“E in te”


di Italo Zingoni

In te che a piedi nudi tracci un segno
sulle spiagge che si bagnano di mare
in questa notte che si accende piano
di desideri accennati e di sorrisi lievi

In te che sai di essere e in te che sei
luna che all’alba si smarrisce e svuota
questo mio cielo di solitudine struggente
per aprirti come un fiore al primo sole

In te che svuoti il tutto con un niente
per colmarne il senso con un gesto
e che d’amore attendi ogni respiro
a farsi luce nella luce dei tuoi occhi

In te che sei mia terra e mio rifugio
resto appeso come lama a un filo
e del tuo corpo ogni brivido assaporo
che di te mi nutre e mi condanna …

e in te malinconia di vivere perduta
adesso io sono e tu lieve mi possiedi …

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Nasce a Catania l’Accademia d’Arte Drammatica “Giovanni Grasso”. Nicola Costa ne è il direttore artistico


di Daniela Domenici

Sono iniziate le attività e procedono a gonfie vele le richieste d’iscrizione al primo corso accademico triennale della nuova Accademia d’Arte Drammatica intitolata alla memoria del grande attore catanese “Giovanni Grasso”, una splendida realtà che mira a divenire un punto di riferimento preciso per la formazione artistica e professionale dei giovani che cercano nel teatro la propria direzione di crescita nonché l’opportunità di realizzare i propri sogni.

A dirigere le attività sarà Nicola Costa (nella foto), poliedrico ed affermato attore, regista e drammaturgo siciliano che con i suoi testi per il teatro è già stato insignito di importanti riconoscimenti in ambito nazionale ed europeo quali il Premio Europeo per la Drammaturgia di Piediluco (Terni) nel 2002 con lo spettacolo “Elghema”, il Premio Nazionale “I Fiumi” nel 2003 a Venezia con lo spettacolo “La Porta”, la segnalazione Speciale al Premio “Garcia Lorca” nel 2004 a Torino con “Via De Logu 30”, sino al più recente Premio Aci e Galatea per il Teatro ricevuto nel 2007 ad Acireale, un premio riservato alle personalità siciliane che con il loro impegno hanno contribuito ad esportare un’immagine artisticamente vincente della nostra amata Trinacria.

E Costa, con la sua autoritaria creatività, ha costruito intorno a se una squadra di docenti di primo ordine per rendere ed ottenere il massimo in termini di progetto e professionalità.

Ho voluto creare un gruppo di professionisti che garantissero serenità e specificità a questa struttura –afferma il Direttore Artistico- che sposassero il progetto nella consapevolezza di poter realizzare un polo di formazione per i giovani aspiranti attori, un riferimento non solo per la Sicilia ma per l’intero mezzogiorno. Un’impresa ardua ma assolutamente realizzabile”.

E la determinazione di Costa, direttore artistico ma anche docente di recitazione, storia del teatro ed analisi del testo dell’Accademia, trova ristoro e conferma in tutti gli altri insegnanti che fanno parte della “squadra”, attori, registi ma soprattutto grandi professionisti in attività ed estremamente noti al pubblico siciliano e non solo: da Angelo Tosto a Riccardo Maria Tarci ed Olivia Spigarelli, da Rossana Bonafede a Egle Doria e Valentina Ferrante, da Massimo Leggio a Ornella Brunetto e Manuela Lomeo, Rossana Tortora e Valentina Tilotta. Ampio e variegato il corpo docente, altrettanto le discipline che fanno parte dell’offerta formativa; si va dalla respirazione all’educazione della voce sino alla propedeutica al canto, dall’improvvisazione al movimento scenico ed all’espressione corporea, dalla dizione alla recitazione, dalla storia del teatro alla drammatizzazione. Il tutto ulteriormente arricchito dagli incontri, tenuti da importanti personalità del teatro nazionale quali Massimo Dapporto, Stefano Masciarelli, Pippo Pattavina e dagli stage esclusivi su “La Divina Commedia”tenuto da Marta Scelli, sull’educazione e gestione della voce tenutoda Giuseppe Urzì e sulla Comunicazione Mediatica dell’Attore, autentica novità per un’Accademia d’Arte Drammatica, tenuto dal giornalista Antonello Zitelli.

I corsi Accademici che avranno una programmazione triennale, una cadenza tri-settimanale per quattro ore di lezione al giorno ed un impegno per complessivi nove mesi annui, da Ottobre a Giugno, si terranno presso i locali del Teatro Metropolitan e del Teatro Tezzano di Catania.

I provini d’ammissione sono rivolti a ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 ed i 24 anni e si concluderanno il 5 Settembre. Per prenotare il proprio colloquio d’ammissione è necessario chiamare il numero 095.7046229 da lunedì a Venerdì dalla 9 alle 13 e dalle 16:30 alle 20.

Spagna. La favola del figlio di Del Bosque


di Lorenzo Alvaro

Il primo a scendere dal pullman dei campioni del mondo è stato proprio Álvaro, affetto da sindrome di down

La Spagna è campione del mondo per la prima volta. Le furie rosse sono tornate a casa ricevendo un’accoglienza degna di veri e propri eroi. Il re, il primo ministro e i tifosi erano lì ad aspettarli. Il momento più emozionante però non è stato il boato della folla, il ringraziamento di re Juan Carlos o il plauso di Zapatero. No, il momento più bello è stato veder scendere dal pullman de la selección Álvaro, un ragazzino down. Una volta sceso ha afferrato la coppa e l’ha alzata al cielo circondato dai giocatori.

Chi è questo ragazzino? Di cognome fa Del Bosque e altri non è che il figlio del ct spagnolo Vicente. Tutto inizia a dicembre quando riesce a strappare al padre (già vincitore di campionato e coppe con il Real Madrid) una promessa. Il bambino infatti si vide rifiutare dal padre, per una questione di professionalità, la possibilità di conoscere i giocatori. Così, per rifarsi, si fece promettere che in caso di vittoria sarebbe stato sul pullman con la squadra in giro per le calle di Madrid a festeggiare. E così eccolo lì. non sta nella pelle dalla gioia. I giocatori intorno, i campioni del mondo, il primo ministro di Spagna. E suo papà, gordito, ciccione bonario ma grintoso, taglia 58 e baffoni poco telegenici, che gli ha regalato quel che tutti i ragazzi sognano. Lo si nota, il giovane Alvaro, con la maglia blu della Spagna addosso. Tutti lo coccolano, tutti gli vogliono un gran bene. Mai, forse, come stavolta, una vittoria mondiale ha fatto bene a qualcuno. Come ad Alvaro Del Bosque e al suo babbo campione.

Di lui il papà parla poco. Ma quando ne parla gli brillano gli occhi «è un fenomeno. È l’allegria di casa nostra. Ed è l’unico che discute le mie scelte come allenatore», ha spiegato ad un giornalista spagnolo.

da http://www.vita.it

Lettera di Giovanni da un carcere italiano


Ricevuta, copiata esattamente e pubblicata (ho omesso il cognome e la città da cui scrive)

“Cara Daniela,

mi chiedi di parlarti della mia detenzione all’art 41bis.

Io sono un sopravvissuto  all’art. 90 e all’art. 41bis.

Sono numeri dietro cui tante esistenze si sono annullate.

Ho scontato 40 anni di detenzione la maggiore nei carceri speciali.

Non sono imputato di mafie-stragi di Stato-terrorismo-omicidi.

Attualmente sono in espiazione con l’ergastolo ostativo che vuol dire unito alla detenzione fino alla morte, senza appello.

Per un cumulo di pene.

La legge di emergenza in Italia un pozzo senza fondo per la breve esistenza di un essere umano.

Il fatto è che in Italia si è presa l’abitudine per ogni parola si fa una legge speciale e chi colpisce sono sempre gli stessi.

Quella parte di persone che non si possono difendere.

Parlano sempre dell’art. 27 della Costituzione italiana.

E’ difficile pensare che in un paese consideratosi democratico garantista ci sia la pena di morte perpetua nella tortura lenta inesorabile come l’ergastolo ostativo.

Ho vissuto sulla mia pelle le tortura fisiche e psicologiche.

In tutta la detenzione nel carcere speciale non ho mai fatto colloqui con i miei famigliari perché erano troppo mostruose le umiliazioni al quale venivano sottoposti i miei famigliari e io ho sempre rifiutato di fare colloqui.

Non ho mai ricevuto pacchi o denaro perché i miei famigliari non mi potevano dare assistenza.

Con tutto ciò per tenermi all’art. 41bis la direzione del carcere di…diceva che io comunicavo con l’esterno.

L’unico mio contatto col mondo esterno erano le lettere che scrivevo ai miei famigliari che erano super censurate.

Mi sono morti i miei famigliari – dopo non averli visti invecchiare – non ho potuto vederli nemmeno nella loro bara.

Mia Madre il suo ultimo periodo di vita l’ha passato sul dormiveglia dal coma a momenti di risveglio.

Mi dicevano i miei famigliari che quando aveva quei momenti di cosciente risveglio domandava di tutti i figli e domandava sempre come mai Giovanni non c’è mai, non si ricordava che ero in prigione.

Mi era proibito telefonargli – perché mia madre doveva andare a un carcere farsi riconoscere per prenotare un colloquio telefonico col figlio.

Io non potevo telefonargli sul letto di morte per dargli un ultimo saluto perché ero all’art. 41bis, ha avuto una lunga agonia mia Madre.

I miei famigliari hanno chiesto se mi mandavo a vederla a casa, mi è stata respinta l’autorizzazione perché ero all’at. 41bis.

La risposta motivata è stata – quando è scappato in Australia non pensava alla Madre sofferente.

Questi uomini dall’equilibrio superiore manifestano le loro qualificate ipocrisie sempre quando giudicano gli altri uomini.

Nella mia travagliata vita molte volte mi sono fatto una semplice domanda quando ho sentito parlare questi signori dalla candida morale che ci rappresentano nella nostra bella Italia: ma non sarà che sono in piena crisi d’identità perché dicono parole di buone prediche ma razzolano molto peggio di quelli che mettono nelle patrie galere.

Ci resta solo di raccomandarci a Dio…

Non volevo annoiarla col raccontargli nei particolari più minuziosi delle privazioni stupide che ti vengono fatte nei carceri italiani anche dove mi trovo attualmente si immagini da una penna rossa a non poter tenere più di due penne in cella, non aggiungo altro.

Piacere di aver fatto la sua conoscenza la ringrazio per dedicare il suo tempo alle persone sole e disaggiate.

Un caro abbraccio

Giovanni”

Teatro: Bose’ e Nuti insieme in un recital dedicato ad Alda Merini


Uno spettacolo per ricordare una delle piu’ irriverenti ed emozionanti poetesse del Novecento italiano e della contemporaneita’. Il 31 luglio a Porto Cervo Giovanni Nuti, con la partecipazione straordinaria di Lucia Bose’, presenta ‘Una piccola ape furibonda’, recital di poesie e canzoni dedicato ad Alda Merini. La serata di tributo e’ inserita all’interno della prestigiosa rassegna culturale ‘Ora d’ozio – Costa Smeralda Festival 2010′. Nella piazzetta di Porto Cervo alle 22.00 l’attrice milanese leggera’ i versi della poetessa, piu’ volte candidata al Nobel per la Letteratura, alternandosi al cantautore toscano che presentera’ le sue canzoni-poesie, frutto della collaborazione durata 16 anni con la Merini, tra cui gli 8 inediti contenuti nel disco omonimo uscito il 21 giugno. Durante il recital saranno accompagnati da Daniele Ferretti al pianoforte,Simone Rossetti Bazzaro al violino, Davide Eusebi alle percussioni, Massimo Germini alla chitarra, Raffaele Kohler alla tromba, conFausto Dase’ come fonico di sala, con la regia di Marco Rampoldi e la produzione di Sagapo’ Music.

fonte Adnkronos

“E assaporo desideri”


di Maria Grazia Vai

Dei tuoi baci profumano
le mie labbra
– ancora
Gocce d’ambrosia, fremiti d’anima

Parole nude, bagnate d’amore
cantano ancora, tra le cicale e la seta
oscillando sinuose,

come gambe accavallate nel vento.

E calde,
si sciolgono in fondo allo sguardo
sull’intreccio dei fianchi,
nell’oblio senza fine

E profumarti le labbra,
vorrei adesso
– e ancora

Assaporare la curva del tuo desiderio
e penetrare
ad uno ad uno

ogni succoso, carminio – tuo dolce pensiero.

MIGRANTI. Sicilia promossa in opportunità


Il rapporto Cnel: in tre province dell’isola annullate le condizioni di disparità con gli italiani

Palermo, Catania e Siracusa sono le province italiane in cui non ci sono condizioni di disparità fra immigrati e italiani per quanto riguarda il lavoro e la vita sociale. Ad Enna il livello d’inserimento arriva a essere, anche se leggermente (+0,20), a favore degli stranieri.

Lo rivela il settimo rapporto Cnel sugli“Indici d’integrazione degli immigrati in Italia” da cui la Sicilia ne esce come la regione che offre parità di condizioni fra stranieri e italiani con una differenza di appena 0,06 punti a favore degli italiani.

Il rapporto riserva altre sorprese. Prima però è necessaria una premessa. Con il nuovo dato il Cnel è riuscito a ottenere una fotografia ad alta definizione a cui i criteri precedenti non arrivavano. Il rapporto, infatti, sino all’anno scorso indagava “solo” il grado d’inserimento socio-occupazionale, che veniva interpretato come il potenziale d’integrazione  posseduto da ciascuna regione e da ciascuna provincia.

Il Cnel quest’anno ha misurato indicatori come l’inserimento sociale, la dispersione scolastica,l’accessibilità al mercato immobiliare, l’accesso alla cittadinanza, la criminalità e la capacità di formare una famiglia, la capacità di assorbimento di lavoratori stranieri da parte del mercato, l’impiego di manodopera immigrata, il reddito da lavoro, il differenziale retributivo di genere e il tasso di lavoro in proprio.

L’indice finale elaborato dal Cnel ha consentito di individuare come sempre con il potenziale di integrazione ma anche il differenziale di parità ovvero l’equiparazione tra gli immigrati e gli italiani per quel che riguarda l’inserimento socio-lavorativo (graduatoria differenziale), in base al presupposto che in un territorio i processi di integrazione vengono comunque favoriti quando, nei concreti ambiti della vita sociale e occupazionale, non vi siano condizioni di disparità tra italiani e stranieri.

La sorpresa  annunciata è questa: la regione Emilia Romagna che guida la graduatoria con il potenziale d’integrazione  più elevato (60,82), è solo 12 esima nell’elenco delle regioni che offrono parità di opportunità in ambito socio-lavorativo con un indice di -0,27 punti a svantaggi degli stranieri. La Sicilia, come si diceva all’inzio, ne conta -0,06.

da http://www.vita.it