Pesci fuor d’acqua


“Quanti esseri umani sono come pesci fuor d’acqua! Si sentono a disagio, come stranieri nel luogo in cui vivono; allora, appena possono, lasciano la loro famiglia e vanno esuli in un altro paese, dove vivono completamente ai margini della società. In realtà, la questione che si pone agli esseri umani non è unicamente quella del posto che devono occupare fisicamente, socialmente; è necessario che non solo il loro cuore e il loro intelletto, ma anche la loro anima e il loro spirito trovino in quel posto delle buone condizioni per espandersi. Finché non trovano il proprio posto, sono come semi che aspettano di essere seminati; e il loro posto è una terra fertile, la terra spirituale, dove potranno crescere. Quanti sono ancora simili a dei semi depositati in un granaio! Quando avrete trovato il posto del vostro cuore, del vostro intelletto, della vostra anima e del vostro spirito, sarete al vostro vero posto. A quel punto, ovunque vi troviate e qualunque sia la vostra situazione materiale e sociale, sentirete che quello è il vostro posto.”
Omraam Mikhaël Aïvanhov

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“Il capo” di Giovanni Farina dal carcere di Siano Catanzaro


Il corpo umano chiede a chi lo abita e lo fa vivere perché fa lo sciopero.

Il cervello chiede la parola e dice:

–      Io sono l’organo che pensa, il più intelligente  e chiedo che mi sia riconosciuto di essere il capo.

Gli occhi a loro volta dicono:

–      Il riconoscimento di capo tocca a noi perché siamo la luce che guida il corpo dove andare.

Le mani replicano

–      Noi dobbiamo essere il capo, se non fosse per noi che imbocchiamo la bocca il corpo morirebbe di fame.

Anche le gambe dicono la loro

–      E noi non rappresentiamo nulla? Se non fosse per noi che trasportiamo l’intero corpo on ogni angolo del mondo nessuno saprebbe che esistete. Il ruolo del capo tocca a noi.

Per ultimo parla il buco del culo e dice a tutti i subordinati del corpo:

–      Il ruolo del capo tocca a me, se non fosse per me che elimino dal corpo i vostri avanzi il cervello dopo qualche giorno non riuscirebbe a pensare, le mani e le gambe si appesantirebbero nei movimenti, non sarebbero più efficienti, gli occhi non riuscirebbero più a vedere perché le tossine dello stomaco gonfio gli annebbierebbero la vista.

Il buco del culo conclude:

–      Se io non avessi un funzionamento corretto eliminando tutta la vostra merda nessuno organo del corpo funzionerebbe alla perfezione.

Dopo un vivace dibattito a porte chiuse gli abitanti del corpo umano decidono che, per fare il capo, bisogna fare lo stronzo e anno il ruolo del capo al buco del culo e smettono così di fare lo sciopero vivendo tutti felici e contenti.

“La storia di Pinocchio” di Giovanni Farina dal carcere di Siano Catanzaro


Ricevuta, copiata e pubblicata

Un giorno un personaggio del governo italiano va in un paese del sud chiamato LEGO a fare una visita elettorale per le votazioni amministrative.

Il sindaco del paese voleva far vedere che il suo era un paese dove tutto funzionava a perfezione, che i suoi cittadini erano laboriosi e rispettosi delle leggi e della loro città che tenevano pulita, facevano la raccolta differenziata, tutto era in ordine: un paese da prendere come esempio per l’Italia

Per fare la sua bella figura il sindaco ordina alla polizia di stato di rastrellare la città da capo a fondo e arrestare tutti i barboni, i lavavetri, chi nel passato si era reso responsabile di qualche furtarello.

In questa retata viene portato in prigione anche Pinocchio.

In carcere tutti gli arrestati si raccontavano per quale motivo erano stati arrestati. Pinocchio trova un suo conoscente che gli domanda “E tu, Pinocchio, che cosa hai fatto? Perché ti hanno arrestato?” Pinocchio risponde che lui non aveva fatto nulla.

Quando arriva il personaggio atteso al paese LEGO le strade erano piene di cittadini festanti che applaudivano: tutto era perfetto.

Il personaggio governativo, conclusa la sua visita, visto che nel paese LEGO tutto funzionava alla perfezione, si domanda che cosa poteva fare di utile per quel paese. Si domanda: “ci deve essere qualcosa che non funziona in questo paese.”

Decide di dare un’amnistia ai carcerati.

La guardia carceraria si presenta in carcere con la circolare e la lista dei carcerati che beneficiavano dell’amnistia. Inizia a chiamare tutti i carcerati condannati per i reati connessi all’amnistia, nome dopo nome chiama tutti, si svuota il carcere.

Resta solo Pinocchio che a quel punto domanda alla guardia quando l’avrebbero scarcerato. La guardia gli domanda :”perché, che crimine hai commesso?” e Pinocchio risponde :”Nulla.” La guardia legge la circolare e dice :”Nulla non rientra nell’amnistia, non ti posso scarcerare.” La guardia, non ancora convinta, chiede a Pinocchio come poteva essere in galera senza aver fatto nulla, insiste, gli suggerisce :”Prova a ricordare…nemmeno un piccolo fallimento bancario? Una piccola corruzione? Un’appropriazione di risparmi di pensionati? Non hai fatto dei piaceri a qualche imprenditore che ti ha regalato qualche villetta a tua insaputa?”

E davanti al silenzio di Pinocchio conclude :”Mi dispiace, nella circolare emanata dal governo chi non ha fatto nulla deve restare in carcere”.

“Madri di anime di uomini vivi” di Giovanni Farina dal carcere di Siano Catanzaro


Ricevuta, copiata e pubblicata

Da anni vivo sotto il peso di un’esistenza che non è più la stessa.

Incontri di spiriti e di fantasmi nelle lunghe passeggiate sotto le larghe

Braccai dei castagni illuminati dalla luna, dalle fronde ombrose, bagnate dalla brina della nebbia. Momenti di immaginazione e di pensiero libero nel corpo e nella mente.

Ora invece il mio corpo è stretto da mura di cemento nere di umidità prigioniero di un’esistenza lenta, senza idee, senza limite.

Sono geloso dei sogni che non ci sono pi, che si sono allontanati, svaniti, sciolti nel nulla…

Il mio spirito, anche da sveglio, è sotto assedio scrutato da occhi invisibili che, in continuazione, mormorano dentro le mie orecchie i minuti, gli attimi della mia condanna senza esistenza.

Sono costretto, giorno dopo giorno, a camminare dentro un vestito nuovo, logoro dal tempo che passa.

Non sono reale stretto in un’esistenza che non c’è.

Circondato da corvi che si cibano del tuo respiro, di ogni tuo attimo.

Resto assente per giorni, non vedo, non sento la loro presenza, sono piombato in un profondo oblio da anni, insensibile, non sento la mia presenza.

Il sonno profondo che, giorno dopo giorno, mi ha fatto suo non mi fa sentire i rumori, le voci che sento non mi appartengono.

Prigioniero di un soffitto che non vuole farmi riconoscere il cielo, il sole che mi ha nutrito a ogni risveglio del mattino.

Sono giorni che dalla stretta finestra entra un insetto nero con macchie gialle, si fa un giro in questo angolo buio penso stia cercando dove fare il suo nido. Lo lascio fare, non mi dà fastidio, è troppo concentrato a creare la rinascita.

“Il cinghiale fico”, fiaba di Giovanni Farina dal carcere di Siano Catanzaro


Un’estate mio padre mi disse: “Giovanni, stai attento che nessun animale entri nell’orto a mangiare le verdure e le patate.”

Una mattina all’alba vidi un grosso cinghiale che stava entrando nell’orto. Gli sparai subito una fucilata perché volevo eliminare, una volta per tutte, l’animale che distruggeva da tempo il mio orto.

Non lo uccisi come avevo sperato ma lo ferii.

Il cinghiale ferito iniziò una carica verso di me, voleva a sua volta ferirmi.

Preso dalla paura gli sparai una seconda fucilata con la bacchetta ancora nella canna , non avevo fatto in tempo a completare il caricamento del fucile.

Il cinghiale, sentendosi colpito per la seconda volta anche dalla bacchetta che si era piantata nel suo corpo, si buttò tra i cespugli e si diede alla fuga.

Passò un anno.

Un giorno mentre stavo girando per la mia campagna vidi tra gli alberi un albero di fico che non avevo mai visto prima in quel luogo, mi arrampicai sull’albero e iniziai a mangiare i fichi maturi.

Mentre stavo mangiando i fichi maturi sentii l’albero muoversi, guardai verso il basso domandandomi perché l’albero di fichi si stesse muovendo.

Con mia grande sorpresa vidi che l’albero di fichi era radicato sul corpo di un grosso cinghiale.

Dopo un momento di sorpresa e di domande mi ricordai che, qualche tempo prima, avevo sparato a un cinghiale mentre stava entrando a mangiarsi gli ortaggi del mio orto. Gli avevo sparato insieme alla palla di piombo anche la bacchetta che era di legno di fico. La bacchetta di legno di fico non era andata persa, aveva messo radici sul corpo del cinghiale, era diventata albero e aveva fatto il frutto.

Ancora oggi in Maremma i contadini e tutti i pastori vedono il cinghiale fico attraversare i campi di grano maturo quando c’è la luna piena alta nel cielo.

Da Giovanni Farina una riflessione sull’uomo, sempre dal carcere di Siano Catanzaro.


Ricevuta, copiata e pubblicata come sempre…pensate che queste parole sono state scritte da una persona che è all’ergastolo e che prima faceva il pastore e che non ha studiato…

L’uomo è un esploratore della vita.

Sa guardare la luce dall’oscurità. Anche dal luogo più lontano può dare un senso alla sua esistenza se gli è permesso di crescere dentro di sé.

Basta dargli la possibilità di raccogliere il buono che incontra nel suo tragitto.

Ogni ramo di un albero quando viene attraversato da un filo di vita manda un richiamo di esistenza al mondo, alla mente che sa ascoltare.

Ci sono luoghi dove ogni suono diventa canto e ogni pensiero magia che darà gioia e frutti nel tempo.

“Ciao principessa”, un altro messaggio d’amore in bottiglie


Ciao principessa

…non riesco a dormire e mi sono ri-piazzato qua davanti al PC, non cerco nessuno nè su Msn nè su Facebook, vorrei parlare con te come sempre dal vivo o su msn… in tutti i casi interagire con te…ma starai già dormendo e non stavi nemmeno bene…credo che ormai non ti stupisca più con le mie pazzie notturne, quando ti scrivo delle frasi nei messaggi non in linea…sono due sere che ti mando delle e-mail banalissime in cui cerco di trasmetterti il mio affetto…in questa mail ti dirò forse delle cose più intense, cose che mi sento di dire e che sento che vogliono uscire da me… adesso mi sento calmo e ispirato a tal punto che le parole le trovo subito, non so cosa mi prende….ma sei tu che mi fai questo effetto, queste parole e le prossime che verranno sono solo parole che comporranno delle righe che rimarranno nella tua mente e nella tua mail..spero le rileggerai un giorno quando ti sentirai sola, quando sarai giù, quando ti sembrerà che il mondo ce l’abbia con te, nei momenti di sconforto e di dubbio ….io se non ci sarò ci saranno queste parole…. Questa lettera nasce dalla voglia di dirti tante cose… sentivo in ogni modo il bisogno di dirti quello che penso, ho riflettuto molto su cosa e quanto scriverti, non voglio che questa sia una lettera come tante altre, voglio che sia diversa, ma soprattutto vera. Dimenticavo…mentre ti scrivo ho “Apologize” che mi tiene compagnia, ho ancora in mente tutti i momenti legati a questa canzone, eravamo così teneri… ma io anche molto imbarazzato. Perdonami per il mio continuo riferirmi al passato ma è grazie al nostro passato che tu sei diventata importante…
Per me sei la cosa più bella che mi sia mai capitata in questi anni, lo dico sinceramente, nella mia vita ci sono stati dei momenti felici con ragazze a cui volevo bene, con te è stato ed è tutto diverso… ogni giorno che passa mi rendo conto di quanto tu sia speciale per me, è meraviglioso passare il tempo in tua compagnia.
Domani sarà un altro giorno, sentirò la sveglia, cercherò la forza di alzarmi dal letto, di prepararmi, di uscire da casa…. e ogni mia giornata sarà dedicata a te.
Sono in balia dell’affetto che provo per te…è talmente forte che domina la mente, e m’impedisce di pensare ad altro …solo tu… nei pensieri in ogni istante.
Vorrei poterti dimostrare di più quanto ti desidero  ma spesso gli impegni miei e tuoi ci portano a non vederci …in questo momento tu sei tutto per me.. senza motivo e senza scopi, la semplicità di un desiderio e di una voglia di viverti e di esserti vicino, di vivermi le cose .. e questo io lo chiamerei amore…. ma non è un amore comune, un amore di fidanzati, un amore da sposi, è un amore che supera ogni limite, non voglio che pensi a un “plus” in queste parole ma vivi la semplicità di un gesto dettato da un affetto smisurato che ho per te….solo i miei occhi che guardano i tuoi possono farti comprendere la profondità e la purezza di tutto questo.
Ricordo ogni secondo passato con te, ogni tuo respiro, il tuo pensiero mi fa vivere, vorrei averti sempre con me ma neanche l’eternità basterebbe per dirti tutto quello che ho provato durante il nostro tempo insieme, si “imballerebbe” il server da quanto diverrebbe lunga questa mail delle cose che citerei… Ho voglia di vederti, lo so che è dura trovare il tempo per noi due ma io pur di vederti farei di tutto.. anche per un’ora…mi basterebbe abbracciarti e sentirti ancora vicina anche se lo facciamo spesso…infatti non è un reclamo… Ho riletto tutti i tuoi sms, da quello in cui mi scrivi “sei fantastico” all’ultimo, non lasciamo perdere questa occasione, viviamocela senza pensieri con spensieratezza e soprattutto passione, non girarti quando ti bacio ma chiudi gli occhi e lasciati andare, sarò il tuo amante, il tempo passa e ancora sei giovane, otterrai tante cose dalla vita, non fraintendere, non ti sto chiedendo cose assurde ma credo che se lo vuoi di cuore tutto è possibile quando c’è di mezzo quello che vive nel nostro cuore. Ti sosterrò in tutto potrai sempre contare su di me, tu rimani la mia principessa di sempre….
Ci siamo conosciuti così, per caso ma ci conoscevamo da sempre…forse il destino aveva già scritto che io e te ci saremmo dovuti incontrare e che a poco a poco ci saremmo piaciuti intensamente… Questo per me è stato il miglior regalo che la vita potesse offrirmi a soli 1500 metri da casa mia…Vorrei essere il tuo sogno che si avvera, spero un giorno di poterlo esaudire se non l’ho già fatto, mi darò da fare perché questo accada il più presto possibile poiché quello che voglio è che i tuoi sogni si realizzino…A V… c’è un ragazzo che vive per il tuo sorriso e non dubitare mai su questo…come su altre cose….MAI
Nel Dicembre 2007 il destino mi ha fatto conoscere te in maniera diversa, ho visto un fiore delicato, splendido e di rara natura e bellezza, una tale bellezza che nessuno sa notare ……ho guardato dentro di te, mi sono innamorato di te giorno dopo giorno solo perché sei semplice, delicata e forte, umile e decisa, calma e tenace….ho visto le tue doti….ho visto il tuo cuore timido e impreparato a ricevere il mio affetto, giorno dopo giorno ho imparato a capirti….non sono triste per come sono andate le cose SONO FELICE DI AVER INCONTRATO NELLA MIA VITA…. Ci siamo appena incrociati lungo il percorso della vita ma da quel fugace incontro la tua immagine e il ricordo dei momenti passati insieme sono impressi nella mia mente e nel cuore in modo indelebile….non so che ruolo ognuno di noi giocherà nell’esistenza dell’altro ma sono sicuro che, qualunque cosa accada, nel libro della mia vita molte pagine porteranno il tuo nome….. L’emozione che ho provato a scriverti questa lettera è stata troppo grande come l’emozione che provo quando sto con te….magari mi scrivessi qualkosa…..sarei contentissimo…..adesso posso andare a letto, mi sono sfogato…..

Ti adoro, PRINCIPESSA