“Quando arriveranno i giorni”


di Tiziana Mignosa

Verranno i giorni della luce

e i silenzi non goccioleranno più estenuanti attese

carezze delicate

soffieranno calore sui cristalli limpidi del disinganno.

Arriveranno le dolci ore attese

e lo sguardo si socchiuderà al piacere del giorno che s’esprime

e senza più indugi

il respiro

finalmente si colmerà d’Amore.

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‘N menzu a li to vrazza


di Angela Ragusa

La to vuci
vulissi sèntiri sempri,
notti e jornu …
ccà, dintra a l’aricchi,
a firriarimi nta la testa
e nta lu cori…

Di la vucca
ti vulissi scippari
tuttu lu sciatu
ca teni dintra…
e sulu ppi mia
ogni to parola avissi a ciusciari…

…e comu nu ventu
ca mi fa chiudiri
l’occhi, ju calassi ‘a testa e n’-menzu a li to’ vrazza mi pirdissi.

Sindone e ancora Sindone, il viaggio nel mistero continua


di Loretta Dalola

L’attenzione per questa Sacra reliquia è ancora molto alta.

Il giorno dopo la chiusura dell’Ostensione, anche la trasmissione  “Voyager  ai confini della conoscenza” in onda si Rai2, condotta in studio  dal giornalista e autore televisivo Roberto Giacobbo ha presentato  le ultime immagini – realizzate grazie ad un permesso speciale.

Da secoli il telo di lino conservato a Torino mantiene intatto il suo segreto e rimane un grande mistero ancora da spiegare.  Rappresenta l’esempio piu’ famoso di immagine acheropita, cioe’ ritenuta non fatta da mano umano.

È la reliquia più importante della Cristianità , raffigurazione quasi tangibile della sofferenza e del sacrificio di un uomo, condannato a torture terribili e a una morte atroce.

Ma è davvero il sudario che ha accolto il corpo di Cristo o è solo un falso del Medioevo?   Questi gli interrogativi affrontati durante la puntata.

Partendo dall’aspetto scientifico le telecamere hanno seguito gli ultimi studi realizzati sulla Sindone da parte del fisico dell’Enea, dott. Giuseppe  Baldacchini,  mirati a sostenere la  versione dell’autenticità e che vuole rispondere alla tesi che l’immagine prodotta sulla tela sia frutto di una grande irradiazione miracolosa.

Utilizzando altissime frequenze, e con specifiche caratteristiche di potenza e durata di emissione, il team del Dr. Baldacchini ha ottenuto immagini che con altre condizioni e differenti metodiche non sarebbero replicabili riuscendo a riprodurre in laboratorio una colorazione giallognola  simile a quella della Sindone di Torino. Grazie a speciali laser hanno prodotto un’immagine, una sorta di ombra  che al momento e’ l’unica con la stessa caratteristica di superficialita’ dell’originale.

Analisi effettuate da diversi anatomo-patologi di fama internazionale, tra cui il torinese prof. Luigi Baima Bollone, afffermano che sul lenzuolo vi sono macchie di sangue coagulato del gruppo AB, DNA maschile.

Di parere nettamente contrario Luigi Garlaschelli, chimico e responsabile delle sperimentazioni del CICAP, che ha presentato una carrellata di dati sulla Sindone (spesso riportati in modo distorto o parziale dai molti saggi sindonologici),  sottolineando  il fatto che a differenza delle impronte naturali lasciate da un corpo tridimensionale, l’immagine sindonica si presenta come una proiezione ortogonale incompatibile con la presenza di un cadavere al suo interno.

Naturalmente questa caratteristica falsifica le vecchie ipotesi di formazione dell’immagine, quella vaporografica e quella per contatto. In particolare quest’ultima non produrrebbe l’effetto chiaroscuro presente invece sulla Sindone né  la presenza di sangue proverebbe qualcosa, vista la possibilità che nel corso dei secoli possa essere stato usato del sangue per ravvivare le macchie sul lenzuolo.

Le tante  ricerche e i dubbi collegati alla reliquia non hanno scoraggiato le migliaia di persone che sono accorse a vederla, ma perché suscita tanto interesse?

Il lenzuolo racchiude al suo interno una  storia umana che non ha eguali, inoltre i fedeli vedono, come  specchiati, i loro stessi patimenti: “Passio Christi. Passio hominis”. Proprio per questo essa è un segno di speranza: Cristo ha affrontato la croce per mettere un argine al male; per fare intravvedere, l’anticipo di quel momento in cui anche per noi, ogni lacrima sarà asciugata e non ci sarà più morte, né lutto, né lamento, né affanno.

Quello che sicuramente e fuori di dubbio  “miracoloso” è il fatto che nonostante il tempo, questa reliquia sia giunta fino a noi.

Comunque indipendentemente da come lo si vuole affrontare, questo argomento merita rispetto.

Visualizza altro: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/05/04/visualizza_new.html_1788555880.html

http://www.pagliarino.com/sindone/sindone/intro.htm

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/ostensione/articolo/lstp/183942/

http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100849

http://www.sindone.org/santa_sindone/news_e_info/00025372_TORINO___Piazza_San_Carlo___Concelebrazione_Eucaristica.html

da http://lorettadalola.wordpress.com

“Frastuono di ali”


di Angela Ragusa

Sento frastuono di sogni
in questo mio divagare da vagabondo
sempre attento e attonito di fronte
a quanto ,spesso, le strade della vita
si aprono a imprevisti bagliori
che, filtrando dai timori e dalle incertezze ,
svelano inimmaginabili sentieri …

Quanti fuochi,quanta passione,quanto patire…

Sento frastuono di ali,le mie…
ali di piombo,fortificate.
giammai cadranno da questo divenire
lasciando me e la mia anima
perennemente in volo.

Mina, diva e talent scout con “Caramella”


di Elisabetta Malvagna

 E’ curiosa, eclettica, capace di mischiare generi, stili, sonorità e repertori diversi, e di setacciare la produzione degli autori, anche debuttanti e sconosciuti, senza pregiudizi o preconcetti.

Mina, la ‘signora’ della musica italiana, ha ancora tanta voglia di sperimentare e di spaziare in nuovi territori e in questo nuovo cd prosegue il suo lavoro di talent scout. A sette mesi da ‘Facile’, esce domani ‘Caramella’, 14 tracce che si aprono e si chiudono con ‘You get me’, la prima versione in duetto con Seal, che ha registrato i suoi interventi a Los Angeles con la produzione di David Foster; la seconda come ghost track cantata da sola.

A firmare ‘You get me’ è un autore sconosciuto, Teitur Lassen, musicista delle isole Faroe, insieme alla neozelandese Pam Sheyne. Il pezzo le è stato segnalato dal nipote, Axel Pani, 23 anni che da un paio di album collabora con la nonna.

“Mio figlio – racconta Massimiliano Pani – scrive bene. Quest’anno si laurea in business administration. Fa tutte e due le cose. Ma la musica ce l’hai dentro, anche se cerchi un’altra strada spunta fuori”. Parlando della celebre mamma, dice: “Quello di talent scout è il suo ruolo principale. Che sia una grande voce non c’é dubbio, ma ha 50 anni di discografia smisurata alle spalle perché è brava a trovarsi un repertorio. E’ bello vedere che un’artista come lei vada a scoprire e tirare fuori un artista nuovo piuttosto che fare un repertorio scontato. Ci vuole coraggio. In Italia c’é gente che scrive bene e che non viene celebrata, magari succede grazie a Mina. Lei si diverte di più a fare questo tipo di operazioni, ha più motivazioni”.

Tre le incursioni della diva nel rock alternativo di qualità: ‘La clessidra’ di Davide ‘Boosta’ di Leo dei Subsonica, ‘Solo se sai rispondere’ di Massimiliano ‘Max’ Casacci, e ‘Io e te’, sconosciuta ai più e contenuta nel disco di debutto da solista dell’ex Scisma Paolo Benvegnù, firmata dal chitarrista e autore con Andrea Franchi e Gianni Dall’Orto.

Ma Mina ha chiamato anche autori di fiducia: come Andrea Mingardi e Maurizio Tirelli, presenti con ‘Accendi questa luce’ e ‘Mi piacerebbe andare al mare’, oltre a Samuele Cerri, Mauro Santoro, Maurizio Morante e Fabrizio Berlincioni. Includendo anche due duetti non ancora presenti nella sua discografia: ‘Poche parole’ con Giorgia (dall’album ‘Stonata’ del 2007) e ‘Amore disperato’ con Lucio Dalla (dall’album ‘Lucio’ del 2003). ‘Caramella’ offre atmosfere rarefatte di ‘La clessidra’, ma anche tematiche impegnative del testo di ‘Accendi questa luce’. Si passa dalla drammaticità di ‘Mi piacerebbe andare al mare’ alle immagini liriche di ‘Io e te’; dall’eleganza da jazz ballad di ‘Così così’, sottolineata dal sassofono di Phil Woods, all’irruenza melodica di ‘Solo se sai rispondere’.

E ancora: la cantabilità immediata di ‘Come se io fossi lì’ e ‘Amoreunicoamore’, e la dolce-amarezza partenopea di ‘Ma comme faje’, la dolorosa intensità di ‘Inutile sperare’ e la candida sincerità di ‘Il povero e il re’. Ma rivedremo mai Mina dal vivo? “Io come fan lo spero – risponde Massimiliano – perché il suo modo di fare questo lavoro è veramente straordinario, come lo fa lei lo fanno in pochi. Vederla in studio fa sempre paura. Ma già dall’energia che mette nei dischi c’é tanto di lei. Mina fa un disco l’anno e cerca di dare il meglio di sé, con un vero rispetto per i suoi fan. Potrebbe fare dei grandi successi con il suo repertorio, ma preferisce rischiare in prima persona”.

“Il ritorno sulle scene? E’ una cosa molto personale, una decisione sua. Però c’é molto di lei in quello che fa, dal disco alla copertina. Certo, sarebbe troppo bello rivederla sul palco, non vedrei l’ora”.

fonte Ansa

Io penso, io scelgo, io sono – I think, I choose, I am


Si valuta siano circa un milione le persone europee con disabilità intellettiva e tutte dovrebbero avere il diritto di votare alle elezioni continentali, ma se in alcuni Paesi esiste un problema di riconoscimento del diritto stesso di voto, altrove – ovvero nella maggioranza degli Stati – il limite è dato dalla scarsa informazione, consapevolezza o interventi volti a facilitare l’esercizio di quel diritto. Su questo sta lavorando dal 2008 il progetto europeo “My Opinion My Vote”, che il 25 maggio a Roma vivrà un momento particolarmente significativo, con un talk show organizzato dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), cui parteciperanno ventiquattro persone con sindrome di Down o altra disabilità intellettiva – provenienti da vari Paesi Europei – per raccontare la propria esperienza

Un gruppo di persone appartenenti al Progetto «My Opinion My Vote», qui fotografate davanti alla sede di Bruxelles del Parlamento EuropeoMartedì 25 maggio (ore 17) il Parlamento Europeo per l’Italia, con sede a Roma (Via IV Novembre, 149), ospiterà il talk show denominato I think, I choose, I am (letteralmente “Io penso, io scelgo, io sono”), organizzato dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) e che vedrà ventiquattro ragazze e ragazzi con sindrome di Down e altre disabilità intellettive, provenienti dall’Italia e da altri Paesi europei, raccontare la loro esperienza nell’ambito di My Opinion My Vote (M.O.TE.), progetto ideato dalla stessa AIPD e che coinvolge altri cinque Stati (Danimarca, Irlanda, Malta, Spagna e Ungheria) [se ne legga nel nostro sito anche cliccando qui, N.d.R.]. A moderare l’incontro sarà Sean Patrick Lovett, giornalista e docente universitario di comunicazione, da anni amico e collaboratore dell’AIPD. La partecipazione all’incontro è libera.

My Opinion My Vote è un’iniziativa finanziata dalla Commissione Europea (Direzione Generale per l’Educazione e la Cultura, Programma per l’Educazione Permanente, Sottoprogramma Grundtvig) il cui obiettivo generale è quello di sostenere le persone con disabilità intellettiva nell’esercizio dei loro diritti politici, così come riconosciuto dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ratificata dall’Italia all’inizio del 2009.
Dal 2008 e fino a tutto l’anno in corso, il progetto si propone di educare le persone con disabilità intellettiva alla consapevolezza dei propri diritti politici, aiutandole a formare e ad esprimere la propria opinione politica in occasione di elezioni e referendum locali, nazionali e comunitari, come qualsiasi altro cittadino europeo. Al tempo stesso si vogliono sollecitare i Governi a rendere effettivamente accessibile l’espressione del voto alle persone con disabilità intellettiva, ad esempio rendendo più semplice il linguaggio dei programmi.

Nel corso di My Opinion My Vote le persone coinvolte hanno già avuto modo di esprimere il loro parere sulle modalità di voto e sui programmi politici, ad esempio con riflessioni come le seguenti: «Ho votato, ma ho provato disprezzo perché ci sono troppe cose che non vanno e mi sembra che nessuno si interessi alle nostre problematiche; bisogna guardare più dentro ogni persona disabile». «Era facile riempire la scheda, ma difficile scegliere la casella da barrare». «È difficile capire la politica. Se guardi la TV, non capisci quello che stanno dicendo. Sembra che vogliano promettere la luna a tutti». «È difficile decidere per quale persona votare perché dicono troppe cose e tu ti confondi facilmente».
Durante il talk show, dunque, i ragazzi potranno spiegare ancor meglio le loro difficoltà e, soprattutto, le loro conquiste.

A questo punto qualche dato è quanto mai opportuno: in Europa vi sono tra i 50 e i 60 milioni di persone con disabilità e tutte dovrebbero avere il diritto di votare alle elezioni continentali. In alcuni Paesi, però, esiste un problema di riconoscimento del diritto al voto, mentre in altri – la maggioranza – le persone non esercitano il diritto loro riconosciuto per mancanza di:
– informazione, consapevolezza ed educazione al voto delle stesse persone con disabilità intellettiva;
– consapevolezza dei loro familiari, amici, operatori di riferimento dei loro stessi diritti e capacità;
– interventi per facilitare l’esercizio del diritto di voto da parte delle Pubbliche Istituzioni.

Il talk show del 25 maggio rappresenterà la conclusione di quattro giorni di lavoro a Roma, svolto da parte dei membri del gruppo internazionale, che si confronteranno sulle loro esperienze di partecipazione politica e avranno anche occasione di visitare la Camera dei Deputati e il Senato, incontrando direttamente alcuni attori della politica in Italia. (Ufficio Stampa AIPD.

da www.superando.it