“Il cinghiale fico”, fiaba di Giovanni Farina dal carcere di Siano Catanzaro


Un’estate mio padre mi disse: “Giovanni, stai attento che nessun animale entri nell’orto a mangiare le verdure e le patate.”

Una mattina all’alba vidi un grosso cinghiale che stava entrando nell’orto. Gli sparai subito una fucilata perché volevo eliminare, una volta per tutte, l’animale che distruggeva da tempo il mio orto.

Non lo uccisi come avevo sperato ma lo ferii.

Il cinghiale ferito iniziò una carica verso di me, voleva a sua volta ferirmi.

Preso dalla paura gli sparai una seconda fucilata con la bacchetta ancora nella canna , non avevo fatto in tempo a completare il caricamento del fucile.

Il cinghiale, sentendosi colpito per la seconda volta anche dalla bacchetta che si era piantata nel suo corpo, si buttò tra i cespugli e si diede alla fuga.

Passò un anno.

Un giorno mentre stavo girando per la mia campagna vidi tra gli alberi un albero di fico che non avevo mai visto prima in quel luogo, mi arrampicai sull’albero e iniziai a mangiare i fichi maturi.

Mentre stavo mangiando i fichi maturi sentii l’albero muoversi, guardai verso il basso domandandomi perché l’albero di fichi si stesse muovendo.

Con mia grande sorpresa vidi che l’albero di fichi era radicato sul corpo di un grosso cinghiale.

Dopo un momento di sorpresa e di domande mi ricordai che, qualche tempo prima, avevo sparato a un cinghiale mentre stava entrando a mangiarsi gli ortaggi del mio orto. Gli avevo sparato insieme alla palla di piombo anche la bacchetta che era di legno di fico. La bacchetta di legno di fico non era andata persa, aveva messo radici sul corpo del cinghiale, era diventata albero e aveva fatto il frutto.

Ancora oggi in Maremma i contadini e tutti i pastori vedono il cinghiale fico attraversare i campi di grano maturo quando c’è la luna piena alta nel cielo.

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Voci da Augusta: cantiere cimitero


di Mimmo di Franco

Vorrei, innanzitutto complimentarmi con l’assessore Giunta,delegato ai servizi cimiteriali,per l’impegno con cui sta portando avanti il suo lavoro. Fatta questa premessa, Il mio intervento vuole essere un contributo per restringere i tempi di lavori  e  riportare il cimitero,come un luogo sacro e di riposo per i nostri congiunti. Da diversi anni, nel cimitero di Augusta, è stato aperto un cantiere per le costruzioni di cappelle. Purtroppo non s’intravede la fine dei lavori, perché se ogni utente ha 2 anni di tempo per presentare il progetto e terminare i lavori,considerato che si devono assegnare ancora alcune aree,significherebbe la fine del cantiere tra il 2014-2015-Mi chiedo, perché non si invitano i cittadini che hanno fatto richiesta ad accelerare i tempi di costruzioni oppure assegnare quelle aree  ad altre persone?

Intanto si potrebbe passare una prima fase di asfalto, ripristinare le fontanelle le  lampadine ed a fine lavori ripassare l’asfalto finale. Il cimitero di Augusta è un cantiere a cielo aperto, i residui di muratura sono ovunque,cumuli di macerie dentro le basi delle cappelle,tavolette con i chiodi,strade impolverate. Sarebbe opportuno un invito alle ditte per pulire le zone non in costruzione.

Sorvolo su com’è stato disegnata tutta la zona est. I prospetti delle cappelle avrebbero dovuto affacciarsi sulle strade principali e non sulle stradine interne .Percorrendo la strada si trovano da una parte i loculi e dall’altra le spalle delle cappelle,mentre per entrare all’interno delle cappelle bisogna andare agli estremi della zona perché manca una stradina intermedia. L’interno mi è sembrato una casbah e  condivido questa opinione con gran parte dei cittadini.la cappella,in quale secolo potremmo avere le strade pulite ed un luogo sacro degno del nome e affinchè sia un luogo di riposo?

“A volte”


di Tiziana Mignosa

A volte amo respirare il mio passato

quando le foglie

cadendo giù

d’autunno vestono la nostalgia

e il pensiero plana

su quei luoghi inviolati

dove regina

era la gioia.

Col sorriso

d’attimi fodero il mio dolore

mentre la mente mente

negando gelo e inverno.

“Antica chiave”


di Angela Ragusa

E tornerai a cercarmi
come in un caccia al tesoro
qui, in questo mondo che ora mi nasconde…

Lascerò tracce dorate
ed il tuo trovarmi diverrà sottile gioco,
impensabile scoperta,
margherita da sfogliare,
vento a cui donare luccicanti filamenti.

Ciò che è bello, ti parrà di me…

Setaccerai il lungo fiume
dalle sponde senza fine
e mille granelli rilucenti
ricomporrai tra le tue mani….

Oro prezioso custodirai nel tuo forziere
quando ,preda consapevole,
getterai l’antica chiave.

Da Giovanni Farina una riflessione sull’uomo, sempre dal carcere di Siano Catanzaro.


Ricevuta, copiata e pubblicata come sempre…pensate che queste parole sono state scritte da una persona che è all’ergastolo e che prima faceva il pastore e che non ha studiato…

L’uomo è un esploratore della vita.

Sa guardare la luce dall’oscurità. Anche dal luogo più lontano può dare un senso alla sua esistenza se gli è permesso di crescere dentro di sé.

Basta dargli la possibilità di raccogliere il buono che incontra nel suo tragitto.

Ogni ramo di un albero quando viene attraversato da un filo di vita manda un richiamo di esistenza al mondo, alla mente che sa ascoltare.

Ci sono luoghi dove ogni suono diventa canto e ogni pensiero magia che darà gioia e frutti nel tempo.

Mare Nostrum, al via l’VIII Horcynus Festival


Il Mediterraneo come spazio aperto al dialogo e alla riconciliazione tra le sue diverse anime. E’ questo il tema che accompagnerà l’ottava edizione dell’Horcynus Festival, la rassegna culturale dedicata alle arti del Mare Nostrum che si terrà da domani al 24 agosto a Messina. Tavole rotonde, seminari, laboratori musicali oltre a concerti, rappresentazioni teatrali e rassegne cinematografiche animeranno il litorale di Capo Peloro, l’estrema punta della Sicilia nordorientale, per otto giorni a partire da domani. Tra i principali ospiti, il cantautore Franco Battiato, che il 24 agosto interverrà al termine della proiezione di “Auguri don Gesualdo”, il ‘docufilm’ da lui diretto sulla vita dello scrittore Gesualdo Bufalino. La pellicola si inserisce tra i tributi dedicati ad illustri autori dell’isola come Vincenzo Consolo e Salvo Cuccia, entrambi presenti alla manifestazione.
L’Horcynus Festival ospiterà due rassegne cinematografiche, una sugli “Arcipelaghi della visione” e l’altra dedicata al cinema arabo e curata dal giornalista iracheno Efran Rashid. Sempre sul tema della riconciliazione verrà proiettato il film “Kick off” che racconta l’Iraq del dopo Saddam attraverso la passione comune delle diverse etnie che lo popolano, il calcio. Gli spettacoli teatrali della sessione “migrAzioni tra terra e mare” saranno dedicati alla rilettura in chiave moderna di alcuni dei miti dell’epica quali l’Eneide e l’Iliade. Fra gli eventi di rilievo internazionale il 19 agosto si terrà anche un “Forum sui Balcani” dove si dibatterà sulla questione della ricostruzione civile dei paesi dell’ex Jugoslavia.

da http://www.livesicilia.it

Nuoto, un argento per Cecilia Camellini ai mondiali paralimpici


Prima giornata di gare ad Eindhoven e prima medaglia per la campionessa azzurra che conquista il secondo posto nella finale dei 200 metri misti: per l’atleta modenese, non vedente, c’è anche la soddisfazione del nuovo primato nazionale. Record italiano nei 100 farfalla anche per Federico Morlacchi, che sfiora il podio chiudendo al quarto posto. Le gare proseguono fino al 21 agosto

la premiazione

ROMA – Inizia con una medaglia d’argento l’avventura italiana ai mondiali paralimpici di nuoto, che hanno preso il via ad Eindhoven: Cecilia Camellini ha infatti conquistato la seconda piazza nella gara dei 200 metri misti classe SM11, riservata agli atleti non vedenti. L’azzurra ha ottenuto il record italiano nuotando la distanza in 2’58”17, un tempo superiore solamente a quello della tedesca Schulte che ha vinto l’oro migliorando di quaranta centesimi il record del mondo (2’52”36) che già deteneva. Al terzo posto si è piazzata la cinese Qing Xie fermando il cronometro sul 2’59”27.

Per la giovane atleta modenese, appena diciottenne, si tratta della prima medaglia ai mondiali, dopo quelle conquistate alle Paralimpiadi di Pechino due anni fa: anche in quella occasione si era trattato di due medaglie d’argento, sui 50 e sui 100 stile libero, gare che a questi mondiali disputerà nei prossimi giorni. Con ottime prospettive, dal momento che ad Eindhoven per la prima volta si troverà in vasca solamente con atlete della sua stessa classe, la S11, quella dei non vedenti. Nelle precedenti manifestazioni ha gareggiato anche con atlete di classe superiore, la S12, quella riservata agli ipovedenti. L’anno scorso, agli europei di Reykjavik, Camellini ha vinto l’argento sui 50 stile libero e l’oro nei 100. Ai mondiali in corso nei Paesi Bassi oltre ai 200 misti, e alle gare predilette dei 50 e dei 100 stile libero, l’atleta italiana si confronterà anche nei 100 dorso.

Ma non c’è solo Cecilia Camellini. Nella prima giornata dei mondiali, esaltante quarto posto per il sedicenne Federico Morlacchi che ha migliorato nei 100 farfalla il record italiano con 1’00”90 classe S9 (amputati di gamba), cedendo la terza posizione (e la medaglia di bronzo) al croato Vincetic per soli 25 centesimi. L’oro è andato al primatista mondiale, l’ungherese Sors, e l’argento all’australiano Cowdrey. Nella gara più lunga del programma di questi campionati, i 400 stile libero, Emanuela Romano classe S6 ha onorato la finale chiudendo con il tempo di 6’19”74 ed ottenendo il sesto posto. Francesco Bettella nei 50 stile libero classe S2 ha chiuso all’ottavo posto con 1’14”96. Ai mondiali di Eindhoven, che si chiuderanno il 21 agosto, partecipano 655 atleti di 54 paesi.

da http://www.superabile.it