“La giusta via dell’amore è quella dell’esperienza” di Giovanni Farina dal carcere di Siano Catanzaro


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Il vero capire non avviene il più delle volte con la testa ma col cuore.

Anche un piccolo sussulto quando è sincero può diventare un uragano e in mezzo alla tempesta ti fa vedere un cielo pieno di stelle che ti parrà di vedere per la prima volta.

Qualche volta è utile anche perdersi nell’immensità di un universo che ti senti di farne parte ancche con i soli pensieri…anche se non so dove passi le tue notti ti raggiungo ogni notte con i miei sogni, è un viaggio notturno dell’anima.

Dove ci sei tu ci sono i silenzi che io ero abituato a sentire. Il silenzio che esce dalla terra, un simbolo della vita, il respiro dell’amore e della nascita. Dal giorno che sono nato ho aspettato l’alba che liberasse il mio cuore prigioniero.

Da questo omento dentro al mio silenzio cerco la fonte dove scorre l’acqua sorgiva che un giorno accarezzerà la mia pelle e mi darà la chiave del paradiso.

La visione che più mi piace è quella che mi fa capire che la vita non si ferma, si può distruggere, oscurare il mondo ma all’improvviso si può vedr spuntare una piccola piantina che ti dice che un germoglio sta nascendo.

L’inferno è per chi ha dimenticato l’amore.

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Voci dal carcere di AUGUSTA: dopo le passerelle ferragostane dei politici il personale di polizia penitenziaria continua a subire…


Ancora aggressioni!

Non sembra aver tregua l’escalation di aggressioni poste in essere da parte di detenuti nei confronti del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria.

L’ennesima aggressione ai danni di un agente di p.p. è avvenuta nella mattinata odierna presso la struttura penitenziaria di Augusta, dove l’agente addetto al controllo e smistamento dei detenuti di un blocco detentivo, durante l’espletamento dei compiti affidatigli, veniva aggredito da un detenuto straniero solo per aver tentato di  mettere fine ad una lite tra di loro.

Il Poliziotto, fortunatamente soccorso in tempi brevissimi, e con l’ausilio egregio di altri colleghi, non ha subito gravi danni alla persona, ma è stato comunque costretto a ricorrere alle cure dei medici prescrivendo alcuni giorni di convalescenza.

È davvero imbarazzante ed incredibile notare il silenzio dell’Amministrazione, il silenzio dello Stato dinanzi ai fatti gravissimi che si stanno susseguendo giorno dopo giorno nelle carceri d’Italia ed a farne le spese, ancora una volta, è solo la Polizia Penitenziaria.

Noi non vorremmo crederci, ma stando agli ultimi eventi si percepisce sempre più forte la “debolezza” dell’Amministrazione Centrale, la quale non sembra riuscire a gestire come si conviene quei problemi principali che poi portano alle conseguenze peggiori (suicidi, aggressioni, autolesionismi, proteste ecc.).

Nella fattispecie l’Amministrazione sembra incapace di poter affrontare adeguatamente il problema del sovraffollamento delle carceri, il problema che arreca alle istituzioni Italiane la rilevante presenza di stranieri detenuti ed il gravissimo problema della carenza di organico

della polizia penitenziaria che se non verrà ripristinato a breve potrebbe non soddisfare più neanche i minimi livelli di sicurezza di cui gli istituti penitenziari necessitano per la sicurezza del Paese.

L’UGL Polizia Penitenziaria, vuole evidenziare che solo grazie ad una ritrovata sinergia tra il Sindacato e la Direzione di Augusta, che ringraziamo per gli sforzi che sta mettendo in atto, difatti, accogliendo molte delle proposte da noi formulate in questi anni, che la situazione non è diventata ingestibile, ma siamo consapevoli che questi sono solo provvedimenti di carattere decentrato e tampone, per tale motivo che chiediamo per l’ennesima volta AIUTO ALLE ISTITUZIONI.

Il Vice Segretario Nazionale UGL/FNPP Sebastiano BONGIOVANNI;  i dirigenti regionali UGL P.P. Michele PEDONE e Salvatore GAGLIANI

“Madri di anime di uomini vivi” di Giovanni Farina dal carcere di Siano Catanzaro


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Da anni vivo sotto il peso di un’esistenza che non è più la stessa.

Incontri di spiriti e di fantasmi nelle lunghe passeggiate sotto le larghe

Braccai dei castagni illuminati dalla luna, dalle fronde ombrose, bagnate dalla brina della nebbia. Momenti di immaginazione e di pensiero libero nel corpo e nella mente.

Ora invece il mio corpo è stretto da mura di cemento nere di umidità prigioniero di un’esistenza lenta, senza idee, senza limite.

Sono geloso dei sogni che non ci sono pi, che si sono allontanati, svaniti, sciolti nel nulla…

Il mio spirito, anche da sveglio, è sotto assedio scrutato da occhi invisibili che, in continuazione, mormorano dentro le mie orecchie i minuti, gli attimi della mia condanna senza esistenza.

Sono costretto, giorno dopo giorno, a camminare dentro un vestito nuovo, logoro dal tempo che passa.

Non sono reale stretto in un’esistenza che non c’è.

Circondato da corvi che si cibano del tuo respiro, di ogni tuo attimo.

Resto assente per giorni, non vedo, non sento la loro presenza, sono piombato in un profondo oblio da anni, insensibile, non sento la mia presenza.

Il sonno profondo che, giorno dopo giorno, mi ha fatto suo non mi fa sentire i rumori, le voci che sento non mi appartengono.

Prigioniero di un soffitto che non vuole farmi riconoscere il cielo, il sole che mi ha nutrito a ogni risveglio del mattino.

Sono giorni che dalla stretta finestra entra un insetto nero con macchie gialle, si fa un giro in questo angolo buio penso stia cercando dove fare il suo nido. Lo lascio fare, non mi dà fastidio, è troppo concentrato a creare la rinascita.

“Rendimi altare”


di Angela Ragusa

Rendimi altare,rilucente di ori…

…giaciglio che nutre la mia fame di te,

prepara , in un anfratto nascosto del tuo cuore.

Cura le ferite che mancanza procura

quando assenza preclude ai miei occhi

rifugio nei tuoi…

Proteggi il paradiso che siamo

se pur anime dannate

si specchiano in noi.

Inspira il mio respiro

e nutrirà il tuo giardino:

ogni fiore sbocciato, di devota carezza,

lusingherà la mia preghiera….

Legge dell’alternanza, legge dei contrari


“Tutta la vita è sottomessa alla legge dell’alternanza, che è la legge dei contrari. Al mattino, la luce scaccia le ombre della notte, e la sera, sono le ombre che riguadagnano terreno… È lecito, per questo, dire che la notte è opposta al giorno, e il giorno alla notte? Sì e no. Sì, perché la luce è l’opposto delle tenebre; no, perché il giorno e la notte lavorano insieme per creare e preservare la vita. Prima di venire al mondo, il bambino passa nove mesi nascosto nel grembo della madre… Per germogliare, i semi devono restare per un certo tempo sotto terra… Quanto alle api, esse tappezzano l’arnia di cera perché hanno bisogno dell’oscurità per produrre il miele, ecc. Quanti lavori hanno inizio nell’oscurità, prima di uscire alla luce! Luce e oscurità rappresentano delle entità, delle correnti, delle energie che la natura utilizza per il suo lavoro.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov