Prima edizione del concorso Internazionale per Voci Liriche : “Il Bel Canto “ di Simone Alaimo e le “Sue” opere


Si è conclusa presso il Cinema Ambassador di Villabate (Pa) la finale della prima edizione del Concorso Internazionale per Voci Liriche : “Il Bel Canto “ di Simone Alaimo e le “Sue” opere, organizzato dall’ Accademia Conca d’Oro, diretta dal bass baritone di fama internazionale Simone Alaimo , in collaborazione con il comune di Villabate. La commissione presieduta da Simone Alaimo e  composta da : il direttore del periodico Musica Stephen Hastings, il critico musicale Giancarlo Landini; il Mezzo Soprano Bruna Baglioni,; il compositore Matteo Musumeci; il soprano Vittoria Mazzoni; il regista Giovanni Mazzara; l’agente lirico Enrico Copedè ; il soprano Mary Liù ha riascoltato i dodici finalisti : Alaimo Paola(soprano), Caramia Tommaso ( baritono), Ryu Eon Seon (soprano); Li Yang(soprano); Megna Loredana(mezzo soprano); Misseri Giorgio(tenore); Nuccio Jessica(soprano); Poleshchuk Yuliya(soprano) Terrazzino Salvatore( baritono); Villari Nagelo(Tenore);Vultaggio Francesco(baritono). Domani domenica 4 luglio alle 19 presso il Cinema Ambassador  di Villabate, grande concerto di tutti i finalisti e dei  vincitori del ruolo del Don Pasquale( Al termine del concerto  la giuria proclamerà  i vincitori del concorso.

Info. www.accademiaconcadoro.com

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Sempre da soli


Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

di Sebastiano Bongiovanni, vice segretarionazionale della UGL Polizia Penitenziaria

La Federazione UGL Polizia Penitenziaria, giudica gravissimo la mancata approvazione dell’emendamento che prevedeva delle somme a favore degli Istituti penitenziari di Noto-Siracusa e di Augusta da parte del Consiglio Provinciale di Siracusa. Da questo atto politico si evince quello che più volte noi abbiamo ribadito, la solitudine a cui è costretto a lottare il personale di Polizia penitenziaria contro i molteplici problemi che li affliggano.

L’UGL P.P. visto il silenzio assordante, vuole ricordare la grave e persistente situazione in cui versano gli Istituti Penitenziari della Provincia e principalmente della C.R. di Augusta, dove il numero dei detenuti ha raggiunto il massimo mai avuto e la carenza di Personale ha toccato oramai una situazione insostenibile, che costringe gli addetti ad enormi  sacrifici ed a vivere una vita poco serena, per poter adempiere i doveri istituzionali comandati quotidianamente e su questo ci dispiace dire che nemmeno Sua Eccellenza il Prefetto ha accolto il nostro grido di dolore e di aiuto.

L’UGL P.P. per tali motivi che ritiene sbagliato il comportamento di qualche Consigliere Provinciale ed anche riteniamo inopportuno e demagogico quando poi le Istituzioni davanti a tragedie umane esprimono giudizi o promesse, quando invece in questi casi a nostro avviso sarebbe meglio tacere.

L’UGL P.P. si augura per il prossimo futuro una maggiore attenzione da parte di tutte le Istituzioni a partire dal Prefetto e augura buone ferie a tutto il Personale di Polizia Penitenziaria ed alle loro famiglie.

“Il momento”


…”Non riusciamo mai a goderci il momento per quello che è di per sé perché per noi il momento non è mai quello che è di per sé. Il momento è continuamente “spostato” sia in avanti sia all’indietro. Quello che per noi è l’adesso è costituito dai nostri ricordi di ciò che è avvenuto prima e dalle nostre aspettative di ciò che verrà. E questo equivale a dire che per noi no c’è un adesso. Il momento del presente è spostato, distribuito nel tempo: il momento è irreale. Il momento ci sfugge sempre. E quindi per noi il significato della vita non può mai essere al momento…per noi nessun momento è completo in se stesso. Ogni momento è adulterato, inquinato da ciò che ricordiamo e da ciò che ci aspettiamo. In ogni momento della nostra vita l freccia del tempo ci mantiene “verdi e morenti”. E questa è la ragione per cui crediamo di essere superiori a tutti gli altri animali”… da “Il lupo e il filosofo” di Mark Rowlands p. 196-197

Brenda, Morgana, politici e trans


di Daniela Domenici

Marrazzo e Brenda, Zaccai e Morgana: politici e trans, questo binomio, purtroppo, sempre più spesso ha gli onori della cronaca. Brenda veniva dal Brasile ed è stata brutalmente ammazzata dopo che è esploso lo scandalo degli incontri a luci rosse tra Marrazzo, lei e altre colleghe; Morgana viene dalla Sicilia, da Palermo per l’esattezza, e anche lei, come Brenda, è finita nella capitale con chissà quali miraggi. Le auguriamo che il nome da fata che le hanno dato le porti un po’ più di fortuna, non dev’essere stato piacevole stare con il politico sapendo che aveva un’arma…

Ma cosa cercano questi maschi (non uomini, non se lo meritano) quando fanno sesso con le trans? E soprattutto perché devono usare il loro potere politico, mescolato a quello del denaro, della droga e della violenza latente delle armi, per avere questi incontri sessuali trasgressivi? Me lo sono chiesto spesso e ho trovato una risposta in una bellissima intervista a una di loro.

Morgana, come una fata dalle ali di farfalla, come ti ha definito Roberto Puglisi nella sua intervista, vola via da quel fango in cui ti sei cacciata mentre sei in tempo, pensa a Brenda.

Ecco il link all’intervista di Roberto Puglisi a Morgana

https://nutrimente2.wordpress.com/2010/01/26/morgana-dalla-crisalide-alle-ali-di-farfalla/

Il campanaro di San Mauro Forte


di Lucrezia Argentiero e Isa Cassano

Il ferro battuto sulla forgia, un gesto ripetuto all’infinito, con fatica e maestria, per dare vita ad una campana. Rocco, il fabbro, mago e dominatore del fuoco, figlio del Dio Vulcano ed erede della sua officina, ha trasposto nell’arte di plasmare “la materia più resistente” un pezzo di storia popolare di San Mauro Forte, piccolo paese nell’hinterland della Basilicata.

La sua fucina è sempre in movimento ma solamente per passione. Ormai in pensione, si diletta a fabbricare, interamente a mano e con grande forza, per parenti ed amici, queste grandi campane (dai cinque ai dieci chili). “Nella mia collezione ne ho una ventina” che diventano le protagoniste di un antico rito arcaico: il Campanaccio. La festa, ogni anno in gennaio (ma in agosto c’è una piccola rappresentazione per i turisti), si rifà al culto della madre terra e della transumanza. Gruppi di persone, e lo stesso Rocco con una propria squadra, avanzano per ore e ore per le strade del borgo, portando al collo le campane e creando un rintocco magico e cadenzato, la cui eco si diffonde tra i secolari ulivi delle campagne circostanti. La tradizione vuole che le campane vadano sempre in coppia: maschio e femmina. Perfettamente uguali all’esterno si distinguono per il suono differente che finisce per essere cupo, assordante, quasi monotono, e, allo stesso tempo, affascina, perché in quella “musica” è riposta la speranza di benessere di tutto il popolo.

Ovunque, si avverte un unico e intenso fragore, per tramandare, mediante la percussione del metallo, una tradizione in cui ciascuno conserva un po’ del proprio passato. E’ questa l’occasione anche per scoprire il paese lucano di epoca normanna, che prende il nome da convento benedettino dedicato al Santo Mauro, a cui successivamente si aggiunse l’appellativo di Forte per ricordare che, nel 1861, i suoi cittadini riuscirono a respingere le bande dei briganti dello spagnolo Borjes.

Un piccolo centro – poco più di 2000 abitanti – dalle grandi sorprese, dove ci si sente protetti e smarriti allo stesso tempo. Qui occorre adattare lo sguardo, la mente, le aspettative ad un paesaggio fuori dal comune. Le strade, sono corridoi ricchissimi di palazzi baronali (Acquaviva, Del Turco, Arcieri, Di Sanza e Lauria che conserva un portale barocco del 1770) e scorci pittoreschi; le piazzette si aprono all’improvviso come stanze di un labirinto. Ci si muove tranquillamente a piedi, per cogliere tutto il fascino che va gustato lentamente per lasciarsene permeare. E’ un po’ come fare un viaggio indietro nel tempo e la presenza di edifici civili e religiosi è testimonianza dei più fiorenti momenti della storia della cittadina. Da vedere la torre cilindrica a tre piani, costruita nel periodo normanno-svevo, la Torre dell’Orologio e i resti delle porte principali che, un tempo, assicuravano l’accesso al paese: porta Piazzile, Santa Lucia e portello Jodice.

San Mauro Forte rievoca la nostalgia per l’antico borgo che credevamo perduto e la gioia per averlo ritrovato. Ed è soprattutto alla sera che diventa ancora più magico.  Allo spegnersi delle luci del sole l’atmosfera si fa più intima e calda. I lampioni creano un gioco di ombre sul dedalo di vie, sulle case addossate l’una all’altra. Le fontane, i portali, sembrano muoversi nel buio, delineando la sagoma di un “paese fantasma” e questo aggiunge un fascino misterioso, quasi arcaico.

fonte Tgcom

Un incredibile capovolgimento di valori


di Salvatore Nocera
Sino a qualche giorno fa nessuno avrebbe immaginato che le persone con disabilità – di solito poste al centro dell’attenzione della retorica nazionale – potessero diventare oggetto di una discriminazione politica ufficiale. E sino a qualche giorno fa nessuno avrebbe potuto supporre che le assicurazioni date alle persone con disabilità potessero essere cinicamente irrise dai politici. Eppure, con l’emendamento presentato il 29 giugno in Commissione Bilancio del Senato, è successo proprio questo

Persona in  carrozzina in volo a testa rovesciata
Sino a qualche giorno fa nessuno avrebbe immaginato che le persone con disabilità – di solito poste al centro dell’attenzione della retorica nazionale – potessero diventare oggetto di una discriminazione politica ufficiale. Sino a quando cioè il ministro dell’Economia ha lanciato il messaggio che «l’Italia non era economicamente competitiva col resto del mondo a causa dei troppi invalidi». Con ciò egli ha dato delle persone con disabilità un’immagine totalmente negativa, a dispetto degli spot pubblicitari sulla creatività di esse, intese come risorsa, spot diffusi dal suo collega Ministro per le Pari Opportunità.
Sino a qualche giorno fa nessuno avrebbe potuto supporre che le assicurazioni date alle persone con disabilità potessero essere cinicamente irrise dai politici. Sino a quando cioè il senatore Azzollini, relatore della Commissione Bilancio del Senato, l’onorevole Gasparri, capogruppo del PDL alla Camera e l’onorevole Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dopo avere pubblicamente dichiarato che sarebbe stato eliminato dal Decreto Legge sulla Manovra Finanziaria [78/10, N.d.R.] il comma 1 dell’articolo 10, che innalzava dal 74 all’85% la percentuale di invalidità per poter ottenere l’assegno di invalidità di appena 256 euro mensili, all’atto della presentazione degli emendamenti, non solo mantenevano la norma persecutoria, ma l’aggravavano. Infatti, la norma resta per chi non raggiunge il 74% con una sola minorazione e in più si aggiunge che verrà negata l’indennità di accompagnamento alle persone con disabilità grave al 100% che però non abbiano necessità di un assiduo accompagnatore o possano compiere da sole un singolo atto quotidiano della vita. Così  rientreranno in questo ampio numero di esclusi i ciechi assoluti che si muovono con il bastone bianco, i sordi profondi, le persone paraplegiche che possono azionare delle carrozzelle elettroniche, le persone con disabilità intellettiva gravi che possono mangiare da sole e così via.
E dire che il Governo lo scorso anno aveva fatto ratificare dal Parlamento – con la Legge 18/09 – la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Se questa è la prima attuazione governativa della Convenzione…! E se questa è la tutela governativa dalle discriminazionicontro le persone con disabilità…!

Eppure le forze politiche di Governo dicono di ispirarsi ai valori della dignità della persona umana, ai valori dei diritti sociali nazionali irrinunciabili, ai valori cristiani dell’attenzione particolare agli “ultimi”. Infatti si deve dedurre che per loro le persone con disabilità non abbiano dignità, poiché “mandano in rovina finanziaria lo Stato”, che non siano titolari di diritti  sociali nazionali, poiché ad esse provvederanno gli Enti Locali (cui però vengono contemporaneamente tagliate le risorse) e che non siano gli “ultimi” ma i primi nel contribuire alla Manovra Finanziaria, tanto a loro provvederà la carità cristiana…!
Se questo è il capovolgimento dei valori ai quali gli attuali governanti dicono di ispirarsi, allora ha ragione un dirigente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), che ha proposto ironicamente di segnalarli al concorso promosso dalla stessa FISH, denominato Sapete come ci trattano?, come esempio di buone prassi di inclusione sociale!
E a  questo punto hanno fatto bene la FISH e la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili) che – ingannate dalle false promesse dei politici al governo – avevano revocato una manifestazione di protesta per il 1° luglio, a riconvocarla per il 7 luglio, pur consapevoli delle difficoltà che incontreranno persone con gravi disabilità ad affrontare il viaggio e a partecipare a un’iniziativa di piazza in una Roma colpita da un caldo opprimente.
Però questa manifestazione è ben diversa da quelle “marce del dolore” promosse nel secolo scorso per ottenere i diritti che adesso il Governo vuole negare ai prossimi invalidi. Infatti, quelle manifestazioni puntavano a far leva sulla pietà dell’opinione pubblica per il dolore degli invalidi; questa punta sul protagonismo delle stesse persone con disabilità nel rivendicare diritti umani riconosciuti da norme nazionali e internazionali e non fa appello al filantropismo compassionevole, ma al riconoscimento della dignità e al pesante lavoro di cura quotidiana svolto dalle famiglie.

Come si è ormai ben chiarito, qui la lotta ai “falsi invalidi” è stata nient’altro che una scusa mediatica per nascondere la lotta ai “veri invalidi”. E anche ai mezzi di comunicazione chiediamo che, smascherato l’imbroglio, ci diano una mano a convincere il Parlamento a ristabilire la giustizia e alcuni inalienabili diritti umani.

*Vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)

da http://www.superando.it