Due liriche di Sebastiano Milazzo dal carcere di Spoleto


La statistica”

In questo continente

di un pianeta clandestino

di giorno rubo

spiragli di luce al cielo

con trastulli momentanei

stanco di essere vivo.

La notte vivo il furore

della mia condizione

stanco di essere un numero

d’una statistica.

Un numero che elenca

la vita e la morte in cifre

non racconta

che piango e graffio pareti

tra scorci di cielo notturno

e rantoli mattutini.

……………………………………………………..

“La replica”

Sul fondo silente

d’una città morta

sento l’eco dei fischi

e il nauseabondo

odore di cavoli lessi.

I lividi sull’anima

non sono un ricordo

sono il presente

ostinato e fedele

della grande farsa

di cui mi ha onorato

l’autore tiranno.

Una tragica farsa

replicata ogni sera

con le stesse battute

ad ogni stagione.

Parole tra i denti

false promesse

principi di carta

ideali sepolti.

Non altro del resto

viene insegnato

nel buio teatro

dove passo la vita.

Soltanto frammenti

di un tempo già morto

e di un futuro

che non diventerà mai vita.

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