Un Pm e un giornalista raccontano a un alieno la giustizia italiana


di Valentina Marsella

Il libro di Francesco Minisci, magistrato romano, e Arcangelo Badolati della Gazzetta del Sud, percorre storie di ordinaria ingiustizia e paradossi del sistema giudiziario italiano, complesso e contraddittorio, spiegando a un marziano come (non) funziona.

Fonte: Immagine dal web

Se un alieno arrivasse sulla Terra da un

pianeta sconosciuto, come giudicherebbe la Giustizia? Probabilmente, con il caos che la invade ai nostri giorni, non ci capirebbe nulla. Ma c’è chi ha provato a dare una risposta a questo interrogativo. Un omino verde proveniente da un’altra galassia è il protagonista del libro ‘La giustizia italiana raccontata a un alieno’, scritto dal magistrato della Procura di Roma Francesco Minisci, titolare della nuova inchiesta aperta per far luce sulla morte di Pierpaolo Pasolini, e dal giornalista Arcangelo Badolati, caposervizio del quotidiano ‘Gazzetta del Sud’.

Il volume, edito dallA Rubbettino, racconta le incongruenze, le storie di

ordinaria ingiustizia e i paradossi prodotti dal sistema giudiziario italiano. I due autori, basandosi su vicende reali, sostengono quanto esigue siano spesso le pene inflitte ai responsabili di gravi reati. Ma anche quanto dannoso e inutile si sia rivelato il meccanismo dell’indulto e quanto complesso sia diventato lottare contro le cosche mafiose.

La copertina del libroNon solo, nel libro-denuncia si evidenzia quanto

facile sia divenuta la vita per i cosiddetti ‘colletti bianchi’, che delinquono in giro per l’Italia e quanto, ancora, sia vantaggioso e redditizio per faccendieri e imprenditori senza scrupoli lucrare illegittimamente fondi dall’Unione europea. E ancora, gli autori puntano il dito sulla farraginosità del nostro ordinamento, pieno di trappole e, sostanzialmente, incapace di offrire risposte a chi invoca giustizia.

All’omino verde sbarcato sulla Terra, gli autori

raccontanto la giustizia italiana “complessa, contraddittoria, inapplicabile. La Giustizia italiana è un sistema precario – dicono – che spesso lascia i cittadini smarriti, increduli di fronte all’incertezza della pena. Mentre il crimine occasionale, organizzato o dissimulato, resta impunito. Molti uomini di legge -continuano –  eroi quotidiani e sconosciuti, tentano di reagire: denunciano, indagano, resistono. E non si sottraggono alle proprie responsabilità, compresa quella di spiegare a un curioso extraterreste come e perché in Italia la legge rischi di non essere uguale per tutti”.

Ad illustrare i contenuti del libro, presentato in prima nazionale al teatro

Quirino di Roma il 17 giugno, Luca Palamara, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, affiancato dallo storico Enzo Ciconte, sotto la moderazione del giornalista Marco Damilano de ‘L’Espresso’. Minisci, in magistratura dal 1997, è sostituto procuratore della Repubblica a Roma. Per 10 anni, dal 1999 al 2009, è stato in servizio in Calabria dove, come pm Antimafia, ha condotto alcune tra le più importanti indagini nei confronti delle cosche ‘ndranghetistiche del cosentino. È membro della Commissione ‘Potere e Procedimento disciplinare’ dell’Associazione Nazionale Magistrati.

Arcangelo Badolati, giornalista professionista, è caposervizio del

quotidiano ‘Gazzetta del Sud’. Autore di numerose pubblicazioni sulle devianze criminali e i misteri calabresi, ha seguito, negli ultimi venti anni, i più importanti processi che si sono svolti in Calabria. È componente del Centro di documentazione e ricerca sul fenomeno mafioso dell’Università della Calabria ed è autore, inoltre, di Nera di Calabria, una delle trasmissioni televisive più seguite della regione. Tra i suoi libri, ‘I segreti dei boss’ I e II (il primo nel 2001, il secondo nel 2008), ‘Crimini’ (2007),  ‘ ‘Ndrangheta eversiva’ (2007), ‘Faide e Banditi e schiave’ (2009).

da http://www.nannimagazine.it

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