Nuova veste grafica e volto maschile per il nuovo look Rai


di Loretta Dalola

http://lorettadalola.wordpress.com/2010/06/03/nuova-veste-grafica-e-volto-maschile-per-il-nuovo-look-rai/

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Anche il regista di “Avatar” vuole aiutare la BP


di Loretta Dalola

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La valigia di Brunella Li Rosi fa tappa a Palazzolo Acreide e a Buccheri


di Daniela Domenici

Certo che questa “valigia bordeaux” di Brunella Li Rosi qualcosa di speciale deve averlo davvero!

 La serata di presentazione a Palazzolo Acreide, organizzata dalla locale sezione Fidapa, ha visto la sala comunale” Aquile Verdi” gremita da un folto pubblico coinvolto e quasi commosso che ha ascoltato in silenzio le vicende di questa protagonista così particolare sapientemente illustrate dalla prof. Maria Arisco e accompagnate dal sottofondo musicale di due pianoforti elettrici e una chitarra. Moderatore della serata è stato il giornalista Salvo Di Salvo che ha preparato ed organizzato l’evento in modo davvero egregio.

La tappa successiva  è stata la città di Buccheri.

Qui l’autrice e il suo” In viaggio con me” sono stati inseriti nell’ambito delle celebrazioni per la festa della Repubblica che da otto anni a questa parte sono soliti celebrare in questo piccolo e splendido paese della comunità montana degli Iblei “frizzante” di idee e di attività.

 Brunella Li Rosi, Maria Arisco e Salvo di Salvo sono stati accolti dal Sindaco, Dottor Gaetano Pavano, e dalla sua giunta comunale. Anche qui un pubblico attento e interessato ha seguito prima le parole di presentazione molto pertinenti della professoressa Liliana Nigro, assessore alla cultura, e poi il dipanarsi delle vicende della “valigia bordeaux” dalla voce della prof.Maria Arisco. La melodia di una chitarra ha accompagnato la lettura di alcuni brani  fatta da due giovani e promettenti attori.

E ora la valigia bordeaux di Brunella Li Rosi varca i confini della Sicilia e vola a Torino dove il prossimo 11 giugno sarà “ospite” della manifestazione “L’uomo con la valigia” che si terrà al Borgo Mediavale nel cortile di Avigliana.

Una grande Schiavone in finale al Roland-Garros a Parigi


di Daniela Domenici

A distanza di 56 anni dall’ultima volta che una tennista italiana è arrivata alla semifinale del prestigioso torneo del Roland-Garros di Parigi, secondo del Grande Slam, oggi Francesca Schiavone tenta di ripetere quell’exploit e addirittura provare a raggiungere la finale, impresa mai riuscita ad alcuna tennista italiana prima.

Inizio del primo set molto equilibrato, le due giocatrici si studiano mantenendo sempre il proprio servizio fino al 5 a 5 quando scatta il tie break vinto dalla Schiavone per 7 a 6 in 1h 09’.

Poco dopo l’atleta russa, n°5 del ranking mondiale, si ritira per problemi fisici e così la Schiavone, 17esima, conquista la prima finale del Roland-Garros, impresa mai riuscita a nessuna tennista italiana prima di lei.

Incontrerà la vincente tra la Stosur e la Jankovic.

Dervisci


Siamo coloro che ondeggiano

Fili d’erba sotto la carezza del vento.

Siamo la polvere che calpesti per strada

Impalpabile sopra l’asfalto.

Siamo i raccoglitori dei capolavori senza encomio

Fugaci sguardi benevoli o nuvole che mutano forma.

Siamo coloro che vagano col cuore spezzato

E tendono, davanti a te, la mano:

Siamo i piccoli traditori da niente

che canteranno con gli Angeli

per la Sua misericordia.

Non chiedere a noi risposte

Nell’intelletto abita l’apparenza

E nel cuore la nostalgia sempre dimora.

di SereSalima

(La raccolta di poesie “L’asino e il Re” è disponibile presso le Edizioni Vida di Aosta)

da www.sufibazar.com

Sensibilità chimica multipla: in Italia un milioni di malati


di Antonella Patete

Parla Giuseppe Genovesi, medico e ricercatore che da anni studia la patologia: “I medici non sono preparati e la cosa più grave è che nella maggior parte dei casi i pazienti finiscono dallo psichiatra”. Puglia e Campania le regioni più colpite

donna in studio medico

ROMA – Detersivi, deodoranti, colle, vernici, fertilizzanti, pesticidi, formaldeide, ma anche benzina, toner e campi magnetici ad alta e bassa frequenza. Per la gran parte dell’umanità elementi di tutti i giorni, per alcuni sostanze killer capaci di mandare letteralmente in tilt chi ne viene a contatto per via tattile o olfattiva. La Mcs, acronimo dell’inglese Multiple chemical sensivity, è una patologia che molti non conoscono, ma che coinvolge un numero di persone di gran lunga superiore a quanto non si potrebbe pensare. E che spesso, non essendo riconosciuta in quanto tale, viene scambiata per una nevrosi o una psicosi da curare con l’aiuto di uno psichiatra. Il professor Giuseppe Genovesi medico specialista in endocrinologia, psichiatria e immunologia e ricercatore presso il Policlinico Umberto I di Roma da anni studia la patologia. “Si stima che in Italia le persone affette da sensibilità chimica multipla siano circa 1 milione – spiega -, ma solo 15mila, pari all’1,5% del totale, sanno di avere la malattia”. Ma che cos’è esattamente la sensibilità chimica multipla? “Il termine Mcs è un termine generico, che indica una specifica sintomatologia che interessa ogni organo e apparato – afferma Genovesi. – I soggetti colpiti presentano una condizione di minore capacità di metabolizzare le varie sostanze tossiche esistenti nell’ambiente, che possono essere percepite soprattutto dal punto di vista olfattivo: pesticidi, conservanti, collanti, solventi, derivati degli idrocarburi. Ma alla Mcs si associa spesso anche una particolare sensibilità di tipo elettromagnetico”.

“Se tale condizione non è adeguatamente gestita attraverso la protezione e l’evitamento – prosegue il professore -, nel tempo induce un peggioramento della sintomatologia fino a causare disturbi neurologici estremamente gravi come l’encefalopatia tossica, caratterizzata dalla presenza di disturbi importanti della memoria e dell’umore”. Prima della degenerazione, tuttavia, la malattia può presentare sintomi molto simili a quelli di una un’allergia. I sintomi più comuni sono “senso di bruciore nelle prime vie respiratorie, crisi anafilattoide, cefalea, senso di lipotimia, svenimento, coinvolgimento gastrointestinale e del sistema immunitario fino al coinvolgimento contemporaneo di tutto il network e addirittura all’encefalopatia tossica”.

Nonostante la grande diffusione della patologia che “nei paesi più industrializzati interessa circa il 2% della popolazione”, la maggior parte dei pazienti “non sa di avere questa malattia”. E la responsabilità principale è dei medici “che non sono in grado di riconoscere il problema” e che spesso scambiano i pazienti per allergopatici prescrivendo loro, appunto, delle indagini allergologiche. Tuttavia – e qui viene il peggio – “siccome noi medici applichiamo l’algoritmo specifico, quando una malattia esula da quell’algoritmo improvvisamente diventa una malattia psichiatrica”. E “se il paziente si autoconvince di avere problemi psichiatrici e comincia ad assumere psicofarmaci c’è anche il rischio che la sintomatologia peggiori, perché una delle caratteristiche di questa patologia è proprio quella di compromettere gli enzimi che metabolizzano la maggior parte di questi farmaci”.

Ma la Mcs è anche di una patologia “scomoda” e strettamente correlata alle condizioni ambientali: “Un ambiente sano non può comportare la manifestazione della malattia”, chiarisce Genovesi che precisa anche come, in Italia, alcune regioni risultino essere molto più colpite di altre. “La Campania e la Puglia sono territori stracolmi di termovalorizzatori e, di conseguenza, anche di diossina, di nanoparticelle e di polveri sottili – precisa. – In questo senso l’area di Taranto e l’hinterland napoletano sono un autentico disastro. Ma nessuna regione è esclusa, tranne l’Alto Adige e alcune zone della Valle d’Aosta”. C’è poi il problema del riconoscimento della patologia. “Negli Stati Uniti, Canada, Giappone e Sudafrica e, a livello europeo, in Inghilterra, Germania, Spagna e Austria la malattia è riconosciuta a livello nazionale. – sottolinea Genovesi. – Da noi, invece, è riconosciuta soltanto da alcune regioni del Centro Italia”.da www.superabile.it