, unite il burro e fate scaldare bene prima di versare questo condimento sulle arselle tenute in caldo. Servite le arselle, nello stesso recipiente in cui le avrete conservate, accompagnate con crostoni di pane fritto nel burro o nell’olio ben caldi) e prezzemolo tritato.

“Bird alone”


Bird alone, flying high
Flying through a clouded sky
Sending mournful soulful sounds
Soaring over troubled grounds

Bird alone with no mate
Turning corners tempting fate
Flying circles in the air
Are you on your way somewhere?

Gliding, soaring on the wind
You’re a sight of glory
Flying way up there so high
Wonder what’s your story

Bird alone, flying low
Over where the grasses grow
Swingin’ low, then out of sight
You’ll be singing in the night

Gliding, soaring on the wind
You’re a sight of glory
Flying way up there so high
Wonder what’s your story

Bird alone, flying low
Over where the grasses grow
Swingin’ low, then out of sight
You’ll be singing in the night

Abbey Lincoln sings this famous song:

http://www.youtube.com/watch?v=M7GBb1NP9Uw

“Blue touches blue” by Noa


Blue touches blue
Touches grey touches brown
I look down at my feet, theyve been with me for years
I take one step for you and then two for myself
Oh, I need to be stronger
I need to be stronger

Blue touches blue
Touches black, then expands
All the tears and the years in the palm of my hand
Do you think you can tell me whats wrong and whats wronger?
I need to be stronger
I need to be stronger

I want to twist in your arms
Like a snake thats been charmed
Like a baby newborn with his arms groping out
I would shout but theres always a song and
I need to be stronger
I need to be stronger

Blue touches blue

I look down at my feet

I take one step for you

I need to be stronger

Blue touches blue
Touches gray, frothy white
Where my face is all blurred and reflecting the night
If I tell you I feel like a bird in the cold
And I need you to hold me?
I need you to hold me

Blue touches blue…

Noa interprets this song

http://www.youtube.com/watch?v=x8cYjPS_J-8&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=UQUKXU8u2bY

“Something” by Beatles


da Abbey Road 1969

Something in the way she moves
Attracts me like no other lover
Something in the way she woos me

I don’t want to leave her now
You know I believe her now

Somewhere in her smile she knows
That I don’t need no other lover
Something in her style that shows me

Don’t want to leave her now
You know I believe her now

You’re asking me will my love grow
I don’t know, I don’t know
You stick around now it may show
I don’t know, I don’t know

Something in the way she knows
And all I have to do is think of her
Something in the things she shows me

Don’t want to leave her now