“Empatia”


di Angela Ragusa

Ho caldo di te,
di un’empatia improvvisa
che traccia di solchi
terra dimenticata
sollevandola al vento.

Un bisbigliare
rarefatto e inconsueto
sovrasta di note
ritrovata musica d’angeli
e noi, complici
di tanto accadere ,
di sussurri e gesti
confortiamo il silenzio.

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“Per amore ho scordato l’amore”


di Maria Grazia Vai

Ispirata da questa bellissima scultura di Lido Di Lupo

Ascoltando “Nights of silk and tears “ di Ernesto Cortazar
Troppa memoria dei dolori passati
rumoreggia tra il cuore e le stelle
Sono ricordi smarriti,

senza cornice e senza tempo

E camminano scalzi
Sopra i ciottoli dell’anima
dove muore anche l’eco del vento

Sono frammenti che non raccolgo
Resteranno conficcati
tra le ciglia e il respiro

Per amore ho scordato il mio amore
col fiato contro,
e le mani arrese

Perché l’Amore è fatto di te
e non c’è cuore che lo contenga
E non c’è luogo che lo trattenga.

Solo ricordi,
sospesi
tra le mie labbra, il tuo sorriso

e l’immensità del cielo

Umbria choc, nessuna piazza per Falcone e Borsellino


di Roberto Puglisi

Falcone e Borsellino erano due siciliani. La visione federalista della neo Italia prevede che essi siano ricordati nelle piazze siciliane, nelle vie siciliane, con i monumenti siciliani, tra i loro simili. Oltre lo Stretto è peccato.
Riporta oggi il Corriere della Sera: “«A me Falcone e Borsellino non hanno fatto niente di male. Ma si potrebbe discutere anche di altri nomi, come Aldo Moro, Bettino Craxi, Bazzoli Alessandro». E chi sarebbe questo Bazzoli Alessandro? «Un nostro concittadino che ha donato al Comune il terreno vicino alla piazza. Merita una ricompensa». Fausto Dominici è il sindaco di Vallo di Nera, meno di 500 abitanti in uno degli angoli più belli dell’Umbria. È stato lui a bocciare la proposta di dedicare una piazza del paese ai due magistrati uccisi dalla mafia. Per loro nessuna ricompensa”.
Umbria, regione civilissima, profumo di terra buona, sudore di gente operosa. Non siamo nelle valli del profondo Bergamasco. E’ un altro spicchio di neo Italia, a quanto pare con le idee diverse dalla vetero-Italia.
Continua a raccontare il cronista del Corrierone, affonda il bisturi nel ventre molle del paradosso che un po’ fa ridere, un po’ spaventa: “L’idea era venuta ad un consigliere dell’opposizione, Marco Morganti. E sembrava destinata a filare liscia tanto più che in questo delizioso borgo della Valnerina i nomi delle strade non sono proprio creativi: via del fiume, via del fosso, via di mezzo, via del fondo… Il consigliere ne parla con il sindaco, iscritto al Pd ma eletto con una lista civica. «E cosa c’entrano questi con noi?» si sente rispondere. D’accordo il federalismo ma Falcone e Borsellino non sono eroi per tutta l’Italia, Umbria compresa? Il consigliere, anche lui eletto per una lista civica, insiste. Pochi giorni prima dell’anniversario di Capaci, fa mettere ai voti una mozione per intitolare ai due magistrati una piazza della frazione di Meggiano, quella vicino al terreno donato al Comune. Ma la bocciatura è rotonda: due sì e otto astenuti, sindaco compreso”.

Sarà vero quello che scrive il Corrierone? Non ci sarà un pizzico di esagerazione? Possibile che la civilissima Umbria… Sì, deve essere vero, è tipico della neo Italia. Falcone e Borsellino eroi siciliani e basta. Chi erano costoro rispetto al mitico concittadino Bazzoli?  E anche la mafia è un affare solo siciliano, di Riini, Provenzani e Bruschi prodotti in serie, “Made in Trinacria”. Allora forse dovremmo ricambiare con la stessa moneta questi aspiranti federalisti d’accatto. Tanto per cominciare, via dalla toponomastica di Palermo corso Vittorio Emanuale, sovrano straniero e – diciamolo – pure antipatico. Non suonerebbe meglio, assai meglio, corso Ficarra e Picone? Ne sarebbe contento per principio – pensiamo – il sindaco di Vallo come si chiama. Che ha pure la delicatezza di ammetterlo: Falcone e Borsellino “non hanno fatto niente di male”, nonostante una sospetta sicilianità. E vallo a capire,  vai a capire cosa legge e come respira il signor primo cittadino di Vallo e qualcosa…

da www.livesicilia.it

Libri: da stasera al Quirino di Roma ‘Reading sulla liberta’


Parte stasera alle 17 Teatro Quirino di Roma l’iniziativa ‘Reading di libri sulla liberta’ nelle librerie italiane’. Parteciperanno editori ed autori che leggeranno e commenteranno letture sulla liberta’ di stampa, prese da autori diversi tra loro, da Elsa Morante a John Stuart Mill, da Robert Walser e Indro Montanelli. Tra i partecipanti al ‘reading’ di stasera, Corrado Augias, Carlo Bernardini, Andrea Camilleri, Gianrico Carofiglio, Guido Crainz, Rosetta Loy, Valerio Magrelli, Alessandro Pace, Antonio Pascale, Christian Raimo, Stefano Rodota’, Giovanni Sartori, Tiziano Scarpa, Marco Travaglio, Nadia Urbinati, Chiara Valerio.

La manifestazione, che vede per la prima volta insieme un grandissimo numero di editori e librai reagire ”ad una legge la cui approvazione -si legge in una nota- limiterebbe fortemente la liberta’ di stampa e il diritto all’informazione dei cittadini”, durera’ per tutta la settimana.

fonte Adnkronos

2 giugno: il Fai ‘rilegge’ i discorsi di Calamandrei sulla Costituzione


Una giornata dedicata alla riscoperta della Costituzione italiana nel giorno della Festa della Repubblica. Questa la proposta del Fai, il Fondo Ambiente Italiano che, per mercoledi’ prossimo nell’appuntamento ‘Non basta avere un’idea’, organizza la lettura teatrale del ‘Discorso ai giovani sulla Costituzione’ e altri testi di Piero Calamandrei, giurista fiorentino tra i fondatori del Partito d’Azione.

In sette siti della Fondazione, infatti, – Villa Necchi Campiglio a Milano, Parco Villa Gregoriana a Tivoli (Roma), Castello di Masino a Caravino (Torino), Giardino della Kolymbetra nella Valle dei Templi di Agrigento, Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno (Varese), Monastero di Torba a Gornate Olona (Varese) e Castello di Avio a Sabbionara d’Avio Trento – le parole di Calamandrei torneranno a sollecitare l’impegno scientifico e morale di tutti i giovani. In particolare, nella cornice del Parco Villa Gregoriana a Tivoli, in provincia di Roma, alle 16, la lettura teatrale in pubblico del discorso di Calamandrei sara’ affidata alla voce dell’attrice Paola Gassman.

Il Fai vuole far conoscere e far amare il testo che raccoglie i valori della Repubblica. Per illustrare gli articoli della Costituzione e’ stato scelto uno dei piu’ celebri testi di Piero Calamandrei, adattato alla lettura scenica e integrato da brani tratti da altri discorsi dell’intellettuale fiorentino, dedicati al rapporto tra la Carta e la tutela del paesaggio e della cultura d’Italia.

fonte Adnkronos

Niente Taormina per Travaglio – Ecco perchè gli hanno detto no


di Roberto Puglisi

Marco Travaglio è uno scriteriato. Da cronista coltiva la perniciosa fissazione della ricerca dei fatti. Eppure, con quei riccioletti rinascimentali sarebbe un perfetto cantore del passato, avrebbe il fisico del ruolo, al netto della cetra. E potrebbe deliziarci, raccontandoci, putacaso,  lo schema delle formazioni in campo durante la prima guerra punica, o saprebbe al meglio svelarci qualche piccante retroscena sulla calvizie di Cesare. Invece lui se la prende con gli imperatori moderni. E col trapianto dei capelli. Soffocherebbe come un pesce senz’acqua se gli togliessero Berlusconi.
Soprattutto, Marco Travaglio  coltiva da perfetto incosciente una colpa grave, comunque la si pensi su di lui: narra cose e persone degli ultimi anni. Come potrebbero concedergli l’uso di un Teatro Antico che è fatto per ospitare le storie dei morti e dei sepolti?

Infatti, l’ultima questione a lame incrociate verte – par di capire – proprio sul punto, sul delicato crocevia tra classicità e modernità. Scrivono i suoi manager in un comunicato: “Non si terrà, il prossimo 9 luglio al Teatro antico di Taormina, lo spettacolo “Promemoria” di e con Marco Travaglio, prodotto dalla Promo Music di Bologna. Lo spettacolo, che si configura come un excursus giornalistico che ripercorre la storia politica italiana degli ultimi 15 anni, dai tempi della prima Repubblica, fino ai giorni nostri, accompagnato sul palco da due musicisti e da opportune scenografie, in tre anni di programmazione, ha registrato il tutto esaurito in tutta Italia. Il libro più DVD omonimo, tratto dallo spettacolo teatrale ed edito da Promo Music Books/Corvino Meda Editore, ha venduto oltre trentamila copie”. Insomma, un prodotto con i fiocchi. Ma “non così la pensa la Regione Sicilia, che ha deciso di negare il prestigioso teatro per la rappresentazione di “Promemoria”. La motivazione del diniego è contenuta in un documento inviato dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali, che fa riferimento al D.D.G. n 827 del 15.04.2010 dal titolo “Indirizzi per la conservazione, fruizione e gestione delle architetture teatrali antiche”, che dispone che “Le richieste d’uso dei teatri antichi devono contenere il programma delle manifestazioni culturali che si intendono realizzare, con la contestuale indicazione del periodo d’uso del monumento, per il quale potrà essere sentito anche il parere del Comitato tecnico consultivo e/o del Consiglio regionale per i Beni Culturali e Ambientali, ove sussistano perplessità sulla validità culturale delle manifestazioni o della compatibilità d’uso del monumento stesso relativamente alla salvaguardia, agibilità e decoro”.
“Come si evince dal documento (qui allegato, ndr)  – spiega il legale rappresentante della Promo, Marcello Corvino – viene negato il permesso di rappresentazione dello spettacolo sulla base di considerazioni che appaiono dettate da motivazioni malcelatamente politiche anziché, come dovrebbe essere trattandosi di uno spettacolo teatrale, da valutazioni di preminente carattere culturale e di interesse sociale”.

Livesicilia è entrata in possesso della lettera ufficiale, che riproponiamo qu. Si legge, tra l’altro: “Verificati i contenuti del promemoria di presentazione dello spettacolo proposto che si configura quale escursus giornalistico su eventi politici degli ultimi quindici anni, reputato che tale manifestazione sia confliggente ai dettami del soprarichiamato DDG 827 (…)  e con gli indirizzi riportati nella nota assessoriale, si esprime parere contrario al rilascio della concessione d’uso Teatro antico di Taormina per lo spettacolo in parola”.

Una questione di decoro, di rispetto e di salvaguardia. E’ noto che i facinorosi comunisti di rito brezeneviano che seguono gli spettacoli di Travaglio sono soliti sgranocchiare bambini durante gli spettacoli. E poi “Travaglio” ha una assonanza inquietante con l’isolano “travagghiu”, cioè lavoro, cioè una cosa che in Sicilia non c’è. Perché turbare le menti dei beati Siculi che vivono oziosamente sereni senza “Travagghiu” e senza Travaglio? E poi non sta bene parlare delle vicende degli ultimi quindici anni in un Teatro Antico. Basterebbe aggiungere uno zero e arrivare, almeno, a centocinquanta, per ottenere le garanzie richieste. Basterebbe raccontare le guerre puniche e accontentarsi. A proposito, a quei tempi, la Roma combatteva a zona o a uomo?

da www.livesicilia.it