DRAQUILA, l’ITALIA che TREMA di Sabrina Guzzanti


di Loretta Dalola

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 Applausi a Cannes, alla fine della proiezione del film “Draquila – La Terra Che Trema“. Il documentario di Sabina Guzzanti sul terremoto dell’Aquila ha raccolto l’entusiasmo della sala stracolma. Il documentario,  è la cronaca delle ‘cose nostre‘ e della politica dei fattacci che hanno compromesso il futuro dell’Aquila e della sua gente.

 Ospite da Fazio nella trasmissione : “Che tempo che fa” : dice:” Ne parlano in molti senza averlo visto, è un racconto di un area molto precisa, nello spazio e nel tempo per dare un’idea del terremoto”.

 Abbandonando la satira, Sabina Guzzanti intervista una massa di persone e personalità, provando a ragionare sui fatti (in)evitabili, sulla prevenzione mancata, sulle vite condannate, sulle speculazioni, sui finanziamenti illeciti, sulla sistematica messa in discussione dei principi di trasparenza e legalità che fondano l’idea di una socialità democratica.

 Le immagini scavano impietosamente tra le macerie morali di una classe di imprenditori collusi con il potere, che si è arricchita sul terremoto, complice anche un’opposizione balbettante, anch’essa pronta a mettere le mani sulla  torta.

 Le recenti vicende giudiziarie, che hanno cominciato a scoperchiare una marea  di interessi economici inconfessabili intorno alla ricostruzione, fornisce  il giusto supporto alle critiche.

 Sabrina: “Ho sentito cose per le quali ho impiegato mesi prima di digerirle”  e punta il dito  sul fatto che le tendopoli, essendo militarizzate erano luoghi inaccessibili all’informazione. La questione è sempre la stessa, le decisioni vengono prese da pochi e senza il consenso degli interessati, è inevitabile che in questo modo devi militarizzare, imponendo logiche spesso assurde.

 accesso ai campi è stato vietato dal comma 5 dell‘articolo 5-bis del DL 343/2001, convertito dalla L. 401/2001, in materia di protezione civile, di definizione dello stato di emergenza e della sua estensione territoriale e temporale, ai fini della tutela delle situazioni giuridiche soggettive dei cittadini interessati.

 Ma non qualsiasi grande evento, rientra nella competenza del Dipartimento della protezione civile, vi rientrano solo quegli eventi che, pur se diversi da calamità naturali e catastrofi, determinano situazioni di grave rischio per l’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dai danni o dal pericolo di danni.

 E’ una legge che non spiega bene cosa si intenda per calamità o grandi eventi, per cui in Italia si sono verificati 35 casi di grandi eventi e più della metà a carattere religioso come: la beatificazione di Madre Teresa , le visite pastorali del Papa, i pellegrinaggi e tutti pagati con i soldi pubblici.

 “E non c’è modo di verificare i fatti perché la Corte del conti non può mettere il naso nell’art. 225”… in questo modo si lasciano aperti molti interrogativi!

 da http://lorettadalola.wordpress.com

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