“La giustizia in Italia”, riflessioni di Giovanni Lentini e Saverio Masellis dal carcere Dozza di Bologna


Ogni carcere rispecchia la problematiche dello stato o nazione in cui si vive, si è detto, si dice  si dirà tanto ancora, purtroppo, del fattore carcere in Italia, ma quando in uno stato “Democratico” come il nostro un momento di emergenza si trasforma in quotidianità creando allarmismo, sfornando decreti legge solo per affievolire e accontentare la massa pubblica che si appresta a votare per questo o per quel partito politico, diventa solo un fine a se stesso e noi colpevoli e non diventiamo carne putrida da eliminare…certo la mafia esiste ma sono veramente tutti mafiosi quelli che vediamo sbattuti sulle prime pagine die giornali? Certo i giudici corrotti esistono ma sono tutti corrotti? Noi persone normali non possiamo giudicare e se in aso lo facessimo non creeremmo sicuramente nessun problema ma un giudice no! Un giudice, pur essendo una persona normale come noi h l’incarico di giudicare e di condizionare il futuro di un essere umano, per questo dovrebbe guardare, vagliare, scrutare, trovare prove certe e inconfutabili, sfiancare e sfiancarsi e solo dopo aver fatto tutto questo può sentirsi sereno nel giudizio quale esso sia, sia in caso di condanna che in caso di assoluzione. Maggiore attenzione dovrebbero riservare a quei processi dove si decide la vita di un uomo ma purtroppo, sempre più spesso, si assiste inermi a condanne all’ergastolo senza prove certe e inoppugnabili.

Le persone normali dovrebbero capire e interrogarsi sulla veracità di tante sentenze, seguire più da vicino questo mondo sconosciuto a molti e pure così vicino e pronto a inghiottire tutti perché in qualsiasi momento può travolgere la vita di chiunque, specialmente se si è nati in regioni come la Calabria, la Campania o come la Sicilia perché purtroppo il luogo dove si è natio cresciuti fa nascere pregiudizi su chi dovrebbe giudicare con equanimità.

Quindi se siete meridionali o amici di tali preparatevi e state allerta perché da un momento all’altro potreste subire un agguato giudiziario impartito da qualche solerte magistrato che affiancato a marescialli o brigadieri con la sola sete del potere e della carriera si ergono a salvatori del mondo distruggendo vite umane e famiglie intere.

Una risposta a ““La giustizia in Italia”, riflessioni di Giovanni Lentini e Saverio Masellis dal carcere Dozza di Bologna

  1. lo so e dura ma io so ke tu sei forte …………. e ricordati ke noi del sud nn saremo mai cm gl’altri saremo sempre giudicati anke senza motivo……… siamo sempre noi il sud e loro il nord ma nn sanno ke la maggioranza del nord proviene dal sud …tvb tua cugina A.M……E UN BACIONE DA TUA SORELLA ANTONELLA

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