Di nuovo nel “nostro” carcere di Augusta…


di Daniela Domenici

Dopo 6 mesi e 5 giorni oggi ho rimesso piede dentro il “nostro” carcere grazie alla visita ispettiva, non ci crederete ma per me è stata una vera emozione perché dopo più di due anni trascorsi là dentro quasi ogni mattina e dopo questi mesi di assenza non voluta… mi mancava!!! Mi prenderete per folle, lo so, e ne avete tutte le ragioni…come si può sentire l’assenza di un luogo come il carcere da cui la gente “normale” non vede l’ora di scappare? Io non sono normale e chi mi conosce bene lo sa già da un pezzo.

Oggi due episodi avvenuti in due luoghi diversi del “nostro” carcere mi hanno commosso e voglio condividerli con voi.

Il primo è avvenuto nelle cucine, sempre durante la visita ispettiva; ho visto che tra i detenuti-lavoranti ce n’era uno alto e con la pelle nera corvina, mi sono avvicinata e ho riconosciuto (e anche lui mi ha riconosciuta subito) quel detenuto del Senegal che durante una delle tante volte che abbiamo fatto cineforum un giorno mi ha dato una lezione estemporanea su di un insegnamento del Corano che mi è rimasta impressa e che mi ha fatto capire perché i detenuti musulmani più credenti mi salutavano, ogni volta che ci vedevamo, con la mano destra sul petto. E oggi io, memore di quell’insegnamento, l’ho salutato così e lui ha sorriso senza parlare e ha ricambiato il saluto allo stesso modo.

L’altro momento per me emozionante è stato quando durante la visita siamo andati in una delle sezioni da poco riaperte dove sapevo che c’è uno dei detenuti con cui, in quei due anni, abbiamo stretto un legame di stima e affetto oltre al fatto che ho pubblicato nel mio sito tante sue poesie e due fiabe; volevo riabbracciarlo dopo tanti mesi e quando mi ha visto apparire davanti alla sua cella è stata così tanta la sua emozione che non finiva di ripetermi “che splendida sorpresa che mi hai fatto, grazie”.

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“Profumo di me”


di Angela Ragusa

Agitano forte …dentro di me
Mille pensieri che volgono in su ,
zenit del cielo ,punto invisibile
ma fisso alla mente…
groviglio di sensi,desiderati e aspettati
mentre le ore girano intorno
a chi ,navigante sperduto nel mare di amore e passione
riempie di sabbia la clessidra del tempo….

E grida la voce…dentro di me
ritmo incessante di parole invocate ,
melodie sussurrate per offerte copiose
di teneri gesti ,sensuali , carnali,
quando in silenzio di complici notti
aspergo te di profumo di me.

Ferragosto in carcere


di Daniela Domenici

L’anno scorso il partito Radicale ha immaginato, per la prima volta, il “Ferragosto in carcere”, una sorta di blitz senza preavviso messo in atto solo da esponenti di questa formazione politica; quest’anno invece i Radicali sono riusciti a coinvolgere, programmandolo con molto anticipo e dandone larga risonanza su tutti gli organi di stampa compresi i social networks, più di un centinaio tra deputati nazionali, regionali, garanti e altre personalità politiche appartenenti a tutti gli schieramenti dell’arco costituzionale che hanno accettato di entrare per una visita ispettiva, insieme a volontari e collaboratori, nella maggior parte delle più di duecento strutture detentive della penisola nei giorni 13, 14 e 15 agosto.

Nel periodo in cui la maggior parte delle persone pensa solo a prendere il sole al mare o, comunque, a stare in vacanza senza pensieri questo drappello di persone ha voluto, con quest’azione, richiamare l’attenzione su di un mondo che i più tendono ad accantonare, a dimenticare, a rifiutare: il pianeta carcere che, come tutti sappiamo, ultimamente è diventato una mina pronta a esplodere per le condizioni di invivibilità, di sovraffollamento dei detenuti, di sotto organico degli agenti e il crescente numero di suicidi in carcere, come un bollettino di guerra che non ha mai una sosta, ne è la più lampante manifestazione.

Io e mio marito siamo entrati stamattina con l’on. Giuseppe Gianni nel carcere di Augusta dove siamo stati ricevuti con molta cortesia e disponibilità da un collaboratore del commissario  assente per ferie; non erano presenti in istituto né il direttore né la sua vice.

Un elemento negativo che ci è stato segnalato ma che ormai in questo carcere è annoso è quello della fornitura dell’acqua che in estate diventa ancora più difficile proprio quando dovrebbe essere più necessaria date le condizioni climatiche: si ricorre ancora alle autobotti.

Un fatto nuovo e positivo rispetto all’ultima visita ispettiva è la riapertura di due sezioni del carcere che erano chiuse da molti anni, la 5 e la 6, perché filtrava l’acqua dal tetto; sono arrivati i finanziamenti, sono state restaurate e quindi alcuni detenuti lì trasferiti, i “lavoranti”, dando luogo a una migliore vivibilità, com’è facile immaginare, e una minore tensione.

Elemento negativo che persiste è quello dell’esiguo numero di agenti di polizia penitenziaria in rapporto a quello della popolazione detenuta che ha portato a ridurre, per esempio, anche il numero degli agenti di sentinella sulle mura perimetrali che sono passati da 4 a 2 per essere destinati all’interno della casa di reclusione.

L’on. Gianni ci ha dichiarato, a conclusione della visita, che è sua volontà portare avanti un progetto di legge che riguarda quei detenuti che devono scontare gli ultimi tre anni favorendo un loro inserimento nel mondo lavorativo e la parallela domiciliarità della pena residua da scontare per abbattere i costi del mantenimento di un detenuto in carcere e  mettere in pratica l’art.27 della Costituzione che parla di rieducazione e di reinserimento, progetto di cui ci aveva già parlato l’on. Rita Bernardini dopo la precedente visita ispettiva in questo stesso carcere lo scorso aprile.

Unplugged


di Daniela Domenici

Nell’immaginario collettivo dei tempi moderni la notte di Ferragosto, quella, per intenderci, tra il 14 e il 15, va trascorsa su una spiaggia o, comunque, in un luogo di mare tra falò, musica e balli.

A noi è capitata un’avventura musicale diversa: Nino Borzì, sindaco di Nicolosi, splendida cittadina a due passi dalla vetta dell’Etna, insieme ai suoi assessori, ha pensato di organizzare un concerto nella piazza principale invitando un cantautore come Vincenzo Spampinato e quattro dei suoi musicisti riuniti nel “Sun quartet” vincendo questa sua “scommessa”: qualche migliaio di persone ha gremito ogni angolo della piazza con un’attenzione, un affetto e un calore chiaramente percepibili, tangibili, verso il cantautore e i suoi musicisti. Non contento di ciò ha poi offerto, grazie a un bar che si è reso disponibile, un brindisi a tutto il pubblico e poi arancini per tutti lungo la via Etnea!!!

I musicisti che hanno accompagnato Spampinato in questo concerto di Ferragosto sono: Francesco Bazzano alle percussioni, Patrizia Privitera al basso, Edoardo Musumeci alla chitarra e Francesco Novecento alle tastiere.

“Unplugged”, nel linguaggio musicale moderno, significa “non amplificato”; a noi, non addetti ai lavori, piace immaginare che Vincenzo abbia scelto questo termine come titolo del suo concerto utilizzandone il suo significato originario cioè “staccare la spina”: con le sue splendide  canzoni ci ha fatto davvero staccare la spina, per un po’ di tempo, dai pensieri e problemi quotidiani portandoci, lui menestrello del Borgo, verso spiagge nuove e orizzonti inesplorati, facendoci sorridere, cantare con lui, applaudire ma anche ridere di cuore quando ha interagito col pubblico, in puro dialetto catanese, alla sua maniera così amabile, delicata e ironica.

Ed ecco la scaletta del concerto di ieri sera, 13 brani più due bis:

I ragazzi del Borgo, dedicata al suo amato quartiere di Catania

L’amore nuovo, canzone “per chi ha amato, ama e, speriamo, riamerà…è beneaugurante..”

Per Lucia, canzone scritta per Riccardo Fogli, contro la guerra, contro il Muro di Berlino “…legarle i capelli con un filo di vento…indosserei le stelle…”

Campanellina, scritta per sua figlia prima che nascesse, dal ritmo trascinante e con un assolo iniziale di chitarra di Edoardo Musumeci, una serie di insegnamenti di vita per la figlia “…scegli il sorriso, rispetta il dolore..”

Bella e il mare, con la voce registrata di Lucio Dalla nel finale “…il mare non chiama e non risponde…quante volte con un sasso hai rotto le sue onde…”

Voglio un angelo, che è stata a lungo prima in classifica n tutto il Sudamerica ed è stata cantata anche da Shel Shapiro “voglio un angelo quando torno a casa mia…voglio un angelo che mi illumini la via..”

Bella e il vento, creata dopo aver letto una poesia di Garcia Lorca con questo titolo, cantata su base registrata, canzone non facile da apprezzare a primo ascolto

Jè ‘a terra mia, canzone in lingua siciliana dedicata alla sua amata Sicilia “Jè ‘a terra mia..è scritta con curaggio e c’a puisia…questa è l’isola conquistata che vi conquisterà..”

La tarantella di Socrate, un testo deliziosamente ironico che prende in giro amabilmente alcuni luoghi comuni “lavorare mi stanca…mettila in vendita l’anima, è meglio avere che essere…”

Neve d’estate, un testo un po’ malinconico “nevica, nevica, nevica, nevica…dura un secolo questa domenica” e finta neve piove sul palco

Bouganville pericolosa, un brano cantato al Cantagiro dal testo molto ironico “ma quanto mi manchi…” è il ritornello-tormentone

Muddichedda, brano con cui ha vinto il festival della canzone siciliana che gli è stato ispirato dalla nonna che gli diceva sempre “Muddichedda muddichedda si aggiusta tutto”, è la teoria dei piccoli passi, la voce femminile registrata che si sente è di Carla Basile.

Sorrisi, celebre ritornello da lui creato tanti anni fa per presentare i suoi musicisti e ringraziare le autorità e il pubblico presente che, non ancora appagato, gli ha chiesto due bis: “Elle” e “Legittima difesa”.