Un inconsueto Travaglio


di Loretta Dalola

Nello studio di Niente è come sembra, un programma televisivo italiano in onda su LA7 condotto da  Victoria Cabello, che  intervista i suoi ospiti, cercando di mettere in risalto le curiosità e l’inaspettato delle biografie dei personaggi, come in effetti suggerisce anche il sottotitolo della trasmissione, niente è come sembra. Questa settimana ci ha regalato un atipico Marco Travaglio che, lasciata l’immagine di serio ed impegnato professionista si concede il lusso di un ironia graffiante :“Di me dicono che sono un comunista e a furia di sentirmelo dire comincio a crederci, ma del resto l’ hanno detto anche di D’Alema”…

 Travaglio, dice che ai prossimi mondiali in Sudafrica non tiferà Italia, come del resto “la trota” (Bossi Renzo) ma, non per le stesse ragioni anti italiane, cioè non perché sia contro l’unità nazionale come il figlio di Bossi ha sottolineato.

 “Non posso perché c’è Lippi che l’allena” dice. “Io non ho nulla contro l’unità nazionale, anzi uno dei periodi che mi piace di più è il Risorgimento, ma detesto questo apparato del mondo del calcio che rappresenta Lippi e il mondo della federazione. Non potrei mai vederli un’altra volta con la coppa in mano”. Travaglio ha poi concluso il suo pensiero su Lippi: “ Per me l’unico che può alzare la coppa è Dino Zoff e l’unica coppa vinta è quella di Pertini, Zoff e Tardelli nell’82, dopo di che non accetto altre repliche. Guarderò le partite, senza pulsioni, senza tifare non me ne frega niente e non urlerò “Forza Italia…” ( chi ha orecchie per intendere…)

   Al giornalista di Annozero viene chiesto di dire almeno una cosa positiva riguardo a Giuliano Ferrara, Giulio Tremonti e Massimo D’Alema.

 E con calma assoluta sentenzia:  “Su Ferrara potrei dire che scrive bene, vaccate incredibili però bene. Una cosa è lo stile un’altra il contenuto”.

 Di Tremonti: “A me stanno simpatiche le persone antipaticissime. Per esempio Tremonti mi fa molto più ridere di quelli che fanno per forza i simpatici. Ogni volta che viene ad Annozero, mi dice ‘Travaglio, mi raccomando non rompiamo stasera, almeno lei’”.

 E di D’Alema: ““E’ ancora in politica dopo tutto quello che ha combinato, chi l’ammazza, è immarciscibile”.

  

  E sull’onda di questa ventata positivista, possiamo concederci il lusso di dimenticare l’idea di un Travaglio pessimista, soprattutto nei confronti del mondo della politica. In effetti, come lui ci ha confermato, sta modificando la propria visione, orientandosi verso un pensiero sicuramente ottimista, quello che visti i continui scandali, una retata li seppellirà in blocco.

 Un giorno arriverà l’accalappiacani e li porterà via tutti… e con questo raggio di speranza si è congedato dal pubblico.

da http://lorettadalola.wordpress.com

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