“Suicidio in carcere” di Sebastiano Milazzo dal carcere di Spoleto


Ricevuta, copiata e pubblicata

Non è vero che il sangue

Ha una voce e se ce l’ha

La sentono solo le madri.

Quando un corpo

Si agiterà inerme

E l’ultimo laccio sarà sciolto

Qualcuno penserà

Al numero da assegnare

Ad un letto che puzza

Ancora di cadavere.

Sarà così anche questa volta

E non si accorgeranno

Della nullità del loro tempo

E della loro vuota baldaza.

Così vuole la prassi

Dell’indifferenza

Di chi si sente pulito

Candido e innocente.

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