Messaggio d’amore in bottiglia


Ho ricevuto questa straordinaria lettera d’amore da un amante deluso dalla propria donna…

…più passa il tempo più ti rendi conto che le persone cambiano, cambiano più velocemente di quanto tu possa immaginare…all’inizio non ti spieghi i loro atteggiamenti ma poi ci pensi e capisci che forse erano solo diverse da come tu le avevi immaginate

…più passa il tempo più ti rendi conto che le persone cambiano, cambiano più velocemente di quanto tu possa immaginare…all’inizio non ti spieghi i loro atteggiamenti ma poi ci pensi e capisci che forse sono solo diverse da come tu le volevi vedere

…più passa il tempo più ti rendi conto che le persone cambiano, cambiano più velocemente di quanto tu possa immaginare…all’inizio non ti spieghi i loro atteggiamenti ma poi ci pensi e capisci che forse semplicemente sei tu che oggi le guardi con occhi diversi e vedi realmente chi sono davvero…!
sembrano le strofe di una canzone quale immagino anche la musicalità, un dolce adagio che dice molto al rintocco delle note gravi di un pianoforte alternate da acuti che straziano….
Forse è quello che mi sta succedendo…ti ho sempre voluta mettere su un piedistallo, ho continuato a giustificarti anche quando non lo meritavi, ho mentito a me stesso dicendo che quello che vedevo non stava accadendo a noi…ma fino a che punto ci si può ingannare per amore???? E’ proprio vero: ignorare i fatti non cambia le cose; e cosi ho iniziato ad allontanarmi da te e ad amare i ricordi, ricordi che, per quanto bellissimi,  tuttavia, a volte, perdono di splendore e a contatto con la dura realtà presente e si trasformano in rimpianti.
Ho creduto più volte che la vita fosse vita perché a renderla tale era l’aria che non smettevo di respirare… quella ventata di aria fresca per me eri tu, e invece ho sbagliato, riesco a vivere anche senza te e senza più la paura di affrontare la verità: tu mi hai cambiato, il tuo non amore mi ha aperto gli occhi,  non si può perdonare qualcuno che smette di amarti…nonostante questo io ci ho tentato ma tu non me ne hai dato la possibilità, perciò ora basta !!!!

Giorni fa sono andato al cimitero dopo mesi e non ho avuto il coraggio di guardare la foto di mia madre perché sentivo le sue parole… non riferite a te ma A ME…e questo quello che vuoi, è questo quello di cui hai bisogno…???

tutto sommato non è un male se non mi rispondi, tutto sommato non è un male se non ritorni…tanto il bene che voglio da te non lo riceverò mai  e allora da oggi in poi penserò di più a me stesso…mi dispiace molto ma cosi com’ è andata è stato meglio, ora devo occuparmi di più della mia felicità che recuperare la tua. scelte nella vita da fare ce ne sono tante, forse troppe per poterle indovinare tutte… io vado punto e a capo da qui e lo faccio senza di te, senza fantasmi, senza rancori

….non ho mai giocato con l’amore, voglio una donna mia e per tutta la vita e voglio costruire qualcosa con lei, voglio coltivare la speranza di un futuro insieme, credevo che fossi tu, mi sono impegnato affinché fossi tu ma non è cosi, alla prova dei fatti mi hai deluso in tutto perciò non è più di una come te che ho bisogno, quello che hai da offrirmi non e quello che sto cercando e se anche riuscissimo a rimettere insieme i cocci non sarebbe più come ieri, avrebbe potuto essere meglio… mai più la stessa passione, mai più la stessa complicità…con i tuoi stili, con i tuoi modi.
hai giocato una volta di troppo con me e perciò come potrei fidarmi di te ancora??? Come ci si può fidare nuovamente di qualcuno che ti ha tradito??? Avevo risposto sì a queste domande ma tu non le hai capite e non hai perso tempo ad accusarmi e litigare quando ti mettevo al corrente che i tuoi gesti non mi aiutavano a creare fiducia in te. tieniti le tue verità, le tue scuse, ciò che ti serve a raggiungere i tuoi scopi ma io ne sono fuori, non potrai più farmi del male…certo, vederti mi ha ancora effetto ma questa è la mia scelta e non si torna indietro, tradirei quello che sono, quello in cui credo e non starei bene con me stesso, non dimentico la sensazione di incapacità nel guardare la foto di mia madre al cimitero perché io non ti ri-conosco più, non arrabbiarti ma non voltarti nemmeno indietro perché non ci sarò, sarebbe dovuto andare tutto molto diversamente…hai permesso agli altri di spezzare ciò che di nostro avevamo… non lo hai difeso, non hai cercato di evitare certe cose… ora saprò abituarmi a farne senza anche se a caro prezzo perché continuare ad amarti sarebbe solo una fonte di sofferenza: esiste un limite oltre il quale un cuore ferito non si rimargina più…anche se non e quello che vorresti…ma ciò che
va bene per te non necessariamente va ancora bene per me… è soltanto che quando ci innamoriamo abbiamo l’impressione che tutto l’universo sia d’accordo ma quando poi scende il buio non rimane più nulla… cosi è scomparso tutto ciò che di buono c’era tra noi…perciò ora comincio a guardare avanti, a guardarmi di nuovo intorno. penso che al mondo esista solo una persona giusta per ognuno di noi solo che,  a volte, ne abbiamo cosi bisogno da sembrarci giusta anche quella che non lo è. Credo di aver fatto questo errore con te…non dovrai più preoccuparti di me, di quello che penso se non mi saluti e di tutto il resto ….. il tuo comportamento da totale indifferente adesso è reale… 1000×1000 in tutte le tue vite, la nostra, la tua ma, soprattutto, la mia…

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“Lungo il soffio dell’estate”


di Tiziana Mignosa

Sei l’estate che mi stuzzica

il pensiero che accompagna le ore deste

poesia

che di rosso si lascia scivolare

dolce miele alle pareti.

Sei il respiro

delicato sulle palpebre socchiuse

dita affusolate

brivido

sopra l’arco della schiena.

Voglio trovarti

lungo il soffio dell’estate

quando la cicala alla calura canta

e la goccia scende

gusto e voglia sulle labbra.

Sei l’assaggio

che dal ghiaccio del cubetto

sul calore della pelle goccia

contrasto e desiderio

centuplicano il piacere.

Come vento che m’afferra nella notte

sui leggeri polpastrelli

amo raccattare

il fremito tuo nello sfiorarmi

e la luna guarda.

Sei il sorriso

che sul viso mi si specchia

quando mi spalmi gli occhi lungo il corpo

o quando

silenzioso attraversi la mia mente.

Riposto, la città delle Pomelie…


L’Associazione culturale “Raccontare la Scienza” organizza una giornata dedicata alla particolarissima pianta che cresce rigogliosa a Riposto (CT). Su richiesta dell’Associazione  il Sindaco, con propria determina, ha già deliberato la dicitura ufficiale “Riposto Città delle Pomelie”.

RIPOSTO (CT) – Ogni cittadina è nota per una peculiarità, che la rende unica agli occhi del visitatore. Riposto, ridente paese della provincia di Catania, può vantare non solo la vocazione marinara che la vede sede di uno dei più importanti porti turistici del meridione, ma anche quella della coltivazione della Pomelia (nome scient. Plumeria), pianta di origine centro-americana, e particolarmente diffusa nelle Isole Hawaii.

L’antichissima tradizione rende Riposto unica in tutta la Sicilia, insieme solo a Palermo.

Chiunque si trovi a passeggiare per le sue vie noterà l’esplosione di colori che trabocca sui balconi, e si fermerà con gli occhi in su ad ammirare la cura e la dedizione che i cittadini riversano su tali particolari piante.

Al fine di valorizzare e far ulteriormente conoscere questa specificità ripostese, l’Associazione culturale “Raccontare la Scienza”, con il patrocinio del Comune di Riposto e della Provincia Regionale di Catania e con il supporto di sponsor privati, organizza la manifestazione “La Città delle Pomelie”, che si terrà domenica 8 Agosto 2010 dalle 19.00 alle 22.00 sul tratto del raddoppio del Lungomare antistante la Piazza del Commercio e sullo spiazzo antistante la Chiesa della Lettera.

Numerose le iniziative in programma:

il Concorso di pittura “Riposto e la Pomelia”, il Premio “La Pomelia più bella” riservato ai balconi ripostesi, l’esposizione di esemplari rari da parte di importanti produttori di Pomelie, una mostra di francobolli a tema provenienti da ogni parte del mondo.
Chiuderà la manifestazione una conferenza a più voci (prof. Pietro Pavone, dir. Dipart. Botanica Università di Catania, dott. Giovanni Toldonato presidente Ordine Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Catania, dott. Rosario Galeano, esperto in Scienze Erboristiche), al termine della quale il Sindaco di Riposto, dott. Carmelo Spitaleri, rispondendo alla richiesta dell’Associazione, comunicherà di aver già deliberato di proclamare Riposto “Città delle Pomelie”.

Sono previsti inoltre collegamenti nazionali e internazionali.

La serata, presentata da Anna Pavone, sarà trasmessa in diretta internet in streaming-TV.

Cose di Sicilia


di Daniela Domenici

La foto è di Nino Ermes

Una scalinata nel cuore del centro storico di Catania, tanti tavolini fuori dai numerosi locali che si affacciano su queste scale pieni di avventori che amano questo angolo della città etnea, turisti e “autoctoni” che passeggiano e si fermano ad ascoltare quattro artisti che hanno immaginato e creato uno spettacolo “open space”, “en plein air” come se ci trovassimo nella parigina Montmartre o sulla scalinata della romana Trinità dei Monti: “Cose di Sicilia”, un melange, un mix, di brani tratti da testi teatrali soprattutto di Martoglio e di canti tipici della tradizione non solo catanese ma siciliana in genere, il tutto condito dall’accompagnamento di strumenti musicali come la chitarra, le nacchere e i tamburelli.

I quattro baldi “moschettieri” protagonisti di questo spettacolo ieri sera sulla scalinata Alessi davanti al pub Nevsky vicino alla via Crociferi, un “concentrato d’arte a Catania, sono, in semplice ordine alfabetico, Cinzia Caminiti, Cosimo Coltraro, Alice Ferlito e Emanuele Puglia che hanno voluto dare un ulteriore “colpo di colore” alla loro performance con l’abbigliamento: le due donne in “total black”, i due uomini in “total white”.

Avevamo già applaudito questi quattro artisti durante la scorsa stagione teatrale in vari spettacoli separatamente o insieme ma l’idea di “Cose di Sicilia” che ha saputo valorizzare i talenti, sia recitativi che canori, di ognuno di loro ci è piaciuta molto, ci ha colpito favorevolmente la perfetta intesa sia musicale che recitativa tra di loro, frutto sia di un’amicizia di lunga data che di lunghe prove.