Vinicio: storia di un piccolo grande uomo


di Daniela Domenici

Due dolcissimi occhi azzurri e un luminoso sorriso, la pelle cotta dal sole e i capelli ormai candidi, una disponibilità continua verso tutti: questo è Vinicio Moriconi, un uomo ed un atleta che ho avuto la fortuna di conoscere ad uno stage di atletica tenuto da Orlando Pizzolato.

Vinicio ha, anagraficamente, 66 anni ma ha la grinta, la vitalità ed il fisico di un giovanotto, è nato e vive in Versilia,in quella   lingua di terra toscana sospesa tra il mare e le montagne, le Apuane, terra che ho anch’ io nelle vene da parte di mio padre.

Ha corso, a tutt’oggi, in 48 anni di ininterrotta carriera sportiva, 2700 gare tra cui 111 maratone, non solo quelle sulla distanza standard di  42,195 km ma anche quelle estreme come, per esempio, la Torino-Saint Vincent di 100 km (l’ha corsa ben 4 volte) o la 100 km del Passatore da Firenze a Faenza.

Come se non bastasse Vinicio, per arrotondare la pensione, percorre su e giù ogni giorno la spiaggia di Forte dei Marmi vendendo gelati ai bagnanti portando sulle spalle il frigorifero.

In questi giorni di stage, non contento degli allenamenti quotidiani con Orlando su percorsi non facilissimi e di lunghezza non inidfferente, Vinicio ha trovato la voglia e l’energia di giocare anche una partita di calcio a 5 in cui era, ovviamente, il più anziano dei giocatori, ma solo sulla carta.

Ho voluto raccontarvi la storia di Vinicio Moriconi perché incarna un mondo dello sport che, fortunatamente, esiste ancora ma di cui difficilmente i mass media si occupano.

Mi auguro che il sacrificio che Vinicio fa quotidianamente sia nel vendere gelati camminando per chilometri sulla sabbia bollente con 35 kg   sulla schiena che   anche quello che comporta il suo costante ed ininterrotto duro allenamento macinando altri chilometri per le gare possa servire da esempio per tutti noi,   giovani e anziani, sportivi e non

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“Incrocio di pensieri”


di Tiziana Mignosa

All’ombra del tuo veloce fare

è dita tra i capelli

questo pensiero mio che ti va a cercare

ore in cui il tempo

è essenza al piombo di dovere.

Eppure … ti sento

tu mi pensi

sazia allora il desiderio mio errante

che in te ha visto il fuoco

e in me falena svolazzante.

Ascolta

il sussurro e il respiro sul tuo collo

tanto lo so che mi stai pensando

anche adesso che la penna

sorvola sulla tua sostanza.

E’ piuma che mi stuzzica

questo mio intuirti confuso e un po’ turbato

nascosto tra il da fare accalorato

e intanto col pensiero

vieni da me a cercare il mare.

Nuoto, straordinaria Camellini: oro e record del mondo anche nei 100 dorso


L’azzurra conquista la sua quarta medaglia, la seconda d’oro, nuotando da campionessa nella gara per lei più difficile: infrange il muro del minuto e venti secondi con il nuovo primato mondiale e sale sul gradino più alto del podio. L’Italia conquista complessivamente cinque medaglie: due ori e due argenti (tutti di Camellini) insieme al bronzo di Bettella

cecilia camellini

ROMA – Medaglia d’oro e record del mondo: un successo straordinario. E’ ancora all’insegna di Cecilia Camellini la spedizione italiana ai mondiali di nuoto paralimpici di Eindhoven: nel sesto giorno di gare l’atleta modenese mette a segno un’altra incredibile prestazione e sbaraglia le avversarie in una specialità nella quale finora non si era mai confrontata ad altissimo livello. Il secondo oro della Camellini arriva nei 100 dorso per non vedenti (categoria S11), con una progressione inarrestabile che l’ha portata a toccare per prima la piastra facendo anche segnare il nuovo primato del mondo.

ORO CAMELLINI – Classificatasi con il secondo tempo nelle batterie del mattino, subito dietro una delle rivali più dirette, la tedesca Schulte, detentrice del record del mondo con il tempo di 1’20”33, Cecilia Camellini è scesa in vasca convinta delle proprie possibilità. Ottima la partenza dell’atleta italiana, in corsia 5, con uno scatto migliore di quello dell’avversaria tedesca, in corsia 4, che parte in ritardo rispetto all’azzurra e in nessun momento della gara riuscirà più a sopravanzarla. Fulminea è invece, in corsia 3, la partenza della cinese Rina Akiyama, che fugge via davanti a tutte ad un ritmo quasi forsennato. Alla virata dei 50 metri, la cinese passa con il folle parziale di 37”40, staccando la Camellini di 2”39 (passaggio in 39”79) e la Schulte di ben 3”30 (passaggio in 40”70). La seconda e ultima vasca è la storia di un progressivo, lento e inesorabile recupero da parte delle due atlete favorite, la Schulte e la Camellini, rispetto alla Akiyama. La cinese resiste fino a metà vasca, quando l’incedere dell’azzurra si fa incontenibile: l’italiana tocca per prima, facendo fermare i cronometri sull’1’19”78. E’ medaglia d’oro e migliore prestazione mondiale di sempre: mai nessuna, prima di oggi, era riuscita ad infrangere su questa distanza il muro del minuto e venti secondi. Dietro di lei, esausta, arriva la Akiyama, che resiste al tentativo di rimonta della Schulte: la cinese fa registrare il tempo di 1’20”26 (48 centesimi dietro la Camellini) e conquista l’argento; la Schulte ferma il cronometro sull’1’20”64 (86 centesimi dalla vincitrice), un tempo superiore di 31 centesimi a quel record del mondo (1’20”33) stabilito agli europei di Reykjavik il 23 ottobre 2009 ora infranto dal “ciclone” Camellini.

La campionessa azzurra chiude così la sua partecipazione ai mondiali con due ori (e relativi record del mondo) nei 100 stile libero S11 e nei 100 dorso S11, e due argenti nei 50 stile libero S11 e nei 200 misti S11. Quattro medaglie, alle quali per l’Italia si aggiunge quella di bronzo conquistata da Francesco Bettella nei 200 stile libero S2.

da http://www.superabile.it

GLI ALTRI AZZURRI – Nella finale dei 100 dorso, ottima anche la prestazione di un’altra azzurra, Greta Carrara, che chiude al quinto posto assoluto con il tempo di 1’32”15. Quarto posto invece per Francesco Bettella nella finale dei 100 stile libero S2, riservati agli atleti tetraplegici. Bettella, che era già arrivato terzo nei 200 stile libero S2, sfiora il risultato anche sulla mezza distanza, cedendo allo stratosferico russo Dmitry Kokarev, al polacco Jacek Czech e al britannico Anderson. L’azzurro chiude con il tempo di 2’30”79, a un secondo e sei decimi dal bronzo. (Stefano Caredda)