Augusta: la voce ai cittadini – condanna ospedale


di Emzo Inzolia

Il tempo delle passerelle è finito. E’ finito anche il tempo delle chiacchere, tutte vuote, inutili e sicuramente ingannevoli per Augusta e per i bisogni dei suoi cittadini. Purtroppo è finito anche il tempo per l’Ospedale Muscatello dal momento che è stato pubblicato il folle decreto dell’Assessore Russo, arrogantemente sordo anche semplicemente a conoscere le reali esigenze di un territorio che da oltre cinquanta anni paga sulla propria pelle -è veramente il caso di dirlo- le conseguenze e i danni di una industrializzazione selvaggia e senza regole.

Il nostro Ospedale, ormai è deciso, viene drasticamente ridimensionato visto che ginecologia, ostetricia e pediatria andranno a Lentini; visto che neurologia è solo un volgare trucco lessicale dal momento che neurologia ad Augusta esiste, meglio esisterebbe, da oltre un decennio se solo fosse mai stata istituita realmente; visto che quattro posti letto di oncologia (peraltro diretti, gestiti e organizzati come e da chi?) sono un insulto per una Città che ha il più elevato tasso di malattie tumorali d’Italia; visto che non è prevista la geriatria anche se ad Augusta il numero degli anziani è sempre crescente e sempre più bisognevole di assistenza ospedaliera; visto che l’ortopedia è sostanzialmente affidata alle strutture private; visto che psichiatria è stata cancellata; visto che il decreto non prevede il pronto soccorso (a proposito, i duemilioni e settecentomila euro stanziati a cosa serviranno veramente o andranno gettati in fondo al mare come è accaduto per in nuovo padiglione?); visto che potremmo proseguire su questa tragica strada ancora per molto.

In tutto questo chi ha difeso concretamente Augusta che non è un nome sulla carta geografica, ma quarantamila -quasi centomila, considerato il comprensorio- uomini, donne, bambine, anziani che reclamano il sacrosanto diritto ad una sanità vicina ed efficiente ben al di là delle roboanti parolone del decreto, spesso straniere forse per dare al nulla la patente della modernità?

Qualche isolata voce si è flebilmente levata (non abbiamo esitato e non esitiamo a darne atto) ma è rimasta sistematicamente inascoltata. Per il resto nulla, specie dal partito cui apparteniamo -lo diciamo con grande amarezza- e che qui, ad Augusta, continua ad essere presente (come tutti, stiano tranquilli anche gli esponenti della sinistra, in particolare quelli che hanno avuto il coraggio barbaro e l’improntitudine di dirsi soddisfatti del decreto) solo per fare il pieno di voti.

Né possiamo assolvere l’Amministrazione e, soprattutto, il Sindaco; caro Carrubba le chiacchere stanno zero e non è il ricorso al TAR, già presentato su nostro suggerimento, che ci mette al riparo dalla follia palermitana.

La verità è che il Sindaco ha tradito il preciso mandato conferitogli dal Consiglio Comunale; ha tradito se stesso e le fanfaronesche dichiarazioni di qualche demagogico comizietto:  Carrubba non ha avuto il coraggio di fare le scelte, difficili, che andavano fatte e che avrebbero sicuramente trovato unita la Città e gli Augustani.

E ora?

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